• Moda
  • lunedì 12 giugno 2017

Miami è la nuova città della moda

La sua annuale settimana di sfilate, appena conclusa, è l'unica al mondo dedicata solo alle "collezioni resort", con abiti versatili e per ogni stagione

(Gustavo Caballero/Getty Images for Miami Fashion Week)

Negli ultimi anni Miami è cambiata molto. Si è trasformata da città di vacanza per famiglie e meta post-pensionamento di molti americani in centro rilevante per il design, l’arte, il cibo e lo shopping. Dieci anni fa era uno di quei posti che all’ora di cena offrivano sempre le solite poche opzioni; oggi non basterebbe un mese per provare tutti i locali interessanti, affollati da turisti, artisti e uomini d’affari arrivati in città per eventi come Art Basel e Design Miami. Ultimamente Miami sta emergendo anche per la moda: per esempio la Miami Fashion Week, la settimana di sfilate che si tiene ogni anno in città, è stata inserita nel calendario ufficiale del Council of Fashion Designers of America, l’Associazione che rappresenta gli stilisti statunitensi. La Miami Fashion Week è diventata così la quinta Settimana di sfilate ufficiali insieme a quelle tradizionali di New York, Milano, Londra e Parigi.

Quest’anno l’evento si è tenuto dal 30 maggio e al 4 giugno e ha avuto un ulteriore salto di qualità: oltre al riconoscimento del CFDA, è stato accompagnato da moltissimi eventi in tutta Miami, feste, brunch, un gala di beneficenza e l’attore Antonio Banderas come presidente onorario. Hanno partecipato otto stilisti, che hanno interpretato la loro idea di abiti per la spiaggia e le vacanze: Silvia Tcherassi, Shantall Lacayo, Custo Barcelona, Fisico, Yirko Sivirich, Rene Ruiz, Agatha Ruiz de la Prada e Angel Sanchez. Le sfilate sono state trasmesse in tv dal canale tv statunitense NBC, dal suo canale sudamericano Telemundo, e E! Entertainment.

Tra poco più di un mese, a luglio, si terrà anche la Miami Swim Week, che viene organizzata dal 1982 ed è l’evento più importante dedicato alla moda mare, cioè a costumi, sandali e tutto quel che ruota attorno ai vestiti da spiaggia; partecipano 7.500 marche e buyer da 60 paesi. La Miami Fashion Week e la Miami Swim Week sono indipendenti tra loro, ma hanno lavorato insieme con successo per rafforzare l’identità di Miami come città della moda.

La Settimana della moda di Miami si distingue nettamente dalle altre quattro ufficiali, frequentate da marchi di lusso e alta moda: presenta soltanto le collezioni resort, cioè quelle destinate alle vacanze con abiti senza stagione e non particolarmente formali e impegnativi, da indossare ogni giorno. È particolarmente adatta allo spirito vacanziero e rilassato della città, piena di spiagge, feste in piscina e una vita notturna molto agitata. È anche molto incentrata sugli stilisti emergenti e punta al mercato dell’America Latina, dato che Miami è un luogo di villeggiatura di uomini d’affari e celebrità sudamericani.

La Settimana della moda di Miami è stata fondata circa vent’anni fa dall’ex modella Beth Sobol, per far conoscere i giovani stilisti. Sobol l’ha amministrata fino al 2015, quando è arrivato il nuovo amministratore delegato, Julio Iranzo. Iranzo ha puntato a trasformare la Settimana della moda di Miami nella settimana di sfilate di riferimento per le resort collection, che solitamente non sono raggruppate in un unico evento ma organizzate in giro per il mondo, in località sorprendenti ed esotiche, dalle singole aziende (per esempio quest’anno Dior ha sfilato nel deserto della California e Chanel nel Grand Palais di Parigi). Vista la crescente richiesta di abiti versatili e senza stagione, è probabile che Iranzo abbia fatto la scelta giusta e che la Miami Fashion Week diventi nei prossimi anni sempre più centrale. Secondo Rachel Young, che dirige l’azienda che organizza la Miami Fashion Week, il prossimo passo è comunque avere «più linee di lusso e alta moda» a presentare le loro collezioni resort: sono passati di qui anche grossi stilisti «ma non è una cosa consolidata».

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