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  • martedì 31 ottobre 2017

Il terremoto in Molise, 15 anni fa

Fu quello che causò il crollo della scuola di San Giuliano, in cui morirono 27 bambini di prima elementare e una maestra

(NICOLA LANESE / ANSA)

Alle 11:33 del 31 ottobre 2002, dopo una notte di scosse leggere, la provincia di Campobasso fu colpita da una scossa di magnitudo 5.4 con epicentro tra i comuni di San Giuliano di Puglia, Colletorto, Bonefro, Castellino del Biferno e Provvidenti. A San Giuliano di Puglia crollò la scuola elementare e 57 tra alunni, maestre e bidelli rimasero intrappolati sotto le rovine dell’edificio. Morirono 27 bambini e una maestra, mentre altre due persone morirono in circostanze diverse legate alle scosse. I costruttori della scuola e il sindaco e i tecnici che avevano autorizzato i lavori realizzati di recente sull’edificio furono condannati per omicidio colposo.

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre c’erano state alcune piccole scosse, tra l’1:25 e le 3:27. La più forte aveva avuto una magnitudo di 3.5: abbastanza alta ma non così tanto da causare allarme nella popolazione. Il giorno dopo la maggior parte delle scuole rimasero aperte, compreso l’istituto Francesco Jovine, la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, dove proprio pochi anni prima erano stati fatti lavori per rialzare l’edificio. Le lezioni erano in corso regolarmente quando alle 11:33 la scossa principale fece crollare completamente il solaio. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero che portò avanti l’accusa disse che la scuola era “implosa” e che si era “polverizzata” a causa del terremoto. In tutto il resto del paese non ci furono crolli, tranne che in una vecchia casa diventata inagibile.

La puntata del programma “La storia siamo noi” dedicata al terremoto in Molise

I soccorsi arrivarono subito sul posto, con Vigili del fuoco, Guardia forestale e normali cittadini che si alternavano a rimuovere a mano le macerie, nel timore che l’uso di macchinari potesse ferire eventuali superstiti. Nel corso della giornata 19 persone furono estratte dalle macerie. Ventiquattro ore dopo, la mattina del primo novembre, i Vigili del fuoco dissero che non si sentivano più voci provenire da sotto le macerie. Quando i lavori di sgombero terminarono furono trovati 27 cadaveri di bambini e quello della loro maestra. L’intera classe del 1996 del paese di San Giuliano era scomparsa.

Il processo contro i costruttori della scuola, e contro il sindaco e i tecnici che avevano autorizzato i lavoro per la sopraelevazione dell’edificio, iniziò poco dopo. Il tribunale assolse i cinque imputati in primo grado, ma la corte d’appello ribaltò il verdetto in appello, condannandoli per omicidio colposo a pene tra i due e i sette anni. Secondo i giudici di secondo grado, fu la sopraelevazione dell’edificio inaugurata appena un mese prima del terremoto a causare il crollo. Nessuno, scrissero i giudici, aveva fatto i collaudi necessari ad accertarsi che la struttura potesse reggere il nuovo peso.

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