domenica 24 Marzo 2024

Charlie, più rari che unici

Questa stessa newsletter si adegua ai cambiamenti di tendenze nel business dei giornali e nelle sue prospettive: chi la legge si sarà accorto che è un po’ diminuita l’attenzione su meccanismi e sviluppi nel campo dei ricavi pubblicitari, in particolare su quelli digitali. Il cui ruolo nella sostenibilità delle testate internazionali sta diminuendo, cedendo spazio all’altra delle due storiche fonti di ricavo – i lettori paganti – ma anche ad altre forme di business più piccole ma preziose.

Continueremo a parlare della pubblicità, naturalmente, ma è utile fare un momento il punto su come i giornali online stiano spostando non solo le loro priorità ma anche – di conseguenza – i loro modi di misurare i risultati: grandi quantità di “visitatori unici” non sono più un dato utile a far crescere i ricavi attraverso il percorso privilegiato, gli abbonamenti, come spiega la responsabile della crescita dell’Atlantic: “gli unici mensili non sono più l’indicatore più significativo della salute di un’azienda. Da soli non ci dicono quello che ci serve sapere e possono essere ingannevoli. Questo ci spinge invece a capire la qualità del coinvolgimento e quali strumenti abbiamo per raggiungere davvero il nostro pubblico. È un cambio di approccio recente, e molto affascinante: stiamo rispondendo a un ambiente che cambia, e che vuole metriche che contano assai più del traffico”.

Quello a cui si riferiscono i molti che stanno facendo simili riflessioni è il ridotto valore di numeri di “visitatori unici” che mettono sullo stesso piano lettori frequenti, affezionati e soddisfatti e visitatori passeggeri, magari provenienti da una ricerca su Google o da altri passaggi occasionali, che in gran parte arriveranno su un solo articolo per una volta alla settimana, o al mese, o persino in un anno. Le variabili che determinano questo storico metodo di conteggio dei risultati sono tante, spesso inafferrabili, e poco utili a stimolare il coinvolgimento e la soddisfazione che portano alcuni lettori ad abbonarsi e a pagare per i contenuti dei giornali. Un solo abbonato può valere – in termini economici – più di diecimila “visitatori unici”, in certi casi. L’obiettivo principale è capire quali di quei diecimila possono diventare quell’uno, e come ottenerlo: e quali nuove metriche adottare per misurare quel potenziale. Ed è, appunto, “molto affascinante”.

Fine di questo prologo.

Domenica prossima, con la scusa della Pasqua, Charlie si prende una pausa, e torna domenica 7 aprile.

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