domenica 15 Febbraio 2026

A fari spenti

Uno degli aspetti più quotidianamente visibili della gran parte della scrittura giornalistica italiana è un suo ricorrere al pigro uso di frasi fatte o metafore superflue e posticce, che concorrono a un linguaggio generale estraneo a quello più comune e familiare ai lettori, e che spesso è stato chiamato “giornalese”. Nella rubrica delle lettere su Repubblica di oggi il curatore Francesco Merlo fa autocritica sull’uso dell’espressione “accendere un faro”: «Il faro acceso è uno dei tic linguistici più abusati, e più saputi, peggio di “i giovani di oggi non leggono” e “pieno come un uovo”». Poche pagine dopo, sullo stesso giornale, compare questo titolo.

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