domenica 19 Aprile 2026
In una sua personale polemica col quotidiano Il Fatto (che accusa di falsificazioni ed eccessive indulgenze nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina), il senatore Carlo Calenda ha pubblicato su Twitter alcuni dati del bilancio della società editrice del giornale, sottolineandone i problemi. A prescindere da questo intervento, i problemi di bilancio del Fatto sono noti e saranno protagonisti dell’assemblea dei soci di SEIF – l’azienda editrice quotata in borsa – convocata per il 30 aprile. Nella sua relazione relativa la società di revisione KPMG aveva scritto: “Richiamiamo l’attenzione su quanto riportato dagli Amministratori nella nota integrativa al paragrafo “Continuità aziendale” in merito all’esistenza di un’incertezza significativa che può far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento”. L’invito degli amministratori esposto nel bilancio è per un accantonamento dei nuovi investimenti previsti, per una riduzione dei costi di stampa e distribuzione del giornale cartaceo e per una richiesta di maggiori sostegni alle banche.
Sabato il Fatto ha pubblicato sul quotidiano e sul sito un messaggio dell’amministratrice delegata di SEIF in risposta alle “illazioni e allusioni”: Monteverdi torna a smentire le assai dubbie accuse su presunti “contributi russi” al giornale, e obietta alle critiche sul bilancio citando i consensi che il giornale comunque riceve in termini di abbonamenti digitali e crescita dei suoi progetti, ma ammette “anni bui”.
“La Società ha attraversato anni bui perché ha deciso, nonostante la crisi delle edicole, di continuare a investire e soprattutto di non compiere operazioni di ristrutturazione a danno dei giornalisti e del personale dipendente. Ha pensato al futuro nel rispetto delle persone e del prezioso lavoro che svolgono con un piano industriale di sviluppo.
Perdonateci se non svendiamo la Società al primo offerente a vantaggio degli azionisti e a svantaggio dei dipendenti”.
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