domenica 20 Settembre 2026
Da molti anni ottenere attenzioni dal pubblico online è diventato l’obiettivo prevalente di molte testate giornalistiche, e quello che fu chiamato con sprezzo “clickbait” è diventata una rivendicata necessità da parte di molti siti di news: i titoli privi di elementi fondamentali (il nome del protagonista della notizia, il luogo dov’è avvenuta, la risposta a una domanda) ormai appaiono anche su testate internazionali autorevoli e affidabili, costrette dalla pigrizia o dall’indifferenza dei lettori a generare curiosità in un modo o nell’altro.
Da diversi anni, per queste stesse ragioni, è diventato più rilevante un formato di notizia a cui si stanno adeguando non solo i siti ma anche le versioni cartacee dei giornali: ed è la morte del personaggio poco noto, o noto solo in certi limitatissimi ambiti, e che un tempo non avrebbe ottenuto un articolo. Articolo che ora tendiamo a voler leggere o cliccare proprio per sapere chi fosse il personaggio in questione, visto che è morto: la notizia sarebbe insignificante – detto con tutto il rispetto per il lutto – ma le redazioni contano su quel meccanismo. E a volte si intuisce dallo stesso testo degli articoli che persino i loro autori ignoravano fino a poco prima chi fosse il defunto: un attore che aveva avuto una parte limitata e secondaria in una vecchia serie tv, un atleta che vinse una medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, l’autrice di un libro che era stato popolare negli Stati Uniti nel 2003. Persone che raggiungono fame maggiori da morte, grazie alla nostra curiosità di paese anziano, che una volta si fermava davanti agli annunci funebri affissi su certi muri, e ora clicca.
Fine di questo prologo.
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