Il nuovo “La Bella e la Bestia”, per chi è fatto?

Un po' per tutti: la Disney ci ha investito molto, lo ha fatto molto simile a quello del 1991 e nei prossimi anni farà qualcosa di simile con altri film

(Da "La Bella e la Bestia")

La Bella e la Bestia è in Italia da giovedì 16 marzo ed è il remake in live action, cioè con attori veri, dell’omonimo film d’animazione Disney, del 1991 (a sua volta ispirato a una storia molto più vecchia, come molti film Disney). La Bella e la Bestia è costato 160 milioni di dollari e contando che si pensa Disney ne abbia spesi almeno altri 100 per la promozione può essere considerato il musical più costoso della storia: La La Land è costato 30 milioni di dollari, per capirci. In questi giorni La Bella e la Bestia sarà programmato in oltre 700 sale (succede a pochissimi film che siano così tante) e nel suo primo giorno in Italia è stato visto da più di 100mila persone. Che fosse atteso si era in effetti capito già qualche mese fa, quando il suo trailer divenne il più visto di sempre nelle sue prime 24 ore online.

La Bella e la Bestia: le basi

Le visualizzazioni in 24 ore furono 127 milioni e 25 milioni circa arrivarono direttamente dalla pagina di Emma Watson, che interpreta Belle, la protagonista del film e di quello che Peter Bradshaw del Guardian ha definito il più famoso caso al mondo di sindrome di Stoccolma (quella cosa che capita quando ci si innamora del proprio rapitore). La Bestia è interpretata da Dan Stevens (potreste averlo visto in Legion o in Downton Abbey), Gastone (il belloccio arrogante e poi pure cattivo) è Luke Evans, il suo scagnozzo Le Tont – innamorato di lui, come avrete sentito dire –  è interpretato Josh Gad e poi ci sono Ewan McGregor che fa il candelabro, Stanley Tucci che fa un clavicembalo, Emma Thompson che fa una teiera e Ian McKellen che fa un pendolo.

Il principale apporto di tutti gli attori che interpretano oggetti è però la loro voce, che nella versione italiana non si sente, perché anche le canzoni sono state doppiate e come succede in molti film d’animazione nella versione italiana Belle e la Bestia hanno voci diverse (di diversi doppiatori) quando parlano e cantano. Il lato positivo è che le canzoni sono quasi tutte uguali a quelle del cartone del 1991, se dovesse interessarvi canticchiarle.

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La storia la sappiamo tutti, vero?

Se invece negli ultimi 26 anni non avete avuto modo di vedere La Bella e la Bestia della Disney (dovreste, anche perché secondo Rotten Tomatoes è il terzo più bello tra quelli degli ultimi trent’anni) la storia è questa: c’è un principe che viene punito da una maga. Lui è trasformato in una Bestia, una specie di caprone, e i suoi inservienti in oggetti. L’unica possibilità che la Bestia ha di salvare se stessa e i suoi inservienti è innamorarsi e fare innamorare una persona: cosa complicata dato il suo aspetto animalesco. E poi è anche una cosa da fare in fretta: prima che una certa rosa lasciata dalla maga perda l’ultimo petalo. Belle è una ragazza che finisce nel castello per cercare suo padre e scopre che la Bestia alla fine è simpatica, gentile e tutto il resto. Solo che mentre lei lo capisce Gaston e tutti gli abitanti del villaggio lì vicino vanno al castello con fiaccole e forconi per uccidere la Bestia.

Il regista è Bill Condon, che ha fatto anche gli ultimi due film della saga di Twilight (lì c’era Bella, interpretata di Kirsten Stewart) e lo sceneggiatore di Chicago: ha raccontato che all’inizio la Disney aveva pensato a rifare il film togliendo però le canzoni. Lui si oppose dicendo: «Siete matti, le canzoni sono bellissime, volete spendere tutti questi soldi per fare un gran film in live action senza poi mettere “Stia con noi?”». Alla decisione finale contribuì forse anche il fatto che uscì Frozen e Disney si accorse del fatto che le canzoni nei film erano ancora una cosa che funzionava benone.

Quanto si somigliano i due film?

Tantissimo. Cambiano le parole di qualche canzone, cambiano piccoli dettagli di trama (gli uomini-oggetti tendono a diventare sempre più oggetti man mano che il tempo passa, come nel musical di Broadway che fu tratto dal film), cambia qualche personaggio (il clavicembalo non c’era nel 1991), ma tante canzoni, tantissime scene e la scelta e l’ordine generale delle cose che succedono è uguale. Cambia che Le Tont è gay: o meglio, viene fatto ampiamente capire che è innamorato di Gaston; cambia che Belle è un personaggio un po’ più profondo, con una carattere più marcato e deciso.

Il film del 1991 fu tra l’altro fu il primo d’animazione a essere nominato all’Oscar per il Miglior film (cioè non nella categoria dei film di animazione): una cosa che non sarebbe successa di nuovo fino al 2010, quando fu nominato Up (ma nel frattempo era anche aumentato il numero di film nominabili). La Bella e la Bestia del 1991 ottenne in tutto cinque nomination e ne vinse due: Miglior colonna sonora e Miglior canzone (Beauty and the Beast, cantata da Céline Dion e Peabo Bryson). Quanto fossero simili i due film si capì già qualche mese fa, quando qualcuno paragonò le scene del trailer del film del 2017 con quelle del film del 1991.

Quindi: per chi è fatto il nuovo La Bella e la Bestia?

Per chi non l’ha mai visto e per chi l’ha visto e rivisto e ha voglia di vedere che effetto fa ora, in questa nuova versione. L’idea della Disney è di rifare quanto già fatto di recente con film come Il libro della giungla e Cenerentola: giocare in modo relativamente facile e sicuro, senza azzardi e senza sconvolgimenti di trama, per prendere la più grande fetta di pubblico possibile. Il film del 2017 tra l’altro non è particolarmente dark o crudo (secondo diversi critici lo è pure meno di quello del 1991) ed è quindi perfetto anche per i bambini. La presenza di attori famosi e la scelta di Watson come protagonista – un’attrice la cui immagine pubblica si addice bene per interpretare un’eroina Disney ben più vivace e dinamica di altre – fanno però parte del tentativo di aggiungere temi e spunti anche per un pubblico di adulti. Sulla Stampa, Alessandra Levantesi Kezich ha scritto: «Il regista Bill Condon ha provveduto a sottolineare con maggiore incisività lo spirito ribelle e poetico della protagonista; e la stolta cecità della folla quando è aizzata da un impostore contro un presunto mostro. Sono piccoli tocchi di novità a un classico che resta godibilissimo» .

Tra quello che hanno scritto i principali critici cinematografici si fa fatica a trovare una sintesi: secondo Alex Abad-Santos di Vox il nuovo film è meglio dell’originale; secondo David Sims dell’Atlantic è molto peggio: ha scritto che «seppur non ci sia niente di oltraggioso nel ri-raccontare o ri-immaginare vecchie storie, questa edizione del 2017 è vergognosa» e cerca sempre di copiare l’originale, sfigurando ogni volta. Marina Pierri ha scritto su Wired che c’è una «ricostruzione fedele fino al parossismo» e che il film «procede quasi sempre con il pilota automatico».

In sintesi: chi ne parla bene dice che è un’interessante operazione commerciale e che vale la pena andarlo a vederlo, soprattutto se ci si è nel frattempo affezionati al film del 1991. Chi ne parla male dice che quello del 1991 era ottimo, e che questo non ci aggiunge proprio niente. In generale sembra vincano quelli per il “sì, andatelo a vedere che alla fine ne vale la pena”, ma di poco. Di oltre cento recensioni raccolte da Rotten Tomatoes solo il 67 per cento sono positive e il Metascore del film – un voto in centesimi dato in base a diverse decine di recensioni fatte da critici professionisti – è 66 su 100.

La Bella e la Bestia fuori dalla Disney

Disney a parte, la storia è esistita come fiaba per diversi secoli: secondo alcuni l’origine è addirittura Amore e Psiche, una delle storie in Le Metamorfosi di Apuleio (quindi del Secondo secolo dopo Cristo). La versione ripresa da Disney è però per gran parte quella scritta nel 1740 da Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e poi ripresa, con qualche modifica, da molti altri autori. Saltando avanti di un paio di secoli, un famoso film sulla storia uscì nel 1946, diretto dal poeta e regista francese Jean Cocteau e presentato alla prima edizione del Festival di Cannes. Più di recente (nel 2014) è uscito anche un live action non Disney, con Vincent Cassell e Léa Seydoux.

La Disney dopo la Bella e la Bestia

La trasformazione di vecchi successi d’animazione in (probabili) nuovo successi in live action è ormai un chiaro piano su larga scala della Disney. Usciranno versioni di questo tipo – ma forse più diverse dall’originale di quanto lo sia La Bella e la Bestia – di Dumbo (diretto da Tim Burton), di Aladdin (diretto da Guy Ritchie), del Re Leone diretto da Jon Favreau (gli attori veri-veri ovviamente non ci saranno, ma daranno voci, e anche occhi e movimenti a quanto sarà fatto dagli addetti di effetti speciali), di La carica dei 101 con un film in realtà più interessato a Crudelia De Mon (interpretata da Emma Stone) e della Sirenetta (delle canzoni si dovrebbe occupare Lin-Manuel Miranda). Brooks Banners ha scritto sul New York Times che il piano è fare quanto la Marvel ha fatto con i supereroi: «prendere personaggi che hanno permeato la cultura popolare e portarli ancora più in alto chiamando grandi attori e registi di valore» a raccontare (o ri-raccontare) le loro storie.

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