Basilico e Siza a camminare insieme

Per disegnare e fotografare Matosinhos, in Portogallo, negli anni Novanta: e immaginare come rinasce una città, a partire dalle periferie

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Matosinhos è il comune nel distretto di Porto nel quale è nato l’architetto Álvaro Siza ed è anche il soggetto delle rappresentazioni che ha realizzato insieme al fotografo italiano Gabriele Basilico, raccolte in Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce, che è sia una mostra che un libro. L’esposizione sarà visitabile fino al 9 luglio nella galleria Vicolo Folletto Art Factories di Reggio Emilia, mentre il libro è stato pubblicato da Corsiero Editore.
Nella mostra sono raccolte quaranta fotografie di Gabriele Basilico e dieci disegni su carta di Álvaro Siza, realizzati a metà degli anni Novanta dopo lunghe camminate che il fotografo e l’architetto hanno fatto insieme tra le vie del paese e in mezzo ai resti del suo passato industriale. Oltre alle foto di Matosinhos sono anche esposte alcune foto di Porto, scattate da Basilico sempre in quel periodo.

Nel libro si può leggere un brano di Siza che ricorda l’incontro con un architetto brasiliano direttore della ristrutturazione di una favela di Rio de Janeiro, avvenuto alla fine degli anni Settanta: Siza si trovò allora a riflettere sul fatto che la rinascita delle città sarebbe avvenuta a partire dalle loro periferie, piuttosto che dai centri storici. E aggiunge:

Provo la stessa sensazione quando guardo le fotografie di Basilico. […] Le immagini esasperate di Basilico sono l’espressione di un’enorme speranza, di comprensione e di tolleranza, della convinzione. Possiamo parlare di fede, fede nell’uomo in costruzione. Quelle immagini nascono da una passeggiata fra le macerie. A volte le macerie sono reali, rovine perforate dal tempo o dalle pallottole, non-rovine che rovinano la città, rovine disprezzate o abitate, mai ritoccate.

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