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Le ricerche per l’omicidio di Budrio

I carabinieri non hanno ancora trovato l'uomo che sabato 1 aprile ha tentato una rapina in una tabaccheria nel bolognese e ha ucciso il suo titolare

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(ANSA/GIORGIO BENVENUTI)

Nella provincia di Bologna polizia e carabinieri cercano da più di un giorno un uomo che sabato 1 aprile ha ucciso un tabaccaio a Budrio, un comune a poca distanza dal capoluogo. Secondo le testimonianze e le informazioni raccolte finora, l’uomo sarebbe in fuga con un fucile e una pistola, armi utilizzate per la tentata rapina di sabato scorso finita con l’uccisione del proprietario del locale, ma non ci sono altri dettagli sulla sua identità. L’uomo è stato ripreso dalle videocamere a circuito chiuso del bar-tabaccheria, indossava un cappuccio, una sciarpa e una giacca mimetica ed è alto circa 1,75 metri. Aveva con sé una doppietta a pallini e una pistola argentata calibro 9, con la quale avrebbe sparato al titolare della tabaccheria, Davide Fabbri di 52 anni.

Stando alle ricostruzioni dei giornali locali, basate sulle immagini registrate dalla videocamera, sabato 1 aprile l’uomo è entrato nella tabaccheria di Riccardina, una frazione di Budrio, per tentare una rapina. Mentre entrava nel locale ha sparato un colpo in terra con la doppietta, ferendo lievemente uno dei clienti con pallini di rimbalzo, poi si è diretto verso il banco e ha chiesto il denaro che c’era nella cassa: si parla di poche decine di euro.

Fabbri però ha reagito e ne è nata una breve colluttazione, nella quale è riuscito a strappare di mano la doppietta al rapinatore e a utilizzarla per percuoterlo e ferirlo. Sanguinante, l’autore della rapina si è spostato verso il retro del bar-tabaccheria, dove non c’erano telecamere: lì avrebbe estratto la pistola che ancora aveva con sé, sparando un colpo al petto di Fabbri uccidendolo. È tornato verso il banco, dove ha minacciato la moglie del tabaccaio, poi è uscito per rientrare pochi istanti dopo per recuperare la doppietta. Non è invece chiaro come sia scappato, perché all’esterno del locale non c’erano testimoni, anche se l’ipotesi più probabile è che sia fuggito a piedi.

Le ricerche proseguono da ore e hanno coinvolto decine di agenti e militari, compreso un nucleo di sommozzatori che ha perlustrato il torrente Idice, poco distante dalla tabaccheria, in cerca delle armi utilizzate nella tentata rapina. Sono stati disposti numerosi posti di blocco ed è impiegato anche un elicottero dell’esercito con sensori termici, per rilevare l’eventuale presenza del rapinatore in baracche o casolari abbandonati nella zona. La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio volontario e rapina aggravata.

Nella tabaccheria sono intervenuti i RIS per esaminare una scia di sangue, lunga quasi 40 centimetri, trovata all’esterno del locale e probabilmente lasciata dal rapinatore, rimasto ferito dopo la colluttazione con Fabbri. Dalla traccia si potrebbe ottenere DNA utile per confronti e per l’eventuale identificazione del rapinatore.

Ci potrebbe essere inoltre un legame tra i fatti di Budrio e il furto di una pistola a una guardia giurata giovedì scorso a Consandolo, in provincia di Ferrara. La guardia era stata ferita da un assalitore con un colpo di doppietta. Al vigilante è stato mostrato il video della rapina nella tabaccheria e non è escluso che la pistola rubata sia stata poi usata nella tabaccheria.

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