domenica 11 Gennaio 2026

“C’è solo un po’ di nebbia che annuncia il sole”

La storia più grossa dell’editoria giornalistica italiana – lo è da alcuni anni – non ha avuto visibili sviluppi durante queste tre settimane: la vendita della società GEDI è ancora realisticamente imminente, ma non è chiaro con quali tempi, quali tappe, e con quali destinazioni di alcune delle sue testate. GEDI è il gruppo dentro cui sono rimasti – dopo molte cessioni – i quotidiani Repubblica Stampa (e la Sentinella del Canavese di Ivrea), il sito di news HuffPost, le radio Deejay, Capital e m2o: è posseduto dalla multinazionale Exor, controllata dalla famiglia torinese Agnelli-Elkann, che a sua volta è azionista di maggioranza – tra le altre – dell’azienda automobilistica Stellantis, della Ferrari, della squadra di calcio della Juventus, del settimanale britannico Economist.

Scontenta dei risultati – economici e pubblici – dell’acquisizione del gruppo sei anni fa, Exor (ovvero il suo CEO John Elkann) ha deciso di liberarsi di GEDI e ha trovato un acquirente interessato nella società greca Antenna . Malgrado le intenzioni fossero note da alcuni mesi, le redazioni – in particolare quella di Repubblica – hanno espresso le loro preoccupazioni sull’operazione a cose quasi fatte (complice anche un limitato dispiacere per l’abbandono di un editore che si è fatto poco amare), e ora stanno cercando di fare pressione per avere garanzie sul futuro dei giornali e dei loro dipendenti, ma con armi piuttosto spuntate. Il comitato di redazione di Repubblica ha comunicato giovedì di avere avuto rassicurazioni verbali dalla attuale proprietà, ma di fidarsene poco: con buone ragioni, considerato il curriculum della dirigenza GEDI nel negare scelte e progetti poi rivelatisi assai reali.

“I fatti degli ultimi anni non aiutano in alcun modo ad aver fiducia. La trasparenza da noi richiesta rimane ancora un miraggio. Per questo permane lo stato di agitazione votato dall’assemblea, con i cinque giorni di sciopero affidati al Cdr”.

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