La plastica raccolta dal Tamigi

Cotton fioc, guanti, cannucce e altri rifiuti abbandonati e recuperati prima che finissero in mare insieme ad altre tonnellate, ogni anno

(Dan Kitwood/Getty Images)

Un ciuccio, resti di Cotton fioc, un guanto da giardino e un piatto di plastica sono alcuni tra i rifiuti fotografati da Dan Kitwood per la serie Plastic Waste – The Modern Day Scourge Of The Ocean. Sono stati raccolti sulla riva dell’estuario del Tamigi a Rainham, nel Kent, un luogo molto importante per l’alimentazione di uccelli selvatici e marini, come i trampolieri. Al tempo stesso è il luogo di deposito di tonnellate di rifiuti: secondo una previsione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), mantenendo gli attuali tassi di inquinamento da qui al 2050 la massa di plastica in mare supererà quella dei pesci.

Oltre all’enorme quantità di plastica che si riversa negli oceani – si stima che la media annuale sia di otto milioni di tonnellate – uno dei problemi più gravi è la sua decomposizione, che può impiegare centinaia di anni: passa per varie fasi in cui si scompone in microplastiche, che possono essere ingerite dagli animali e arrivare anche negli alimenti che mangiamo.
Nel dicembre del 2017, durante il meeting di Nairobi dell’Assemblea ambientale dell’ONU, il Regno Unito e gli altri paesi che ne fanno parte hanno aderito a 13 risoluzioni per ridurre l’inquinamento, una delle quali prevede l’impegno a eliminare i rifiuti marini e le microplastiche in mare.

Dan Kitwood è un fotografo britannico che lavora per l’agenzia Getty Images, per cui ha visitato più di 40 paesi nel mondo. Nel 2016 è stato finalista nel concorso Wildlife Photographer of the Year. La serie di foto Plastic Waste – The Modern Day Scourge Of The Ocean è stata realizzata per Getty il 2 gennaio 2018.

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