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Glossario amoroso

1 giugno 2010

Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria – Prof. du Lac – 7° lezione
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Cari ragazzi,
la lezione della scorsa settimana ha sollevato diverse obiezioni e dubbî: avevo pensato di rispondere personalmente a ciascuno di voi, ma ho poi pensato che un ulteriore approfondimento sul tema della settimana scorsa potesse essere utile a tutti.

Cercherò di andare per punti, in modo da poter affrontare tutte le questioni che potrebbero necessitare di un chiarimento: visto il carattere riassuntivo della lezione potremmo considerarla un ripasso di tutte quelle già studiate, quasi una sorta di glossario.

NON VALE TUTTO – È importante intendersi su cosa intendiamo per “amore”. L’idea che ci siamo persone innamorate che si tradiscono – quale che sia l’accezione che si dà a questo termine – sconta un’aporia piuttosto evidente: la convinzione che, in fondo, l’amore sia definito per autobattesimo. Se un individuo dice «io sono innamorato», tanto basta. Naturalmente non è così, ci sono persone che dicono di essere innamorate della propria moglie e non hanno nessun problema a picchiarla con spietatezza: semplicemente, non lo sono. Per questo possiamo dire: non vale tutto.

PAROLE PAROLE PAROLE – Il punto precedente solleva un’altra questione: cosa vuol dire “amore”? Naturalmente la lingua è una convenzione, e bisogna cercare di chiarirsi sul significato che diamo a ciascuna parola. In questo senso la definizione che mi sembra più corretta – o, comunque, quella che userò – è “il sentimento più forte (intenso/potente/dirompente) che un essere umano possa provare”. C’è chi ammette una definizione molto più ampia: chiunque provi una tensione verso un altro individuo. Queste persone decidano un termine con cui definire “il sentimento più forte che un essere umano possa provare per un altro” e traducano, così, quello che qui si definisce amore.

A.D. Professore, è forse utile prendere a esempio la situazione precedente: facciamo il caso della coppia che si dice innamorata, ma si tradisce. È possibile immaginare la stessa coppia, ma che non si sognerebbe mai di tradirsi? Certo che lo è. E possiamo dire che questa differenza aggiunge un elemento positivo allo scenario del non tradimento? Se ammettiamo tutto questo – e come potremmo negarlo? – è ovvio che non potremmo mai definire  “il sentimento più forte che loro possano provare” quello della coppia che si tradisce. _Perché sappiamo, anche solo empiricamente, che ce n’è uno più forte.

TUTTI COLPEVOLI, TUTTI INNOCENTI – Da questo ne consegue che difendere la legittimità del proprio comportamento all’ombra del male del mondo è abusivo e meschino: dire che “tutti vogliono tradire”  è misurare gli altri con il proprio metro. Non si possono affiggere dei difetti agli altri, soltanto perché sono i nostri. E in ogni caso, fosse anche vero – e non lo è – che non esistono persone che vivono il proprio rapporto nell’onestà e nella fiducia più genuina, bisognerebbe aspirare a essere i primi a comportarsi così. Il  cardine, e il punto, non è la diffusione dell’alfabetizzazione sentimentale, ma la sua efficacia.

MICA DI LUI – Non c’è obiezione più dozzinale di quella per cui “non è che non mi fidi di lui, è che non mi fido delle altre”. Se non immaginiamo uno stupro – e se lo immaginiamo non stiamo parlando di gelosia, ma di tutela dell’incolumità altrui – non c’è nessuna ragione per temere il comportamento di un pretendente. L’unica cosa che può innescare la pericolosità delle azioni di un pretendente è la connivenza dell’altro. Non c’è avance che possa trasformarsi in un tradimento senza la complicità del destinatario: e se si teme la complicità del destinatario non è forse “di lui” che non ci si sta fidando e non “delle altre”?

Non c’è più tempo, continueremo la prossima settimana con: Gelosia, Volontà, Sacrificio, il Sesso, Possessività.

A.D. Io vi ricordo che per chi non ha presentato la propria risposta durante questi 7 giorni – o anche per chi vuole soltanto cambiare parere – è possibile rispondere alla domanda della scorsa settimana: vi accorgete che rischiante d’innamorarvi del partner del vostro più caro amico/a: come vi comportate? Alcuni sostengono che la ragassa o il ragasso del vostro migliore amico sia, di per sé, intangibile: non se ne parla, delle volte letteralmente. Altri sostengono che nel conflitto fra amore e amicissia è l’amore ad avere la precedensa. Oppure vedete una tersa via?

La risposta a questo quesito – scrivetela qua sotto, o al professore – sarà discussa fra due martedì, dopo la conclusione del glossario.Vi saluto con una frase particolarmente significativa scritta da uno studente – Franco – che, mi sento di poter dire, riassume lo spirito dell’intero presente repertorio:

Non c’è nulla da perdere nel lasciarsi andare, chi teme di perdere qualcosa è perché lo ha già perso.

10 commenti

  1. isci says:

    Scusa ma a me sembra che tu abbia dell’amore un concetto platonico (non nel senso “niente sesso” e nemmeno nel senso che sposi le teorie di Platone sull’amore ma nel senso di ideale platonico di amore eterno, perfetto e assoluto.

    A parte che io contesto la tua definizione di amore

    punto primo: la tua definizione si applica anche alll’odio, alla paura…. Stai semplicemente discutendo dell’intensità del sentimento.

    Punto secondo: Se non è corrisposto è veramente amore ? questa parte manca del tutto nella tua definizione. (non che c’entri molto ma l’hai lasciato fuori)

    Poi tu dici se uno picchia sua moglie non ne è innamorato. Non è detto, chi te lo dice ? Credi che un violento non possa innamorarsi e poi applicare la sua violenza sul centro della sua attenzione cioè la persona amata ? E chi uccide l’oggetto di amore allora ? Tutti quegli innamorati respinti che ammazzano la tipa e poi si suicidano ? Converrai che secondo la tua definizione che (apparentemente) tu hai dato questo è un sentimento estremamente intenso.

    Poi riprendendo la citazione di A.D.credi veramente che si possa misurare l’intensità dell’amore ? “Dato valore n-1 all’amore con tradimento attribuiremo all’amore con tradimento valore n”. Mi ricorda quel punto de “l’attimo fuggente” dove sul libro di testo ti spiegano come creare un diagramma per misurare l’intensità di una poesia.
    L’amore è qualcosa di diverso, è folle, imprevedibile insidioso, nasce dal bisogno e dalla povertà come diceva Platone ed è pieno di astuzie ed inganni, non è immortale ma muore e risorge, non è un dio ma un demone.

    Poi vedi come sei pieno di pregiudizi ? Il tradimento è “meschino” dici, cosa ne sai ?
    Ma hai idea di quanto sia ampia la casistica ?
    Prova pensare a ragazza che ha vissuto tutta la sua vita a roccasecca stesso moroso da quando ha quattordici anni, conosciuto all’oratorio, poi in Erasmus a Berlino incontra un’altra ragazza capisce di essere lesbica e ha una storia con lei (questa è una storia vera)al ritorno non sa se uscire allo scoperto o restare con il tipo dell’oratorio, ti sembra cosi meschino ?
    E andando nel melodrammatico ma ti sei mai trovato dopo un litigio a correre nella notte con la testa che ti scoppia e il cuore in gola e ti ritrovi ad una festa sulla spiaggia non sai bene come e c’è una turista che non rivedrai mai che ti fa l’occhiolino ? Che funzione n diamo a tutto cio ?
    E scusa ma tu hai istinti animali ? Senza voler citare Freud ma ti è mai capitato di trovarti di fronte ad una donna e perdere completamente la testa ? Quanto è meschino questo ? Quanto è un difetto ? Hai un partner dolce comprensivo simpatico e sensibile che i tuoi genitori adorano ed è già tutto pronto per il matrimonio e per una setttimana in vacanza incontri un/una ribelle rocker con la fedina penale sporca che ti apre un mondo in cui non vorresti vivere, certo, ma ti piacerebbe per una volta sola farvi capolino.

    E poi alla fine di tutto un discorso in cui dici che l’assenza di gelosia in amore è un dato di fatto come hai lasciato intendere fino al momento prima (perché se dubito del mio partner allora non è amore)affermi che l’assenza di gelosia è un assoluto a cui tendere.

    Ma certo che in un mondo perfetto il tradimento nella coppia non esisterebbe e nemmeno la gelosia non avrebbe ragione di esistere (in realtà ho il dubbio che un tale mondo sarebbe terribilmente noioso ma posso concedertela). Ma se è per quello in un mondo perfetto ci sarebbero anche altre cose.
    Nel nostro mondo imperfetto ed effimero (sto usando categorie platoniche apposta per parlare il tuo linguaggio) pero esiste l’incomprensione, le tensioni tra le coppie, esiste scusami la scopata occasionale e non è detto che sia il caso del macho latino che se le scopa tutte quante uh uh uh

    Vedi, se dovessi cercare di dare una definizione del tuo concetto di amore direi che sarebbe una cosa tipo: Sentimento di attrazione di estrema intensità, assolutamente disinteressato, non soggetto in alcun modo a variazioni d’intensità e a crisi fondato su una perfetta e assoluta intesa reciproca e una totale fiducia (nota che non ho nominato il sesso perché tu non lo fai mai). Questo è il tuo ideale nell’iperuranio a cui tendi e applichi le categorie di questa cosa algida a quello che ci troviamo nella pancia noi che è a metà tra chimica animale e uno strano sentimento di bisogno.

    E quindi come generazioni di platonici arrivi alla conclusione che siccome l’oggetto sensibile che non è conforme all’idea non esiste realmente perché reale ed eterna è solo l’idea e poiché il tradimento e la sfiducia (cioè la gelosia) non entrano nel tuo ideale di vero amore decidi che la gelosia e il tradimento non fanno parte del rapporto d’amore, anzi non sono, aporie appunto.

    Nel “Parmenide” di Platone un giovane Socrate discute con Parmenide della teoria delle idee.
    Socrate ha difficoltà a riconoscere che esistano le idee di “Fango” “Sporco” e “Pidocchi” e Parmenide gli risponde come io rispondo a te: ” Questo perché sei giovane o Socrate e ancora non hai avuto il tempo di approfondire la questione.”

  2. gibi says:

    Complimenti Isci, finalmente qualcuno che si ricorda di cosa stiamo parlando, non avrei saputo argomentare in modo migliore.
    Questo piu’ che un “Corso di Alfabetizzazione Sentimentale” sembra un corso di “Corso di Matematica Sentimentale”.
    Per nostra fortuna Matematica e sentimento non hanno punti in comune.

  3. isci says:

    si mi sono fatto prendere un po’ la mano. Comunque dove scrivo :

    ” “Dato valore n-1 all’amore con tradimento attribuiremo all’amore con tradimento valore n”

    naturalmente si deve leggere :

    “Dato valore n-1 all’amore con tradimento attribuiremo all’amore SENZA tradimento valore n”

  4. guli says:

    Chi picchia la propria donna o la umilia verbalmente non è un uomo strutturato, è un ragazzino che deve ancora guardare dentro di sè molto bene e molto a lungo (e in più deve risponderne alla legge). E non ha neanche iniziato a dissodare il proprio terreno, quindi forse ha ragione Giovanni, no, non è innamorato.

  5. primaverina says:

    Ecco però io questa cosa non riesco proprio a capirla.
    Chiaramente chi picchia la propria donna è un uomo da aiutare e deve rispondere penalmente dei suoi gesti, ma…che c’entra questo?
    Io continuo a credere che si, un uomo che picchia la propria compagna può esserne innamorato, nonostante tutto.
    E certo che ci si può innamorare di un assassino e di un ladro e di un pedofilo.
    A meno che non vogliamo metterci a fare le pulci al concetto “amore” e vederlo come se fosse qualcosa di astratto e lontano dall’uomo.

  6. ally says:

    Affinché si possa davvero parlare di amore tra due persone dovrebbero esserci reciprocità di attenzioni, rispetto, stima, desiderio e fiducia tradotti in un vissuto di gioia quotidiana.

    Mi pare che alla fine le cose siano semplici.
    Tutto il resto non ha niente a che fare con una BELLA storia d’AMORE.

  7. Pingback: Glossario amoroso | Distanti saluti

  8. bufalo1 says:

    è vero, la vita non è mai bianca o nera. Ma non credo che, solo per questo, possiamo sostenere che non esista un assoluto (anche solo ipotetico) cui tendere. Gli assoluti servono quanto meno come termini di paragone…perché se diamo per assodato che ciascuno di noi possa essere “più” o “meno” innamorato di una persona, implichiamo che esista un’idea di amore rispetto alla quale valutare il nostro sentimento.
    Parlare di “scala dell’amore” ci sembra troppo scientifico, troppo lontano dalla realtà?
    E allora consiglierei all’esimio Prof. di smettere di scrivere questa rubrica, perché se ogni amore fa storia a sè, è inutile parlarne perché ogni confronto tra amori diversi sarebbe impossibile.
    Io non credo che chi picchia la propria donna (o il proprio uomo) non si senta innamorato. Penso però che quel sentimento non sia amore. Proprio perché nell’idea “perfetta” di amore non può essere contemplata la violenza…o il tradimento.
    Il fatto che “capita” di tradire il proprio partner (cosa che non credo assolutamente….le cose non “capitano”, non questo tipo di cose nelle quali la propria volontà è determinante) non giustifica di per sé che il tradimento possa far parte dell’amore.
    Più che altro farei a mia volta una domanda al professore: l’amore è una “qualità” (ovvero uno stato fisso) o uno “stato” (quindi mobile)? Ovvero: posso provare amore per una persona adesso, ma magari questa sera meno, per poi tornare ad amarla domattina? Oppure è una qualità assoluta caratterizzato dalla stabilità? (cioè, posso amare per un giorno, per un mese o per tutta la vita, ma non ha oscillazioni di intensità? Tipo on/off).

    Per quanto riguarda il compito, direi che la mia risposta sarebbe “fanculo l’amico” se pensassi che esista solo una persona di cui mi potrei innamorare. Visto che credo, invece, che si possa provare amore per tante persone, anche diverse tra loro,(ma non contemporaneamente, beninteso) direi che mi faccio un giro e ci ripasso dopo qualche tempo

  9. isci says:

    scusa buffalo pero due obbiezioni: primo chi l’ha detto che la tua idea perfetta di amore debba essere la mia (il che ci porta a quello che dici tu forse non è possibile fare una teoria dell’amore perché ognuno ne ha una sua idea e non c’è un ideale comune a cui riferirsi. Nella poesia “rosa fresca e aulentissima” di cielo d’alcamo il poeta minaccia la donna “amata” di violentarla per dire.

    Secondo: Giovanni “bara” perché ammette esplicitamente una definizione di amore: “il sentimento più forte (intenso/potente/dirompente) che un essere umano possa provare” e poi implicitamente ne usa un’altro molto più idealista che ho cercato di esplicitare

  10. Pingback: Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria VIII | Giovanni Fontana

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