domenica 19 Luglio 2026
Una vecchia teoria sostiene che un’inclinazione all'”obiettività” da parte dei giornali si dovesse non tanto a principi etici o a valutazioni sul proprio ruolo di servizio pubblico, ma soprattutto a delle leggi di mercato: per raggiungere pubblici estesi, e quindi da una parte di opinioni molto diverse e dall’altra di opinioni prevalentemente moderate e non estreme, le testate avrebbero dovuto tenersi lontane da partigianerie respingenti per questa o quella quota di lettori e lettrici, e offrire servizi e informazioni utili e interessanti per più persone diverse possibile. La teoria è stata spesso messa in discussione: ma è certo che, a prenderla almeno in parte per vera, il contesto che la sosteneva è molto cambiato. Servizi e informazioni utili sono oggi facilmente accessibili a tutti senza dover passare dai giornali (il meteo, i programmi tv, i risultati sportivi, i giochi), riducendo l’interesse da parte di un pubblico meno attratto direttamente dall’attualità; e al tempo stesso le opinioni moderate sono diventate minoritarie, e un circolo vizioso sostenuto in gran parte dalle logiche dei social network e in gran parte da strumentali propagande politiche spinge lettori e lettrici verso logiche identitarie e partigiane, che a loro volta chiedono soddisfazione per le loro posizioni e opinioni più estreme. È di nuovo il mercato, la domanda, a spingere molti giornali stavolta verso una minore obiettività e una maggiore faziosità, muovendoli verso pubblici più omogenei e più agguerriti: pubblici disposti a sostenerli economicamente per ricevere non tanto un’offerta di informazione accurata ma un racconto coerente con la loro parte di mondo e il loro modo di vederla, e spesso per vedersi indicare dei nemici verso cui orientare i propri risentimenti, a loro volta strumentalmente alimentati. Intercettare e far crescere una domanda diversa e alternativa a questa, che sia disposta a guardare fuori, a mettersi in altri panni, a dubitare non tanto degli altri quanto di se stessi e delle proprie letture e convinzioni, è il faticoso ma gratificante ruolo, e l’opportunità, per le testate che mantengano diverse e più antiche ambizioni.
Fine di questo prologo.
Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.