domenica 8 Marzo 2026

Charlie, due lavori diversi

In tutte le aziende giornalistiche del mondo si sta molto discutendo degli usi dei software di “intelligenza artificiale” nel lavoro giornalistico. Un racconto piuttosto superficiale ha finora fatto parlare soprattutto di articoli scritti “dall’intelligenza artificiale”, ma le sfumature dell’uso sono molto più complesse e articolate: i software in questione possono essere usati per compiere ricerche, indagare documenti, aggregare informazioni, produrre bozze da rivedere ed elaborare, scrivere testi a partire da un lavoro di reporting, e altro ancora.

Questa settimana tra chi segue questo genere di sviluppi negli Stati Uniti si è parlato di un confronto all’interno della grande agenzia giornalistica Associated Press, proprio a proposito di questi usi: la dirigenza dell’agenzia ha proposto che sempre più spesso il lavoro di composizione finale di alcuni tipi di articoli sia affidato ai software di AI, una volta che i giornalisti abbiano raccolto le informazioni. Direzione che può andare verso una riduzione dei posti di lavoro, come molti temono, ma anche verso l’opportunità di produrre più informazione con le stesse risorse umane a disposizione.

Ma messa un po’ di carne al fuoco su queste più ampie questioni, a questo prologo è sembrato utile riprendere una considerazione della responsabile delle attività AI di Associated Press che spesso fuori dai giornali non è abbastanza percepita, e a volte lo è poco anche nei giornali: «Reporting e scrittura sono due capacità distinte ed è raro – RARO – che trovino sintesi in una sola persona». Considerazione che permette di capire meno superficialmente il lavoro giornalistico nei suoi diversi aspetti, ma anche di attenuare la narrazione per cui limiti e fallacie dei software di AI peggiorerebbero certamente la qualità del giornalismo. Limiti e fallacie di noi umani sono altrettanto estese e frequenti: e se alcuni di noi sanno fare molto bene cose su cui i software sono ancora scarsi, ci sono già ambiti in cui i software ottengono risultati migliori della maggior parte di noi.

Fine di questo prologo.

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