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  • martedì 9 maggio 2017

Gli Stati Uniti armeranno i curdi siriani

Per combattere contro l'ISIS a Raqqa: lo ha deciso l'amministrazione Trump, nonostante l'opposizione della Turchia

Combattenti delle YPG vicino alla città curda siriana di Derik (DELIL SOULEIMAN/AFP/Getty Images)

Il dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato oggi che gli Stati Uniti armeranno i curdi siriani impegnati nella riconquista di Raqqa, la città considerata la capitale dello Stato Islamico (o ISIS) in Siria. La portavoce del dipartimento della Difesa, Dana White, ha detto che il governo americano è consapevole che questa decisione sarà accolta negativamente dalla Turchia, paese alleato degli Stati Uniti ma allo stesso tempo acerrimo nemico dei curdi siriani. White ha detto: «Vogliamo rassicurare il popolo e il governo della Turchia che gli Stati Uniti sono impegnati a prevenire ulteriori rischi alla sicurezza e a proteggere il nostro alleato della NATO», ovvero il governo turco. Della possibilità di armare i curdi siriani si parlava da tempo, ma finora il governo americano aveva mantenuto un atteggiamento prudente, per evitare di scontrarsi con la Turchia.

Le armi verranno consegnate alle Unità di Protezione Popolare, più note con la sigla YPG, le milizie armate del Partito dell’Unione Democratica (PYD), che governa il Kurdistan siriano, nel nord della Siria. Le YPG sono la componente principale delle Forze democratiche siriane, la coalizione di forze alleata con gli Stati Uniti che da molti mesi combatte contro lo Stato Islamico in Siria. Il problema è che le YPG sono considerate dalla Turchia un gruppo terroristico, perché sono molto vicine al PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da decenni combatte contro il governo turco per ottenere uno stato curdo indipendente.

siria-mappaUna mappa del nord della Siria realizzata da Thomas van Linge e pubblicata sul blog di Pieter Van Ostaeyen. I verdi chiari sono le Forze democratiche siriane, di cui fanno parte anche i curdi siriani. Il grigio scuro è lo Stato Islamico e il cerchio nero più grosso è Raqqa. Il rosso è il regime siriano di Bashar al Assad, mentre il verde scuro sono i ribelli siriani

Il governo americano non ha specificato che tipo di armi darà ai curdi siriani. Il presidente americano Donald Trump, scrive il Washington Post, comunicherà ufficialmente la decisione al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan martedì prossimo, quando i due si incontreranno alla Casa Bianca, a Washington. Secondo la stampa americana, alcuni funzionari dell’amministrazione Trump sono in continuo contatto con le controparti turche, per assicurare loro che i curdi siriani non faranno parte del contingente di forze che entrerà fisicamente nella città di Raqqa, né parteciperanno all’istituzione del nuovo governo locale. Questa parte dell’operazione verrà invece affidata ai combattenti arabi delle Forze democratiche siriane (Raqqa è una città a maggioranza araba, non curda).

La decisione dell’amministrazione Trump è arrivata dopo che la Turchia aveva intensificato le sue operazioni militari contro il PKK e le YPG, sia in Iraq che in Siria. Lo scorso mese alcuni aerei turchi avevano bombardato le postazioni dei combattenti curdi nella regione, uccidendo oltre una decina di persone e provocando le proteste del governo americano. Oggi le Forze democratiche siriane si stanno scontrando con lo Stato Islamico attorno alla città di Tabqa, sul fiume Eufrate, a est di Raqqa. Le operazioni militari all’interno di Raqqa non sono ancora iniziate.

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