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  • martedì 8 agosto 2017

La mozione di sfiducia contro il presidente sudafricano Jacob Zuma non è passata

Una mozione di sfiducia nei confronti del presidente sudafricano Jacob Zuma votata oggi dal parlamento del paese è stata respinta, con 198 voti contrari, 177 favorevoli e 9 astenuti. La mozione di sfiducia, che avrebbe costretto Zuma alle dimissioni, era stata chiesta dalle opposizioni, ed è stata votata con il voto segreto, per la prima volta nei due mandati di Zuma (era la sesta, in totale). Questo aveva reso più concrete le possibilità che Zuma venisse sfiduciato, visto che il suo partito – il Congresso Nazionale Africano (ANC) – ha la maggioranza al parlamento, ma non tutti i suoi membri sostengono Zuma. Gli osservatori avevano comunque detto che era un’ipotesi improbabile, e che i parlamentari dell’ANC che avrebbero votato contro Zuma non sarebbero stati abbastanza.

Zuma, che fu eletto presidente del Sudafrica nel 2009 e poi riconfermato alle elezioni del 2014, è da tempo al centro di scandali di corruzione e frode e riciclaggio di denaro, e le pressioni per le sue dimissioni sono aumentate dopo che lo scorso novembre sono emersi i rapporti tra lui e i Gupta, una ricca famiglia di imprenditori indiani. Il consenso per Zuma è diminuito anche tra gli elettori – alle amministrative dell’agosto 2016 ha ottenuto i suoi risultati peggiori di sempre, fermandosi al 55 per cento – anche per via della grave situazione economica del paese, che Zuma non è riuscito a migliorare anche per via di uno scontro con il suo ex ministro delle Finanze Pravin Gordhan, rimosso dal suo incarico lo scorso marzo.

Il voto di sfiducia richiedeva una maggioranza semplice (la metà più uno) dei parlamentari presenti, che erano 384 su 400. Il Congresso Nazionale Africano (ANC), il partito di Zuma e al governo nel paese dalla fine dell’apartheid nel 1994, ha 249 seggi al parlamento, ma almeno 20 dei suoi esponenti avevano detto che avrebbero votato a favore della mozione di sfiducia. Fino a pochi minuti prima del voto, però, non era chiaro quanti altri parlamentari dell’ANC li avrebbero seguiti: fonti parlamentari dei media sudafricani hanno detto che i voti sicuri a sostegno di Zuma erano 213, pochi minuti prima del voto. L’ANC è piuttosto diviso sulla leadership di Zuma, ma gli osservatori avevano spiegato che per molti probabilmente votare la sfiducia sarebbe stato eccessivo, visto che avrebbe indebolito il partito oltre che Zuma. A guidare il gruppo di parlamentari dell’ANC contro Zuma sono soprattutto alcuni esperti politici che fanno parte del partito dai tempi dell’apartheid, quando a guidarlo era Nelson Mandela. Zuma stesso fu imprigionato insieme a Mandela a Robben Island per dieci anni, tra gli anni Sessanta e Settanta.

Quella di oggi era la sesta mozione di sfiducia per Zuma, ma la prima a essere votata con il voto segreto: lo aveva deciso a sorpresa il presidente del parlamento Baleka Mbete ieri, spiegando di aver accolto la richiesta delle opposizioni perché era l’unico modo «per assicurarsi che il risultato di questo importante voto sia credibile». Il voto di oggi è stato preceduto da raccolte firme e manifestazioni dei cittadini per chiedere la rimozione di Zuma, che a dicembre dovrebbe dimettersi da presidente dell’ANC, e non dovrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni, che si terranno nel 2019.

(SUMAYA HISHAM/AFP/Getty Images)