domenica 19 Aprile 2026

Charlie, respingenti

Nell’ articolo del Financial Times sulle difficoltà dei tabloid britannici di cui scriviamo sotto, si citano i motivi di poca competitività dei loro siti nei confronti dei social network, dei quali si dice: “Questi ambienti sono progettati per un engagement intenso, uno scroll infinito, algoritmi dedicati e limitato attrito, al contrario dei siti dei giornali”.
“Limitato attrito” è un’espressione illuminante per indicare un problema enorme ma spesso trascurato per i siti di news: l’attrito che si sviluppa nella loro consultazione è enorme, la leggibilità faticosa, gli ostacoli respingenti. La lettura di un articolo è preceduta in molti casi – non in tutti – dalla necessità di divincolarsi da una serie di assilli promozionali, finestre e finestrelle da chiudere, clic involontari su pagine indesiderate. L’esperienza diventa irritante e demotivante, e ci fa apprezzare ancora di più la scorrevolezza dei social network, capace di generare dipendenze legate proprio alla mancanza o quasi di interruzioni o distrazioni indesiderate, e alla semplicità con cui possiamo eventualmente liberarcene.
La conclusione è che pubblicità pagate e comunicazioni autopromozionali finiscono per diventare una pratica autolesionista, che dissuade gli utenti di quei siti che ne esibiscono in grande numero. Oppure, nelle speranze di alcuni di quei siti, li convince ad abbonarsi per evitare una parte di quei fastidi (spesso solo una parte): ma è difficile convincersi ad abbonarsi a qualcosa di cui è così arduo sperimentare il valore e la sostanza, e per cui è così improbabile creare simpatie e fiducie. Si finisce sui social network, assai più diabolicamente piacevoli.

Fine di questo prologo.

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