La legge sullo ius soli è stata inserita nel calendario del Senato (ma dopo la legge di bilancio, probabilmente non si farà in tempo)

La legge sullo ius soli è stata inserita nel calendario d’aula del Senato dopo l’approvazione della legge di bilancio, ma ci sono pochissime possibilità che venga discussa, approvata o che il governo scelga di porvi un voto di fiducia.

Cecilia Guerra di Liberi e Uguali ha parlato quindi di «calendarizzazione finta»; Luigi Manconi, il senatore del PD che per sostenere l’approvazione dello ius soli ha iniziato uno sciopero della fame, ha detto che «le possibilità che la legge sia approvata sono scarse», aggiungendo però che in teoria il tempo c’è e che va comunque «utilizzato per provarci».

Luigi Zanda, il capogruppo del PD al Senato, ha spiegato che «al momento non c’è maggioranza per approvare lo ius soli» e che la proposta è stata inserita dopo la manovra perché se il governo decidesse di mettere la fiducia e la fiducia non passasse si rischierebbe la non approvazione della legge di bilancio e dunque l’esercizio provvisorio: «un rischio che non possiamo correre».

Lo ius soli è stato poi inserito in una posizione tale che quasi tutti ritengono che la legislatura terminerà prima di arrivare a una votazione. Da settimane si parla infatti dell’ipotesi dello scioglimento delle Camere subito dopo Natale per andare ad elezioni anticipate il prossimo marzo, come dichiarato e chiesto più volte dalla stessa maggioranza che è al governo. Scrive il Sole 24 Ore, per esempio: «Il capo dello Stato Sergio Mattarella sembra sempre più intenzionato a sciogliere le Camere tra il 28 e il 29 dicembre, subito dopo la conferenza stampa di fine anno che dovrebbe tenersi il 27 dicembre».

Lo ius soli è la legge che prevede di concedere la cittadinanza italiana alle persone nate in Italia o che sono arrivate qui molto presto, alla presenza di alcune condizioni. Lo ius soli è stato approvato dalla Camera lo scorso ottobre e da allora è rimasto bloccato al Senato.

Fiaccolata a favore dello ius soli, Roma, 20 dicembre 2017 (Vincenzo Livieri - LaPresse)