Oslo

Oslo voleva togliere le auto dal centro, ma ha cominciato col togliere i parcheggi

È stato il compromesso trovato con i negozianti della zona, e tra qualche mese si vedrà se è servito a qualcosa

Oslo
Una ciclista nel centro di Oslo (Ingo Wagner/AP Images)

Nel 2015 la sindaca di Oslo Marianne Borgen, del Partito della Sinistra Socialista, decise un piano per far sì che la città diventasse entro il 2019 la prima in Europa a non avere automobili nel centro in modo permanente. Al piano si dissero contrari i partiti di opposizione ma anche le imprese e i piccoli commercianti della zona interessata, sostenendo che il risultato sarebbe stata una città meno viva e più povera. L’amministrazione decise dunque di seguire una strada differente per raggiungere lo stesso obiettivo: vietare i parcheggi e intervenire con nuove infrastrutture alternative. La storia del progetto e la sua evoluzione sono stata raccontate dal Guardian in un recente articolo.

Già nel 2015 la proposta di creare una zona completamente libera da auto non sembrava impossibile da realizzare a Oslo, visti i dati da cui si partiva: la parte interessata dal provvedimento doveva essere quella concentrata intorno al Ring 1, che corrisponde al centro storico e che comprende un’area di circa due chilometri quadrati. Ci vivono più o meno mille persone ma ogni giorno ospita più di 90mila pendolari che arrivano per lavorare: l’88,1 per cento dei residenti non possiede comunque un’auto, il 64 per cento si sposta con i mezzi pubblici, il 22 per cento a piedi e il 7 per cento in bicicletta. Proibire tutte le automobili comprese quelle ibride o elettriche sembrava una «vittoria facile», scrive il Guardian.

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Il problema però era che l’amministrazione di Oslo – che è la città che ha la quota più alta di veicoli elettrici al mondo, in proporzione – aveva calcolato che con l’aumento previsto del 30 per cento circa della popolazione entro il 2040, in città sarebbero aumentate le vetture private, e di conseguenza anche l’inquinamento.

Nel 2015 dunque l’amministrazione di Oslo dichiarò che la città sarebbe diventata «più divertente e accessibile senza traffico automobilistico». L’esponente di un partito conservatore replicò parlando di «un muro di Berlino contro gli automobilisti» e l’associazione che riunisce i commercianti di Oslo si oppose con decisione: «Molti negozi specialistici dipendono dalle persone che arrivano da lontano» spiegò il responsabile della comunicazione dell’associazione aggiungendo che «le persone tendono a fare acquisti dove è facile acquistare». Il progetto di eliminare le auto era dunque secondo loro troppo prematuro e troppo radicale: «I proprietari dei negozi e i visitatori hanno bisogno di tempo per adattarsi».

Dopo aver discusso con i negozianti, a distanza di un anno l’amministrazione di Oslo ha modificato i propri piani spiegando di non aver cambiato idea sul principio di fondo («Non pensiamo che più vetture significhino più clienti»), ma di non voler imporre con la forza un provvedimento ai negozianti stessi.

Dunque è stato scelto «un modello graduale»: si è passati dall’idea di «un centro senza auto» a «meno auto possibili»: «L’obiettivo è che le persone che guidano un’automobile si sentano come dei visitatori, piuttosto che come i proprietari delle strade», ha detto la sindaca. Il nuovo progetto prevede tre diverse fasi: rimozione dei parcheggi (circa 600 posti auto) lungo le strade all’interno del Ring 1, così come di alcune aree di parcheggio nelle zone circostanti (2017), estensione della rete pedonale, chiusura di diverse strade al traffico, costruzione di nuove piste ciclabili e creazione di spazi pubblici alternativi al posto dei parcheggi come parchi gioco o panchine (2018). Infine, nel 2019, verifica della situazione: «Vedremo se la rimozione dei parcheggi e se le restrizioni saranno state sufficienti», ha spiegato la sindaca. «Se sarà ancora necessario fare qualcosa per raggiungere il nostro obiettivo, creeremo il divieto per le auto. Ma fino al 2019 cercheremo di capire se possiamo intervenire con iniziative più morbide e meno invasive».

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(Foto fornite dall’amministrazione di Oslo e pubblicate dal Guardian)

Dal 2005 al 2015, il numero di ciclisti a Oslo è aumentato, così come la rete delle piste ciclabili. Il problema principale riguarda la mancanza di infrastrutture dedicate alle biciclette in particolare nel centro della città, che è la zona più critica da questo punto di vista. Al momento solamente l’8,3 per cento degli spostamenti in tutta la città viene compiuto in bicicletta: il Comune vuole aumentare questa quota fino al 25 per cento entro il 2025.

Il consiglio di Oslo ha anche investito di recente 5 milioni di corone norvegesi (oltre mezzo milione di euro) per incentivare i cittadini che vivono in periferia ad acquistare delle biciclette elettriche, e in previsione del nuovo piano di riduzione dei parcheggi è stato lanciato un progetto pilota: creare nel quartiere di Aker Brygge, dove c’è il porto, un terminale dedicato al trasporto delle merci esclusivo per le biciclette elettriche. L’associazione dei negozianti ha risposto in modo positivo al nuovo piano.

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