Il tè nel microonde, dear Lord!

Da una puntata di una serie tv britannica è cominciato un dibattito su una cosa che sta molto a cuore agli inglesi: è meglio di quello fatto con il bollitore?

Nel terzo episodio della terza stagione di Broadchurch, una popolare serie crime britannica trasmessa su ITV, a un certo punto il protagonista Alec Hardy (interpretato da David Tennant) prende una tazza in mano e la mette a scaldare per qualche secondo nel microonde. La tira poi fuori, e la sua collega Ellie Miller (interpretata da Olivia Colman) gli chiede: «Bevi sul serio quel disgustoso tè stufato?». Hardy apre il frigo, annusa un contenitore con del latte, ne aggiunge un po’ alla tazza e poi beve. La scena sarebbe probabilmente passata inosservata in tutti i paesi del mondo che non sono il Regno Unito: ma, appunto, Broadchurch è una serie inglese. Un po’ come gli italiani si sfogano nei commenti su Facebook delle pagine come Tasty, quando vengono proposte ricette di piatti italiani molto diverse dalle loro versioni tradizionali, molti inglesi subito dopo la messa in onda dell’episodio, lo scorso 13 marzo, hanno criticato sui social network il metodo poco ortodosso adottato da Hardy per prepararsi il tè.

Il problema sta nel microonde, che per la maggior parte degli inglesi non dovrebbe rientrare nella serie di cose usate per prepararsi una tazza di tè. Si dovrebbe usare il bollitore elettrico, o un pentolino, per scaldare l’acqua necessaria. Qualcuno ha ipotizzato che Hardy avesse solo usato il microonde per scaldare del tè preparato in precedenza con tutti i crismi: e il Telegraph ha confermato questa ipotesi, dopo aver analizzato la scena fotogramma per fotogramma. Molta gente ha continuato a non essere convinta, anche se qualcuno ha espresso solidarietà con il detective di Broadchurch.

La cosa sarebbe finita lì, se non che più o meno un mese dopo l’episodio di Broadchurch, qualcuno si è ricordato di un vecchio studio del 2012 condotto dal ricercatore Quan Vuong della University of Newcastle, in Australia. Vuong, che si occupa di cibo, aveva sostenuto che il microonde è il metodo migliore per preparare il tè, perché estrae al meglio le proprietà nutritive delle foglie nella bustina. Secondo Vuong, il microonde attiva l’80 per cento della caffeina, della teina e dei polifenoli, composti organici presenti in molti vegetali.
Il procedimento migliore per preparare il tè, secondo lo studio di Vuong, è: versare dell’acqua calda nella tazza con dentro la bustina di tè, scaldare la tazza nel microonde a metà potenza per 30 secondi, lasciare riposare per un minuto.

Mettendo semplicemente la bustina dentro l’acqua bollente – come si fa normalmente – secondo Vuong si ottiene solo il 10 per cento delle proprietà nutritive del tè. Per lo studio, Vuong ha provato anche a mettere nel microonde l’acqua fredda e scaldarla solo in quel modo, ma il risultato è stato inferiore per quanto riguarda le proprietà e il gusto: il metodo di scaldare l’acqua e poi mettere brevemente la tazza nel microonde, secondo Vuong, rende anche il tè più buono. Due giornalisti del Guardian, per dirimere la questione, hanno provato a fare un test alla cieca dei due metodi, scrivendo di avere preferito quello tradizionale: scaldare l’acqua nel bollitore.

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