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In Italia abbiamo ridotto le emissioni di anidride carbonica meglio di altri

Secondo Eurostat la riduzione è stata del 2,9 per cento, quella europea dello 0,4 per cento, ma c'è ancora molto da fare

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Un impianto fotovoltaico a Carbonia, Cagliari (ANSA/GIUSEPPE UNGARI/DRN)

Nel 2016 le emissioni di anidride carbonica prodotte dall’Unione Europea, derivanti dall’utilizzo di combustibili fossili, sono diminuite dello 0,4 per cento rispetto al 2015. In Italia la riduzione è stata ancora più marcata ed è stato raggiunto il -2,9 per cento, rendendo il nostro paese uno degli stati europei con i migliori risultati per quanto riguarda la minore produzione di anidride carbonica. I dati sulle emissioni sono stati raccolti da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, e mostrano come siano stati raggiunti progressi importanti per ridurre i principali inquinanti responsabili del riscaldamento globale, anche se resta ancora molto da fare.

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I paesi che hanno fatto registrare la maggiore riduzione nelle emissioni di anidride carbonica sono stati Malta, Bulgaria, Portogallo e Regno Unito. Buoni risultati sono stati raggiunti anche da Grecia e Romania, oltre che dall’Italia. Diversi altri stati tra il 2015 e il 2016 hanno invece aumentato le loro emissioni, prima fra tutti la Finlandia con 8,5 per cento in più, seguita da Cipro con il 7 per cento.

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Le oscillazioni sono dovute a numerose variabili, a partire dallo stesso clima: stagioni più calde o più fredde rispetto alla media portano a un maggiore consumo di combustibili fossili, per i riscaldamenti o per l’aria condizionata e gli impianti di refrigerazione, per esempio. Inoltre, le importazioni e le esportazioni di energia hanno un impatto variabile sulle emissioni di anidride carbonica. Se per esempio il carbone viene importato da un paese per produrre energia elettrica con una centrale, questo concorre a un aumento nella produzione di inquinanti, cosa che invece non avviene se lo stesso paese importa direttamente l’energia elettrica.

Anche se l’Italia ha ridotto le sue emissioni, è bene ricordare che il nostro paese continua a essere uno dei più grandi produttori di anidride carbonica dell’Unione Europa, con una quota del 10,1 per cento. La Germania è al 22,9 per cento, mentre il Regno Unito all’11,7 per cento e la Francia al 9,8 per cento. In linea di massima, tutti gli stati UE più industrializzati sono i grandi produttori di anidride carbonica. I trattati sull’ambiente firmati negli ultimi anni, come quello di Parigi del 2015, richiedono che sia progressivamente ridotta la produzione di anidride carbonica e di altri gas serra, in modo da rallentare il più possibile gli effetti del cambiamento climatico. Il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato, dopo che lo era stato il 2015 e ancora prima il 2014.

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