“Lust for life” ha 40 anni oggi

Il più venduto disco di Iggy Pop, creato insieme a David Bowie, aveva dentro le sue due canzoni più famose, quelle che sentiamo ancora oggi

David Bowie e Iggy Pop a Berlino nel 1977 (Evening Standard/Getty Images)

Nella categoria delle canzoni dell’epoca storica del rock – gli anni Settanta – che non sono mai passate di moda e vengono ciclicamente riscoperte da colonne sonore, spot pubblicitari, sigle e usi i più vari, Iggy Pop ne piazza due, che conosciamo benissimo, anche chi non ne riconoscerebbe i titoli. E stavano tutte e due dentro un disco che uscì il 29 agosto 1977, quarant’anni fa, composto – come già il precedente – da Iggy Pop insieme al suo amico e socio David Bowie, Lust for life.

Iggy Pop oggi ha 70 anni: è stato un popolare musicista rock, di gran culto presso i suoi fans senza entrare nella sezione “grandissimi” in cui sta Bowie – quelli conosciuti anche dai profani – e noto a molti di questi ultimi sia per il suo aspetto fisico e il suo nudo e asciutto torace esibito per decenni che per la sua musica. Quando nacque in Michigan si chiamava James Newell Osterberg Jr., cominciò a suonare presto, si innamorò di Jim Morrison a vent’anni e creò una band – gli Stooges – con cui suonò per una decina di anni allora e di nuovo negli ultimi due decenni. Conobbe John Cale dei Velvet Underground e David Bowie – suo coetaneo – che lo aiutarono coi primi dischi. Con Bowie, in particolare, lavorarono quasi come un duo nei primi due dischi da solo di Pop, nel 1977 (facendo intanto diversi casini con le droghe, soprattutto Pop), quando entrambi si erano stabiliti a Berlino.

Il secondo è quello che uscì oggi, in cui Bowie scrisse canzoni e suonò e cantò: e poi suonò il piano nel successivo tour di Pop. Insieme scrissero “Lust for life”, per esempio (che tra le sue successive riscoperte ebbe un grande successo nella colonna sonora di Transpotting, nel 1996).

E nello stesso disco c’era anche “The passenger”, che uscì quello stesso giorno del 1977, ma come lato B del singolo “Success”, di cui poi superò enormemente la fama.

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