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  • Cultura
  • mercoledì 21 giugno 2017

Chi era Giorgio Caproni, l’autore nell’analisi del testo alla maturità

Una sua poesia è stata scelta quest'anno per una delle tracce della prima prova

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Il poeta Giorgio Caproni è l’autore della poesia che è stata selezionata quest’anno per la traccia di analisi del testo alla prima prova della maturità. La poesia di Caproni si intitola “Versicoli quasi ecologici” ed è contenuta nella raccolta postuma Res Amissa, uscita nel 1991.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Caproni era nato nel 1912 a Livorno. Studiò a Genova, ma visse quasi tutta la sua vita a Roma. Fece la guerra (1939), partecipò alla Resistenza, fu per molti anni maestro elementare e collaborò con diversi giornali e riviste scrivendo poesie ma anche saggi, racconti e traduzioni, soprattutto dal francese e di opere molto importanti: Il tempo ritrovato di Marcel Proust, Bel Ami di Guy de Maupassant, I fiori del male di Charles Baudelaire, L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert, tra le altre. Fu in contatto con alcuni dei principali intellettuali del Secondo dopoguerra come Pier Paolo Pasolini e Natalia Ginzburg.

Caproni iniziò a scrivere poesie e sonetti mentre frequentava le scuole magistrali inviandoli a varie riviste genovesi. Studiò anche musica, poi dovette rinunciare, e fu per lui una decisione molto sofferta. Nei lavori preparatori della raccolta postuma Res amissa alcune poesie furono trascritte direttamente sui righi di uno spartito musicale. Nei suoi versi Caproni parlò di Genova, della madre, del linguaggio e di Livorno: i Versi livornesi, ad esempio, sono contenuti nel suo libro forse più popolare, Il seme del piangere. Ancora in vita, ricevette numerosi premi e riconoscimenti diventando uno dei maggiori poeti del Novecento italiano.

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