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E se scioperassero tutti gli sceneggiatori statunitensi?

Sarebbe un bel problema, per le nostre vite ma soprattutto per l'industria dell'intrattenimento: è già successo nel 2008 e potrebbe succedere di nuovo dal 2 maggio

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(David McNew/Getty Images)

Il WGA potrebbe decidere nei prossimi giorni di iniziare uno sciopero che, se durasse più di qualche settimana, potrebbe mettere in difficoltà tutte le società dell’AMPTP. Un modo più chiaro per dirlo: a maggio potrebbe iniziare uno sciopero degli sceneggiatori americani che, nel caso in cui durasse abbastanza a lungo, potrebbe accorciare o far sospendere la vostra serie tv preferita, perché nessuno la scriverebbe. Il WGA è il Writers Guild of America (il sindacato degli sceneggiatori) e l’AMPTP è l’Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP), un’associazione di cui fanno parte circa 350 società che producono cinema e tv, comprese le sei più grosse: Paramount Pictures, Sony Pictures, 20th Century Fox, Universal Pictures, Walt Disney Pictures e Warner Bros. Pictures. Il primo maggio scade il contratto collettivo degli iscritti al WGA, che ora stanno votando per decidere se iniziare uno sciopero o no: chiedono, per farla breve, più soldi e un diverso trattamento.

Chi è abbastanza grande da ricordare cosa succedeva in tv dieci anni fa, e abbastanza pratico d’inglese da seguire molto le serie e i programmi americani, si ricorderà che tra il 2007 e il 2008 praticamente ogni sceneggiatore statunitense scioperò per 100 giorni, creando problemi di vario tipo riassumibili nel “non c’è nessuno che scriva le trame, i dialoghi e i colpi di scena delle serie e i monologhi comici dei conduttori tv”. Potrebbe succedere di nuovo nei prossimi mesi perché il WGA ha chiesto ai suoi iscritti di votare (possono farlo online) per dire cosa pensano di un possibile sciopero. Il voto finirà il 24 aprile e se, come sembra, il sindacato riceverà dai suoi iscritti mandato per minacciare uno sciopero, lo farà. Seguirà una settimana di trattative con l’AMPTP e ci sarebbe tempo fino a fine mese per provare a trovare un compromesso. Se così non dovesse essere, lo sciopero dovrebbe iniziare il 2 maggio.

Gli sceneggiatori del WGA hanno già scioperato altre volte in passato: in certi casi lo sciopero è durato un paio di settimane (quindi senza grandi conseguenze per gli spettatori) ma già prima del 2007-2008 ci furono scioperi di circa 150 giorni, nel 1960 e nel 1988. Quando ci si mettono, gli sceneggiatori statunitensi riescono a essere compatti e resistenti: sanno che basta poco per far sì che gli effetti del loro sciopero diventino evidenti e questo è ancora più vero nel 2017, anno in cui si è stimato che i nuovi “programmi scritti da sceneggiatori” saranno circa 500 (a chi vanno aggiunti tutti quelli già esistenti e ancora in onda). Gli sceneggiatori del WGA non sono solo quelli che scrivono film o serie tv, ma anche programmi come quelli condotti da Jimmy Kimmel, Stephen Colbert o Jimmy Fallon.

Per cominciare, cos’è il WGA?
Praticamente chiunque lavori a Hollywood – che sia attore o capo-attrezzista – è iscritto a uno specifico sindacato. In Italia ce ne arriva voce quasi solo quando i più importanti tra questi sindacati – quelli di attori, registi e sceneggiatori – assegnano i loro premi annuali, considerati molto utili per capire come potrebbero andare gli Oscar. Un paio di mesi fa il WGA – che ha circa 12mila membri – assegnò per esempio il premio per le migliori sceneggiature dell’anno a Moonlight (originale) e Arrival (non originale) e, per la tv, a The Americans (drammatica) e Atlanta (commedia). Il WGA in realtà è composto da due sotto-sindacati: il WGA West e il WGA East. Sono indipendenti l’uno dall’altro ma fanno molte cose insieme: assegnare i premi annuali e, soprattutto, negoziare i contratti e le questioni sindacali con l’AMPTP.

Ok, e quindi cosa vuole il WGA?
Due cose, soprattutto: stipendi più alti e maggiori contributi per l’assicurazione sanitaria e per le pensioni. Secondo il WGA le società dell’AMPTP lasciano pochi guadagni agli sceneggiatori, specie a quelli meno noti. Sempre secondo il WGA ci sono quindi un sacco di sceneggiatori – non quelli famosissimi, che firmano le serie tv più importanti – con un stipendio medio-basso e con poche garanzie sul proprio futuro. Ci sono poi anche altre questioni un po’ più tecniche che rendono le cose un po’ complicate per gli sceneggiatori. Gli autori di programmi tv sono per esempio legati in molti casi da un vincolo di esclusività: possono scrivere per quel programma e per nessun altro.

Perché proprio ora?
Perché il primo maggio scade l’attuale contratto collettivo e perché, come ha scritto Alissa Wilkinson su Vox, sebbene il fatto che ci siano più serie tv rispetto al passato (basta pensare a tutte quelle nuove di Netflix o Amazon) voglia dire che ci sia anche più lavoro per tutti, allo stesso tempo le serie tv si sono anche accorciate: Big Little Lies, quella di cui più si è parlato in queste settimane, è fatta per esempio da soli sette episodi, e gli sceneggiatori sono spesso pagati a episodio. L’aumento delle serie ha portato molti sceneggiatori dal cinema alla tv; il fatto che le serie siano più corte ha però diminuito i guadagni di molti di loro.

Quindi
Le serie sono diventate più corte ma spesso anche più belle. Per scriverne una puntata di Game of Thrones ci vuole molto più tempo rispetto a quello necessario per scrivere una di Lost e così è anche per molti altri esempi meno noti ed evidenti. Secondo il WGA molti sceneggiatori impiegano per scrivere un episodio di certe serie tv lo stesso tempo che qualche anno fa avrebbero impiegato per scriverne tre. In sintesi, lavorano di più ma vengono pagati uguale, o meno. Molti sceneggiatori vengono anche pagati con una piccola percentuale dei ricavi delle serie tv, una conquista ottenuta con scioperi precedenti, ma anche qui c’è un problema: in passato una serie tv come Seinfeld continuava a essere trasmessa e ritrasmessa, raccogliendo sempre soldi. Ora che ci sono così tante serie tv (e che c’è lo streaming, che complica il tutto) è più difficile che una serie di dieci anni fa continui a fare soldi, e a farne avere quindi una piccola parte a chi l’ha scritta.

Ci sono dei numeri?
È difficile avere dati chiari e assoluti, perché nel sindacato ci sono sceneggiatori tra loro diversissimi. Wilkinson ha però scritto che tra il 2013-14 e il 2015-16«lo stipendio medio degli sceneggiatori è diminuito del 25 per cento» e che nel 2016 le sei più grandi società che fanno parte dell’AMPTP hanno avuto un risultato operativo di 51 miliardi di dollari, circa il doppio di quello di 10 anni fa.

Hollywood Labor(David McNew/Getty Images)

Cosa succederebbe se il WGA scioperasse?
Tutti gli iscritti del WGA (cioè quasi tutti gli sceneggiatori) smetterebbero immediatamente di scrivere per tutti i progetti di qualsiasi società dell’AMPTP (cioè quasi tutte le società). Lo sciopero si farebbe sentire moltissimo nei programmi in diretta, quotidiani o settimanali (come il Saturday Night Live), poco nel cinema (i film che vedremo tra un anno sono stati scritti un anno fa, in molti casi) e molto in tv: le serie sono scritte e girate rapidamente e bastano anche poche settimane per far sì che alcune inizino ad essere a corto di idee.

Alcune serie sono già scritte e le si potrebbe girare, anche se – questo lo sapete se avete visto Boris – gli sceneggiatori sono spesso usati anche durante le riprese: per sistemare, correggere o modificare parti della storia a seconda delle più svariate esigenze (la più triste, ma semplice da immaginare, è la morte di uno degli attori che ha un ruolo centrale nella serie: cosa che costringerebbe a riscrivere la storia). Anche qui c’è una questione tecnica, già venuta fuori nel 2007: se uno sceneggiatore collabora a una serie come produttore o creatore, può continuare a collaborarci anche durante uno sciopero degli sceneggiatori o no? La risposta dipende dalla persona, o dall’associazione a cui la fate.

Alcune serie previste per la seconda metà del 2017 devono ancora essere scritte (magari solo in parte). Potrebbero essere accorciate (nel 2007-8 successe a Lost, Breaking Bad, ER e The Big Bang Theory, e a un’altra ventina di serie almeno) o la loro programmazione potrebbe essere sospesa. Dipende da caso a caso e, soprattutto, dalla durata di un eventuale sciopero. Senza nuove serie ci sarebbero anche meno pubblicità da vendere (o abbonamenti a servizi a pagamento) e quindi meno soldi in circolo nel sistema.

Tornando un attimo al cinema nel caso di uno sciopero: è probabile che, nel dubbio, molte case di produzione stiano cercando di chiudere le sceneggiature dei loro film entro il 2 maggio, per poi essere liberi di girare il film. Si dice che nel 2008 successe a Transformers 2, le cui riprese iniziarono con una sceneggiatura parziale o comunque finita un po’ di fretta.

Writers Guild Pickets In Support Of Reality TV Writers(David McNew/Getty Images)

E gli altri professionisti di cinema e tv?
Il sindacato WGA è storicamente molto unito e compatto (nel 2007 decise di iniziare lo sciopero la stragrande maggioranza degli iscritti) e, allo stesso modo, lo sono i vari sindacati di attori, registi, tecnici di vario tipo. Certo, se gli sceneggiatori scioperano e le serie tv non si girano è per certa gente ci sarebbe meno lavoro, ma c’è da aspettarsi che gran parte dei sindacati sarebbero solidali con gli sceneggiatori.

Ma l’AMPTP non potrebbe chiamare altre persone non iscritte al sindacato?
No, perché AMPTP e WGA hanno un reciproco accordo: noi scriviamo solo per società dell’AMPTP e noi assumiamo solo sceneggiatori del WGA. Ci sono società non iscritte al AMPTP e sceneggiatori non del sindacato, ma poca roba. Nel 2007 qualcuno provò ad aggirare le regole (per esempio la soap opera General Hospital) ma pagò grandi multe e, in generale, non ci fece una gran figura. E uno sceneggiatore – magari giovane e promettente – non iscritto al WGA che decidesse di scrivere durante lo sciopero avrebbe in futuro evidenti problemi a iscriversi al WGA.

Il WGA sa come scioperare
I due sotto-sindacati che lo compongono esistono dal 1951 e dal 1954 e hanno scioperato cinque volte. Nel 1960 lo sciopero durò da gennaio a giugno e riguardò soprattutto la richiesta (poi accontentata) di avere una percentuale dei guadagni una volta che i film per il cinema erano venduti alla tv. In quei mesi scioperò anche il sindacato degli attori: il presidente del sindacato era Ronald Reagan. Il WGA scioperò anche nel 1981, nel 1985 e nel 1988, in quello che fu il più lungo sciopero di un sindacato di Hollywood. In genere e in particolare nell’ultimo caso, quello del 2007-8, il WGA ha mostrato di conoscere bene la sua forza e, se necessario, di saperla usare.
Writers Continue Picketing Ahead Of Planned Talks(David McNew/Getty Images)

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