• Cultura
  • mercoledì 6 settembre 2017

I concerti riservati ai “veri” fan

Un grosso rivenditore di biglietti sta provando a dare la precedenza a chi compra il merchandising e guarda i video degli artisti che vuole sentire: non tutti sono contenti

Una delle più grandi società al mondo che vende biglietti per concerti ed eventi, Ticketmaster, sta sperimentando un nuovo sistema di selezione dei propri clienti chiamato verified fan (“fan certificato”). Ticketmaster sostiene di aver introdotto il sistema per ridimensionare il business del bagarinaggio, che per i concerti più grossi arriva a gestire fra il 30 e il 50 per cento dei biglietti. Alcuni però si stanno lamentando del fatto che il nuovo sistema sia un modo per spillare ancora più soldi ai clienti, in cambio di un trattamento di favore.

Negli Stati Uniti il bagarinaggio e la rivendita dei biglietti è un problema cronico: si stima che sia un business da circa 8 miliardi di dollari l’anno, e che i rivenditori siano così organizzati da avere bot sofisticati che comprano automaticamente centinaia di biglietti online non appena vengono messi a disposizione in prevendita. «I bot sono specializzati nella velocità, e se la distribuzione si basa su quello, competere con loro diventa duro», ha spiegato a Recode il responsabile di Ticketmaster per il Nord America, David Marcus: «Se però il sistema si basa sull’identità, le cose cambiano».

Il meccanismo del nuovo sistema è molto semplice. Una volta che un certo artista annuncia un tour, Ticketmaster apre una pagina apposita in cui si può fare richiesta per diventare un “fan certificato”: di norma vengono chiesti nome, email, numero di telefono e profilo Facebook. Non è chiarissimo cosa succeda dopo: secondo il Wall Street Journal, che ha parlato con alcune persone che hanno lavorato a dei tour in cui è stato usato questo sistema, Ticketmaster «setaccia gli archivi e i dati pubblici come le attività sui social network per verificare le identità dei clienti». Ad alcuni degli utenti che superano questa prova viene fornito un codice per acquistare un biglietto nell’arco di alcune ore successive. In molti casi non è chiaro quali siano i criteri per cui una certa persona sia scelta o meno.

In altri casi i criteri per avere più possibilità sono molto espliciti (Ticketmaster offre un servizio diverso per ogni artista). Nel caso del prossimo tour di Taylor Swift, per esempio, una volta iscritti all’apposito sito messo in piedi da Ticketmaster si entra in una graduatoria che può essere opportunamente “scalata”, per esempio comprando del merchandising ufficiale o guardando i video di Taylor Swift su YouTube. Comprare un disco o una maglietta dà diritto ad un high boost, cioè a scalare parecchie posizioni in graduatoria; guardare un video vale comprensibilmente di meno. Chi non ha molti soldi da spendere in merchandising si ingegna come può: una fan di Swift contattata dal Wall Street Journal ha ammesso di cliccare 40 volte al giorno sui video di Swift per sperare di avanzare di qualche posto in graduatoria. Jezebel ha definito questo meccanismo «un modo subdolo per incoraggiarti a sganciare più soldi» per il merchandising ufficiale.

Finora il nuovo sistema di Ticketmaster è riuscito nel suo obiettivo dichiarato, cioè ridurre al minimo il bagarinaggio: Marcus ha spiegato che «in più di 50 tour in cui l’abbiamo utilizzato abbiamo rilevato che meno del 5 per cento dei biglietti finiva sul mercato dei rivenditori». Secondo un recente articolo di Variety, lo stesso sistema verrà presto usato anche per alcuni spettacoli teatrali di Broadway, il quartiere di Manhattan famoso per i teatri.

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