domenica 29 Marzo 2026

Charlie, un buon lavoro

Il guaio che ha portato alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro merita di essere segnalato per il raro e ammirevole percorso giornalistico che lo ha rivelato. Percorso quasi da manuale, ma è un manuale raramente applicato nelle pratiche giornalistiche italiane, un po’ per cultura e un po’ per limitatezza di risorse: e quindi la consuetudine è che le pochissime volte in cui degli articoli giornalistici generano qualche conseguenza politica, la genesi reale siano delle iniziative giudiziarie già avviate di cui viene informato un giornalista, e il suo giornale le rivela.
Stavolta è successa una cosa diversa: non ancora una lunga indagine strutturata che sia stata pubblicata al momento in cui aveva raccolto tutti gli elementi e una ricostruzione completa, come succede nei film. Ma i film sono film, e qui le circostanze erano diverse. Alberto Nerazzini stava lavorando su un libro a proposito di argomenti su cui ha antiche attenzioni e competenze, e studiando le fonti accessibili ha progressivamente scoperto e messo insieme i pezzi della relazione tra un noto condannato per reati legati ad attività mafiose e un sottosegretario alla Giustizia. Ha fatto le verifiche del caso, ha proposto la storia al Fatto, al Fatto hanno riconosciuto il valore di quello che Nerazzini aveva scoperto, studiando e indagando, e hanno pubblicato la sua storia.
Il fatto che ci potessero ancora essere cose da scoprire (le fotografie diffuse su altre testate nei giorni successivi), tra l’altro, ha finito per contribuire a indebolire ulteriormente la posizione e la credibilità di Delmastro, che era precipitosamente intervenuto con spiegazioni dimostrate poi false.
Le dimissioni di Delmastro sono la sanzione puntuale e vistosa della bontà del lavoro di Nerazzini e del Fatto, ma non sono le dimissioni di un sottosegretario l’obiettivo di una buona inchiesta giornalistica: è il rivelare e far comprendere elementi della realtà, che in questo caso sono connessioni di rilevanti esponenti della maggioranza di destra con attività illegali e mafiose, oppure “leggerezze” irresponsabili e pericolose da parte di inadeguati responsabili delle istituzioni (campo in cui gli esempi di questo tipo cominciano ad abbondare). Oppure entrambe le cose.

Fine di questo prologo.

Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.