domenica 5 Aprile 2026
La tentazione di dichiarare un declino dei social media è forte e diffusa da diversi anni, anche tra coloro che ne fanno estesissimo uso (il rapporto è quello che c’è tra tossicodipendenti e sostanze, quando i primi arrivano a chiedere di essere incatenati o rinchiusi). Ma in effetti alcuni dati segnalano dei cambiamenti: i più rilevanti e visibili sono gli interventi proibizionisti nei confronti dei bambini, ragazzi o minori in alcuni paesi. Una recente ricerca di un ente pubblico britannico descritta dal Financial Times sostiene che nell’ultimo anno ci sia stato un sensibile calo nell’uso “attivo” dei social network (ovvero di pubblicazione, condivisione o commento), e riferisce che molti intervistati si dicono più preoccupati o spaventati di un tempo rispetto alle conseguenze dell’uso dei social network.
Che nel frattempo sono drasticamente cambiati, un po’ alla volta. Qualcuno dice che dovrebbero essere chiamati ormai “interest media” piuttosto che “social media”, in considerazione del fatto che la maggior parte dei contenuti che ci raggiungono è legata ai nostri interessi registrati dagli algoritmi piuttosto che alle relazioni e “reti sociali” che abbiamo scelto di seguire. Ma gli algoritmi stessi ci offrono anche molti contenuti pensati per crearlo, un nostro interesse, e mantenerci più a lungo sulle piattaforme relative. In questo senso, i social network stanno tornando indietro verso un funzionamento che è quello della vecchia televisione: vediamo quello che ci viene proposto, con il solo potere di cambiare rapidamente canale, e trovare qualcos’altro che ci viene proposto, ma molto più raramente quello che scegliamo noi.
Tutto è molto in cambiamento, e riguarda anche l’informazione che ci raggiunge attraverso i media in questione, che arrivi dalle testate dichiaratamente giornalistiche o da altre fonti. Le aziende editoriali tradizionali possono pure rallegrarsi di un eventuale declino dell’uso dei loro concorrenti social, ma al tempo stesso dai loro concorrenti social ricevono ancora una quota cospicua di traffico e visibilità: ulteriori cali non sarebbero benvenuti. E per quello che valgono i precedenti e i paragoni, negli scorsi decenni tante cose sono cambiate anche intorno alle tossicodipendenze e al genere di sostanze che le creano, ma di sicuro non sono sparite le tossicodipendenze.
Fine di questo prologo.
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