Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Ho visto la marina di Rosignano

11 maggio 2010

Sabato ho visto la marina del porto turistico di Rosignano, col mio amico Toto Barbato e sua figlia Marina. Caseggiati appena sfornati, pesca e albicocca. Il minuscolo lido di zucchero, un biscottino di spiaggia, il moletto di marzapane. Da una radio, chissà dove, Gianna Nannini gridava sei nell’anima.


Qualcuno aveva innescato le lenze a pane e formaggio, pronto ad accontentarsi dell’eventualità di un muggine. Uno dei pescatori aveva in tasca una copia del Fatto Quotidiano. Marina Barbato aggiungeva sottovoce e lì ti lascio per sempre.

  • vsgaudio

    VISTO CHE PASSA NELL’ORECCHIO GIANNA NANNINI…

    Mi chiedo, quando appare in scena qualche alimento, cosa ne avrebbe potuto fare Manuel Vázquez Montalbán per le sue “RECETAS INMORALES”[© 1988].
    Qui, Virzì nella patria del bicarbonato di sodio e dell’acido tartarico,porge come frutta pesca e albicocca, che sarà bene lavare, prima dell’ingestione, col bicarbonato di sodio.
    C’è, d’altra parte, anche lo zucchero,io punterei su due marmellate, una di pesca e l’altra di albicocca, che, secondo me, sarebbero indicate – come la confettura di zenzero verde e nella “Maremma Maiala” di Gianna Nannini – per le pelli bianche o rosee alla maniera irlandese, tette rotonde e un culo un po’ alto e impertinente:come diceva Manuel Vázquez Montalbán, “ogni mare ha la sua marmellata. Nei mari del nord non c’è come ungere i corpi con marmellata di lampone e nell’Egeo con quella di fico”; nel Tirreno di Rosignano è più d’albicocca che di pesca, un po’ come nell’Adriatico di Cervia, dove, per via delle saline, è più di pesca, la marmellata, che d’albicocca, ma sempre dentro il paradigma di carni sode del tipo costituzionale nordico e subadriatico di Deniker.
    Dando l’albicocca a Rosignano, visto che passa nell’orecchio Gianna Nannini, a saperlo, lo sapete che l’albicocca è contro l’afonia? E quando passa la Nannini, ciò che entra nell’orecchio è il panforte, che, se vai a vedere, è analogo in qualche modo ai fichi ripieni alla siriana, che hanno sapori occulti e solidi: la durezza di un desiderio quasi osseo, vertebrato, diceva Manuel, è nell’anima, non c’è che dire.