Il Post
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Alleati che ti sparano addosso

3 luglio 2012

È paradossale che, nel nome della “priorità alle cose da fare”, Vendola e Di Pietro insistano con la petulante richiesta al Pd di concedersi a un’alleanza. Quando è proprio sulla concretezza delle “cose da fare” che lo spazio fra il riformismo democratico e Sel e Idv si allarga giorno dopo giorno.
Non si capisce quale sia la pretesa avanzata da questi inflessibili oppositori di tutte le misure adottate dal governo Monti. Forse Vendola e Di Pietro vorrebbero che il Pd – che invece le misure le ha appoggiate e anzi si è logorato ed esposto per limarle, correggerle, emendarle, renderle socialmente più giuste e accettabili – dichiari a un certo punto di aver scherzato.

I mesi da novembre a oggi non sono una vacanza della politica: li ricorderemo come la fase più delicata della transizione, quella in cui s’è deciso se saremmo dovuti uscire non dico dall’euro, ma sicuramente dal novero dei paesi che contano; o se avremmo potuto rilanciare la nostra forza, le nostre richieste, i nostri diritti. I democratici stanno con chi questo sforzo lo sta facendo. Si fanno carico di un lavoro difficile e a tratti impopolare; Idv e Sel sono contro, non perdono occasione per criticare, attaccare. Pretendono di farsi trainare dal Pd al governo nella prossima legislatura, ma dopo avergli sparato addosso nel momento più duro, quando l’esposizione di Bersani è massima. C’è un limite al cinismo e al calcolo di chi gonfia le proprie parole di poetica, di retorica o di demagogia?

Dal 2013 non potrà esserci continuità perfetta rispetto alle politiche di Monti, neanche se il premier venisse riconfermato. Le forze politiche che vinceranno le elezioni e faranno il governo inietteranno soggettività nella tecnica. Ma non potranno rinnegare il lavoro svolto nel momento più duro, lavoro che dopo tutto il resto affronta in questi giorni – vedremo come – il Moloch della spesa pubblica ministeriale, dai dirigenti in giù.
Avremo altre polemiche, altre strumentalizzazioni, altro fuoco incrociato. E, tra un siluro e un altro, rivedremo la mano tesa, perfino impaziente, di Tonino Di Pietro. La tenesse in tasca che è meglio.

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  • andrea61

    @Stefano: forse é proprio l’esperienza pugliese a far sorgere qualche dubbio. Ottenere risultati dilatando la spesa e aprendo voragini nel bilancio regionale puó essere una strategia percorribile, ma non é il tipo di politica ideale per governare un paese col 120% di debito.
    Resta poi da capire come faccia Di Pietro a chiedere a gran voce le dimissioni (sacrosante) di Formigoni, probabilmente indagato, mentre flirta con Vendola che indagato lo é veramente e di cui abbiamo letto inquietanti intecettazioni in merito alla sanità pugliese.

  • http://vietatocosare.blogspot.com/ stefano

    Vendola ha raccomandato un medico perche’ bravo, e quando un suo collaboratore e’ stato arrestato ha riconosciuto di aver posto la sua fiducia nelle persone sbagliate, e ha costruito una nuova squadra. Formigoni e’ stato eletto grazie a delle firme false, ha privatizato la Regione Lombardia consegnandola a CL, si e’ fatto pagare soldi e vacanze da un corruttore, e si e’ circondato di criminali (fra cui un trafficante d’armi). Fai tu.

  • lazarus

    Le invettive di Menichini contro Di Pietro e Vendola non contano nulla e non sono certo condivise dalla maggioranza del pd, in ogni caso invece di imprecare contro Di Pietro e Vendola (che certo non può piacere ai cattolici, e ci mancherebbe altro) sarebbe meglio chiedere agli elettori se preferiscono allearsi con loro o con Casini.
    io non ho dubbi su quale posizione sarebbe prevalente.

  • superd

    x stefano: io mi riferivo principalmente alla poszione politica di vendola e non tanto alle sue presunte capacità di amministrazione ….. in ogni caso vendola è anche indagato per peculato falso ed abuso d’ufficio in relazione ad una transazione di euri 45 mln … cosa che in sè naturalmente non vuole dire niente … però le vicende della sanità pugliese (vicende giudiziarie contabili e di efficienza) mi portano a ritenere che in puglia esista un gigantesco sistema clientelare tenuto in piedi a spese del contribuente e sulla pellaccia dei cittadini: il mio giudizio su vendola amministratore è quindi anch’esso negativo
    x lazarus: mi risulta che vendola sia in ottimi rapporti con le gerarchie cattoliche

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Il candidato esegua il seguente esercizio:
    legga in sequenza il presente post, l’ultimo di Civati e l’ultimo di Scalfarotto e risponda al quesito:
    Il PD ha un equilibrio interno tale da avere del gran tempo per parlare dei problemi che rischia con l’esterno?
    Entrando nel merito di questo, Sallusti che spiega Berlusconi in confronto è un prudente.
    Io non è che me ne intenda e quindi mi affido a chi ne sa più di me, ma siamo sicuri che questo sia giornalismo da ostentare con tanta assiduità?
    Poi de gustibus, ci mancherebbe, e se il Post sente l’urgenza di trasformarsi ne Il Giornale del PD è liberissismo di farlo, ma anche la faziosità dovrebbe avere un limite.

  • http://vietatocosare.blogspot.com/ stefano

    SUPERD

    E’ difficile distinguere le posizioni politiche di Vendola dalle sue prestazione come amministratore, se la critica che fai alle sue posizione e’ di vuota retorica: o ritieni che il Vendola presidente della Puglia sia un politico responsabile ma appena varcata la soglia di Palazzo Chigi avrebbe una crisi di schizofrenia e diventerebbe una macchietta, oppure le sue capacita’ amministrative testimoniano della sua solidita’ politica.

  • superd

    x stefano 1. giudizio politico: vendola è sostanzialmente un parolaio: al vuoto totale di programma politico (politico e non meramante amministrativo) dotato di un qualche realismo per il paese e per l’europa risponde con una marea di chiacchiere, poesie, appelli sentimentali, parole d’ordine reperite nella tradizione veretero comunista e antagonista che si rivolgono alla pancia del suo elettorato(non è solo colpa sua è tutta una fetta di sinistra che non riesce a venire in alcun modo a patti con la libertà economica ma non riesce a concretizzare un effettivo modello alternativo)…. politicamente la sinistra ex comunista si è dimostrata del tutto inaffidabile … vendola (che ne era parte fin dai tempi di bertinotti) non mi sembra molto meglio (vedi vicenda di genova vedi continua guerriglia anti pd vedi milano in cui appena si è vinto tutti assieme e si è vinto con il contributo importante del cosidetto centro riflessivo si è presentato come se il vincitore fosse solo ed esclusivamente lui e la sua parte politica);
    2. giudizio come amministratore: vedi il mio post precedente … ma anche ammettendo per amor di discussione che vendola sia un buon amministratore regionale ciò non implica che sarebbe un buon amministratore a livello statale o europeo o un buon leader del centrosinistra (personalmente lo escludo) entrano in gioco infatti capacità e progettualità diverse …. peraltro esclude totalmente che la leadership del centrosinistra o una posizione di responsabilitàa livello nazionale siano tra gli obbiettivi di vendola che naviga molto più a vista e de core (un po’ per come è fatto lui un po’ per l’effettivo problemino che ha l’intera sinistra tradizionalista)
    3. schizofrenia: se posso dirti la verità in piazza a milano quella famosa volta mi sembrava avesse effettivamente perso un po’ il controllo di se stesso