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Pubblicare e vendere i libri da soli è sempre più facile

Nuovi servizi lo rendono più veloce, economico ed efficace, con potenziali grossi cambiamenti nel mondo dell'editoria

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(Jan Woitas/picture-alliance/dpa/AP Images)

Da anni si sente dire che il free publishing e il print on demand cambieranno l’editoria. Per ora non è successo. Per quanto in grande espansione, le dimensioni del mercato dei libri auto pubblicati, anche negli Usa, sono ancora molto lontane da quelle dell’editoria tradizionale. Negli ultimi tempi però sta prendendo forma una novità – tecnologica e distributiva – che potrebbe cambiare le cose. Se ne sono accorti in pochi perché quasi sempre le novità arrivano in silenzio, per non farsi scoprire. La storia delle rivoluzioni tecnologiche è fatta di piccoli perfezionamenti tecnici e assestamenti economici e produttivi che alla fine possono renderne l’utilizzo di massa. È successo con gli aerei, le automobili, la radio, la televisione e Internet, e perfino con la stampa a caratteri mobili. Forse sta accadendo anche con il free publishing.

Rispetto ai servizi on demand tradizionali tipo lulu.com, ilmiolibro.it youcanprint, alcune nuove piattaforme offrono la possibilità anche di vendere il libro on line, e di stamparne anche un’unica copia, e solo se qualcuno la compra. L’accesso istantaneo alla distribuzione e alla vendita, e la possibilità di stampare solo le copie che effettivamente si vendono, potrebbero cambiare il modello economico e produttivo con cui l’editoria ha funzionato fino a oggi. Schematizzando, le novità sono queste:

  1. Miglioramento dei software di pubblicazione anche su carta: Kindle e altri operatori stanno sempre più integrando i sistemi di pubblicazione di ebook e libri fisici, in modo da rendere sempre più semplice il processo di pubblicazione.
  2. Accesso istantaneo alla distribuzione: chi pubblica un libro anche di carta attraverso queste piattaforme lo mette in vendita direttamente su Amazon e gli altri siti di vendita online, mentre prima doveva distribuirlo da solo, portandolo nelle librerie o vendendolo ad amici e parenti.
  3. Diminuzione progressiva delle spese di avvio e di stampa: ormai è abbastanza comune stampare soltanto nel caso in cui il libro sia stato realmente acquistato da qualcuno.
  4. Miglioramento software di stampa digitale: alcuni software permettono di stampare contemporaneamente molti titoli diversi, ricomponendo i vari libri solo a fine processo, in modo da abbattere il costo per copia e quelli di avvio.
  5. Sempre più spesso questi servizi sono offerti anche agli editori tradizionali, che in questo modo cancellerebbero, almeno in teoria, i costi di resa e magazzino, e limiterebbero molto quelli di distribuzione, che insieme incidono almeno per il 50 per cento sui costi totali.

L’ultima, ma importante, novità è Kindle, il lettore di Amazon, che ha appena lanciato un nuovo servizio di pubblicazione e gestione delle vendite dei libri auto pubblicati sia in formato digitale che cartaceo, che riprende servizi analoghi presenti da qualche mese sia in Italia che negli Usa. Anche i libri fisici, non solo quelli elettronici, pubblicati attraverso Kindle Direct Publishing – il nuovo servizio si chiama appunto KDP – vanno subito in vendita ma soltanto su Amazon, che però è il maggiore venditore online di libri del mondo (negli Usa e nel Regno Unito vale ormai più della metà del mercato, mentre nell’Europa continentale è ancora intorno al 10-15 per cento). Inoltre, pubblicando con KDP, si può vendere in tutti i siti Amazon, quindi anche nel Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Giappone e Stati Uniti. Chi si autopubblica anche su carta ha, dunque, accesso diretto e istantaneo al mercato mondiale. Rispetto a quanto avveniva in precedenza – è dal 2011 che con Amazon ci si può auto-pubblicare in ogni formato, compreso l’audiolibro – la differenza è che per auto-pubblicare e gestire le vendite si resta sulla stessa piattaforma – Kindle Direct Publishing, KDP – mentre prima si passava da CreateSpace. Nella tecnologia la semplificazione cambia molto le cose. KDP per ora offre il servizio solo ad autori singoli, non agli editori.

Un paio di anni fa Ingram, il più grande distributore americano, ha lanciato IngramSpark, un servizio di stampa on demand per autori ed editori che non prevede un numero minimo di copie richieste (e quindi richiede un investimento iniziale molto basso) e le mette online su tutti i siti di vendita. Ingram offre un servizio analogo anche agli editori. È come se in Italia Messaggerie libri, che sulle rese guadagna, offrisse ai sessanta editori che distribuisce la possibilità di stampare solo le copie che vengono effettivamente vendute. (Qui si spiega come funziona Messaggerie). Una cosa analoga, ma più radicale, esiste da ottobre anche in Italia. Kindle Direct Publishing assomiglia a StreetLib POSdi Street Lib, la più importante piattaforma digitale italiana per l’auto-pubblicazione che, in quanto primo editore italiano di eBook, cerca di potenziare anche la pubblicazione su carta. (Nel 2015 StreetLib ha avuto un fatturato oltre quattro milioni di euro). La sigla POS sta per Print On Sale, proprio per distinguerla dal Print On Demand che è il servizio che stampa i libri e li fornisce all’autore, ma non li mette in vendita online.

La novità di StreetLibPOS è che ha trovato il modo di stampare anche una sola copia, e soltanto quando la vendita avviene davvero, senza per questo rallentare i tempi di consegna. In più, il libro viene messo in vendita su tutti i siti, non solo su Amazon, come fa KDP. Per chi compra cambia poco: acquista il libro online e lo riceve in 5-7 giorni. Chi vende non ha quasi spese e riceve royalties immensamente più alte di quelle garantite dall’editoria tradizionale, che appunto passa dalla distribuzione: il 60 per cento del prezzo di copertina rispetto al 7-12. Il 10 per cento va a Street Lib e il 30 per cento al sito che vende. Sono più o meno le stesse condizioni offerte da KDP. La stampa naturalmente è in digitale, non in offset che è molto più costosa, ma la qualità è almeno quella di un normale libro tascabile.

Funziona così: dopo avere ricevuto il libro finito, StreetLibPOS realizza e fornisce alla sua tipografia il PDF impaginato pronto per la stampa, e inserisce i dati del titolo nelle varie librerie online. La stampa effettiva avviene solo quando qualcuno ordina il libro di carta. L’ordine di acquisto si traduce simultaneamente in un ordine di stampa alla tipografia che comprende le indicazioni di imballaggio e le etichette per la spedizione. Una volta stampato il libro viene ritirato dal corriere espresso SDA per l’Italia e UPS per l’estero, per essere consegnato al cliente nei tempi indicati. (O almeno così garantisce il servizio). Tutto il processo avviene in automatico, anche il giro di fatturazioni: StreetlibPOS fattura il libro ad Amazon (o agli altri venditori online) che a loro volta lo fatturano al cliente finale, contemporaneamente la tipografia fattura a Streetlib il costo di stampa, e l’autore o l’editore fattura a StreetLib la sua parte.

Se il meccanismo di StreetLibPOS, KDP e IngramStar, almeno in teoria, sta in piedi è perché il digitale e l’informatizzazione abbassano radicalmente i costi di stampa. Se può fare guadagnare è perché la quota di mercato della vendita online aumenta. Il costo-copia non cresce che si stampi un solo libro oppure duecento. Per dare un’idea: stampare da 1 a 500 copie di un libro da 150 pagine in B/N formato A5 può costare all’autore a 2,27 euro a copia, Iva compresa. I costi vengono abbassati da procedure software che permettono alle tipografie di stampare contemporaneamente tanti libri diversi, che poi saranno ricomposti da braccia meccaniche e trasformati nei libri singoli. Le macchine funzionano come se facessero una tiratura normale, mentre in realtà stanno stampando tanti libri diversi. Anche il costo per spedire un unico libro non incide significativamente, non molto di più almeno di quanto incida la distribuzione tradizionale: in tutta la UE la spedizione di libri gode di tariffe agevolate fino a un certo peso, che corrisponde a circa tre libri. In Italia si chiama Piego di Libri e il costo è, più o meno, quello di un francobollo normale. Se i libri sono di più si passa al corriere. Per avere un’idea delle dimensioni attuali della cosa, da metà ottobre a fine gennaio StreetLibPOS ha venduto libri di carta per un valore complessivo di oltre 400mila euro. Il prezzo medio dei libri è stato di 10,50 euro. Per ogni copia gli autori hanno ricevuto, sempre in media, 4,8 euro (si toglie il costo di stampa) rispetto all’euro che avrebbero preso da un editore tradizionale. Non sono quasi stati distribuiti nelle librerie fisiche, a meno che alcune non abbiano ordinato i loro libri, ma su tutte le piattaforme di vendita online.

(Qui spieghiamo che cosa è, quanto pesa e che cosa sta succedendo nel mondo del self publishing)

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