domenica 25 Gennaio 2026
Quando la società Exor controllata dalla famiglia Agnelli Elkann acquisì la maggioranza del gruppo editoriale GEDI il Post spiegò quello che era successo in un articolo intitolato “La storia più grossa in mezzo secolo di giornali italiani”. Quella storia, sei anni fa, si rivelò poi solo l’inizio di una storia destinata a diventare ancora più grossa e che oggi sta prendendo pieghe sia letterarie che preoccupanti: per l’apparente inadeguatezza di gran parte dello scenario editoriale intorno ai quotidiani italiani, e per l’impressione che un sistema molto carente in termini di qualità e rigore giornalistico, e bisognoso di progressi e investimenti in quella direzione, si stia muovendo invece in direzioni opposte, di incompetenza sull’innovazione e sulla contemporaneità e di dipendenza da logiche di potere economico e politico anacronistiche e che niente hanno a che fare con il bisogno di giornalismo qualificato che ha una democrazia, bisogno ancora maggiore in questi tempi difficili per le democrazie.
Questo prologo è insomma una giustificazione non richiesta per il fatto che Charlie – abitualmente attento soprattutto alle trasformazioni e alle vicende giornalistiche internazionali, assai più significative e illuminanti di quelle nazionali – oggi si occuperà molto di quello che sta succedendo convulsamente nelle proprietà delle maggiori testate giornalistiche italiane: è diventata una storia grossa, a prendere ancora sul serio le storie di questo paese.
Fine di questo prologo.
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