domenica 1 Febbraio 2026
David Brooks, uno dei più popolari e noti columnist nei media statunitensi, lascerà il New York Times dopo ventidue anni. Brooks è sempre stato un autore con una specifica e rara identità negli spazi delle opinioni giornalistiche, dedicato ad affrontare temi sociologici e a volte intimi e personali sulla popolazione americana da posizioni di “buon senso” e con un orientamento politico di conservatorismo moderato, che nell’ultimo decennio lo ha reso un raro rappresentante dell’elettorato Repubblicano molto critico nei confronti di Trump. Questa newsletter lo aveva citato in un paio di occasioni. Adesso, con un lungo articolo sulle condizioni degli Stati Uniti e con i suoi consueti toni sconfortati e ottimisti insieme, ha annunciato di avere accettato una docenza universitaria a cui dedicarsi nella speranza che quello possa essere un ambito costruttivo. Il New York Times lo ha ringraziato e salutato con molti elogi. Nel frattempo però la testata dell’ Atlantic ha fatto sapere che Brooks diventerà un proprio collaboratore fisso, passaggio che Brooks non ha finora spiegato (sia il New York Times che l’ Atlantic hanno posizioni liberal ed estesamente critiche dell’amministrazione Trump).
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