• Mondo
  • sabato 28 gennaio 2017

Palazzi presidenziali da indovinare

Tutti sanno riconoscere la Casa Bianca, ma il Cremlino com'è fatto? È la sede della presidenza turca? E quello più grande al mondo qual è?

Il retro della Casa Bianca, la residenza del presidente degli Stati Uniti (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Dal 20 gennaio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è andato a vivere nella più famosa residenza presidenziale del mondo, la Casa Bianca. Tutti sappiamo riconoscerla in foto, perché l’abbiamo vista in film, serie tv, riviste e giornali. Non vale lo stesso per gli altri palazzi presidenziali in giro per il mondo, anche se ne utilizziamo a volte il nome come una metonimia per indicare le decisioni del presidente: per esempio “l’Eliseo” per indicare quello francese.

Abbiamo messo insieme un po’ di fotografie di palazzi presidenziali di tutto il mondo, accompagnandoli da qualche curiosità e informazione sulla loro storia per aiutarvi a indovinare dove si trovino: la soluzione è sotto ogni immagine. Manca il palazzo presidenziale dell’Italia: com’è fatto il Quirinale lo sappiamo tutti, no?

***

Questo palazzo, costruito attorno al 1750, si affaccia su un fiume. Prima che diventasse la residenza presidenziale del paese fu abitato da molti americani, tra cui uno che poi divenne presidente degli Stati Uniti. Venne ristrutturato alla fine degli anni Settanta e un suo inquilino di allora – famoso per la passione per le scarpe – vi fece includere una discoteca. L’attuale presidente lo ha fatto ribattezzare “Palazzo del Popolo”.

palazzo_pres_filippine(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È il Palazzo Malacañan di Manila, nelle Filippine, e si affaccia sul corso del Pasig. L’americano che ci abitò nel 1901, prima di diventare presidente degli Stati Uniti, fu William Howard Taft: all’epoca era il governatore delle Filippine, che dopo essere state una colonia spagnola erano passate sotto il controllo americano. La discoteca fu fatta aggiungere da Imelda Marcos, moglie di Ferdinand Marcos, presidente del paese dal 1965 al 1986. Quando il governo di Marcos fu rovesciato, nel palazzo furono trovate più di 2.700 paia di scarpe appartenute alla moglie: oggi si trovano nella collezione del Museo delle scarpe della città di Marikina. Dopo la morte del marito e il ritorno nel paese dall’esilio, Imelda Marcos, che oggi ha 87 anni, ha ricominciato a fare politica.

Il Palazzo Malacañan è la residenza ufficiale del presidente delle Filippine, ma dal 1986 ci ha abitato solo la presidente Gloria Macapagal Arroyo, in carica dal 2001 al 2010. L’attuale presidente è Rodrigo Duterte, conosciuto come “Il Punitore” e noto per i suoi metodi brutali nella lotta al crimine e per essersi paragonato a Hitler.

Questo palazzo in stile modernista fu disegnato dallo stesso architetto che progettò il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Tradotto in italiano il suo nome significa “Palazzo dell’alba” e sul muro all’entrata c’è questa iscrizione: «Da questo altopiano centrale, questa grande distesa isolata che presto diventerà il centro delle decisioni nazionali, guardo al futuro del mio paese e prevedo quest’alba con una ferma fede nel suo grande destino». È una citazione del primo presidente che ci ha vissuto.

palazzo_pres_brasile(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È il Palácio da Alvorada, di Brasilia, in Brasile. Fu disegnato da Oscar Niemeyer, uno dei più importanti architetti del Ventesimo secolo, morto nel 2012. Il primo presidente a viverci fu Juscelino Kubitschek, dal 1958, che commissionò la costruzione di una nuova capitale, Brasilia, al posto di di Rio de Janeiro. Il progetto per realizzarla fu vinto dall’architetto Lucio Costa, il vecchio maestro di Niemeyer, che disegnò la pianta della città a forma di aereo, lasciando poi a Niemeyer il compito di progettare gli edifici principali, tra cui la residenza il Palácio da Alvorada, la casa dei deputati, il Congresso Nazionale, la Cattedrale di Brasilia, diversi ministeri e diversi edifici residenziali. Brasilia fu progettata, costruita e inaugurata in quattro anni, e divenne la capitale del Brasile il 21 aprile 1960.

Il più grande palazzo presidenziale del mondo – grande quattro volte il Palazzo di Versailles, in Francia – è stato inaugurato il 29 ottobre del 2014. Ha più di 1.200 stanze e si pensa che sia costato almeno 559 milioni di euro. Nel 2015 la Corte Suprema del paese in cui si trova ha stabilito che è stato costruito illegalmente in un parco istituito dal padre fondatore del paese, ma il presidente che lo abita si è rifiutato di andarsene e si è opposto alla sua distruzione. Nella foto si vede il palazzo poco prima dell’inaugurazione.

palazzo presidenziale turchia(ADEM ALTAN/AFP/Getty Images)

Soluzione:

In turco si chiama Cumhurbaşkanlığı Sarayı, che significa Complesso Presidenziale: è il posto in cui vive il presidente Recep Tayyip Erdoğan. Erdoğan è in carica dal 2014 e con la riforma costituzionale che sarà sottoposta a un referendum la prossima primavera potrebbe rimanerlo fino al 2029, se rieletto. Il palazzo si trova ad Ankara all’interno dell’Atatürk Orman Çiftliği ve Hayvanat Bahçesi, un parco che comprende un bosco, una fattoria e uno zoo, donato allo stato turco nel 1937 da Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore della Repubblica turca. All’interno del parco c’è anche una riproduzione della casa natale di Atatürk, che si trovava a Selânik.

Questo palazzo prende il nome dal colore delle sue 150mila tegole. Sorge su un luogo dove hanno abitato re e presidenti per almeno novecento anni (la residenza reale più antica vi fu costruita nel 1104), ma il palazzo attuale è stato inaugurato nel 1960. Qui nel 1968 ci fu un tentativo di attentato contro l’allora presidente, in cui quattro americani e 54 altre persone furono uccise: l’attentato fu ordinato dal leader di un paese vicino.

palazzo presidenziale corea sud(ED JONES/AFP/Getty Images)

Soluzione:

È la Casa Blu, la residenza ufficiale del presidente della Corea del Sud a Seul. L’attentato avvenuto nel 1968 fu ordinato da Kim Il-sung, allora leader della Corea del Nord, e l’obiettivo era il presidente sudcoreano Park Chung-hee, padre dell’attuale presidente Park Geun-hye, che però è stata sospesa dal suo incarico lo scorso dicembre a causa di un grosso scandalo. Al momento è il primo ministro Hwang Kyo-ahn a esercitare i poteri di presidente.

Il nome di questo palazzo significa “quartier generale bianco”. Inaugurato nel 2004, si trova in una città che è capitale da solo 20 anni. È alto cinque piani e le sue pareti sono rivestite da spesse lastre di marmo italiano; è stato costruito dal gruppo Mabetex di Behgjet Pacolli, un imprenditore che è stato il terzo presidente del Kosovo e anche marito della cantante Anna Oxa. È il palazzo presidenziale più alto del mondo, 80 metri, se si conta anche la guglia in cima alla sua cupola blu e dorata.

palazzo presidenziale astana(JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Soluzione:

L’Ak Orda è il palazzo presidenziale di Astana, capitale del Kazakistan dal 10 dicembre 1997: prima la capitale era Almaty (una città molto vicina al confine con la Cina e ancor più a quello con il Kirghizistan) e Astana si chiamava in un altro modo, cioè Akmola; quando il paese era una repubblica socialista sovietica si chiamava invece Tselinograd. La parola “astana” significa semplicemente “capitale”.

Prima di essere un palazzo presidenziale questo edificio è stato un hotel di lusso, aperto nel 1910 e progettato da un architetto belga, e poi un ospedale militare durante le due guerre mondiali. Il primo presidente che ci abitò in virtù del suo incarico oggi ha 90 anni: divenne presidente in seguito all’omicidio del suo predecessore. Nel paese ci sono anche altre residenze presidenziali in città che non sono la capitale.

egitto(AP Photo/Hassan Ammar)

Soluzione:

È il Palazzo di el Orouba, noto anche come Palazzo di Eliopoli o Palazzo della Federazione (in arabo Kasr al Ittihadia), al Cairo, in Egitto. Il primo presidente ad abitarci, negli anni Ottanta, fu Hosni Mubarak, salito al potere dopo l’omicidio di Anwar Sadat nel 1981 e rimastoci fino al 2011. In precedenza il palazzo era la sede del Heliopolis Palace Hotel, che fu costruito in quello che allora, a inizio Novecento, era pieno deserto. Tra gli ospiti dell’albergo ci furono anche l’allora re del Belgio Alberto I e sua moglie Elisabetta. Belga era anche l’architetto che lo progettò, Ernest Jaspar. Negli anni Sessanta l’hotel – che durante le guerre mondiali era stato temporaneamente usato come ospedale militare – chiuse, e l’edificio fu utilizzato come sede di vari uffici governativi. Nel 1972 divenne il quartier generale della Federazione delle Repubbliche Arabe, da cui uno dei nomi con cui è conosciuto. Oggi ci vive il presidente Abdel Fattah al Sisi.

In passato questa residenza presidenziale, non molto grande se paragonata a quelle di cui abbiamo scritto finora, si trovava all’interno di una foresta ed era nota come “la fattoria delle formiche”; il suo nome attuale invece è quello di un albero. È stata costruita al posto di un mulino, e un tempo il terreno in cui si trova apparteneva a un imperatore che governò per pochissimo tempo e fu giustiziato per fucilazione. Se avete una buona memoria potete capire dove si trova riconoscendo la faccia di un suo ex presidente, ritratto nella foto.

palazzo presidenziale messico(AP Photo/Gregory Bull)

Soluzione:

Los Pinos è la residenza dei presidenti messicani, che ci possono abitare per un massimo di sei anni, cioè la durata del loro mandato che non è rinnovabile. Si trova nel parco di Chapultepec, a Città del Messico. L’imperatore che un tempo possedeva il terreno su cui sorge era Massimiliano I, il cui regno durò tre anni, fino al 1867; la sua esecuzione fu rappresentata dal pittore impressionista Édouard Manet nel dipinto L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano. Ora a Los Pinos abita il presidente Enrique Peña Nieto, mentre l’ex presidente nella foto è Vicente Fox, in carica dal 2000 al 2006.

Questo palazzo fu costruito all’inizio del Diciassettesimo secolo e nel tempo è stato la residenza di un amante di un re, di un imperatore e poi di un gruppo di soldati russi. Divenne per la prima volta la residenza di un presidente nel 1848. Poco lontano dalla sua facciata si trova una strada nota in tutto il mondo per i suoi negozi di alta moda, che ha dato il suo nome anche a quello del palazzo.

eliseo(BERTRAND LANGLOIS/AFP/Getty Images)

Soluzione:

L’Eliseo (Palais de l’Élysée in francese) si trova in rue du Faubourg Saint-Honoré, nell’ottavo arrondissement di Parigi. A metà del Diciottesimo secolo ci visse Madame de Pompadour, amante di re Luigi XV, e nel 1808 fu acquistato da Napoleone. Quando nel 1814 Napoleone fu sconfitto per la prima volta e Parigi venne occupata dalle truppe austriache, russe e prussiane, il palazzo fu utilizzato come alloggio dai cosacchi russi; fu sempre in una delle sue sale che Napoleone firmò l’atto di abdicazione il 22 giugno 1815. Divenne definitivamente la residenza del presidente della Repubblica francese nel 1873. È chiamato Eliseo probabilmente per via della vicina Avenue des Champs-Élysées; in precedenza il palazzo ebbe diversi nomi, legati ai suoi proprietari: Hôtel du comte d’Évreux, Hôtel Beaujon, Hôtel de Bourbon.

Questo palazzo presidenziale ha una forma molto particolare che ricorda quella di una sedia tipica del paese in cui si trova. Inaugurato nel 2008, in precedenza sul posto c’era un palazzo amministrativo dei tempi in cui il paese era una colonia britannica: uno dei suoi nomi deriva da quel palazzo. La costruzione è stata possibile grazie a un prestito indiano. Già nel 2009 il palazzo fu abbandonato dall’allora presidente e dal governo, che aveva da poco preso il posto del precedente, perché era convinto che il passaggio dalla vecchia alla nuova residenza non fosse avvenuto in modo legale. Il palazzo ospita di nuovo la presidenza dal 2013.

palazzo presidenziale ghana(AP/Melanie Stetson Freeman/The Christian Science Monitor)

Soluzione:

Si chiama Flagstaff House (dal nome del palazzo di cui ha preso il posto) o anche Golden Jubilee House ed è la residenza del presidente del Ghana, ad Accra. È fatto a forma di Sgabello d’Oro, il trono tradizionale dell’etnia ghanese degli Ashanti. Il presidente che lo fece costruire fu John Kufuor, quello che non lo voleva era John Atta Mills, quello che lo rese di nuovo residenza presidenziale fu John Dramani Mahama. L’attuale presidente del Ghana, in carica dal 7 gennaio, è Nana Akufo-Addo.

Dal 1913 al 1936 fu solo una residenza estiva, poi divenne l’abitazione ufficiale del presidente del paese. Una delle persone che ci abitò ha ispirato il personaggio principale di un musical di Broadway, un’altra causò uno scandalo facendo allestire nei dintorni un campo di allenamento di atletica per ragazze. Nel 1961 passò per questo palazzo Ernesto Che Guevara, allora ministro dell’Economia di Cuba, per partecipare a trattative segrete.

palazzo_presidenziale_argentina(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È la villa Quinta de Olivos, la residenza del presidente dell’Argentina. Si trova in un quartiere periferico Buenos Aires ed è meno famosa della Casa Rosada, che invece è la sede del governo. Il musical è ovviamente ispirato dalla first lady Eva Perón, moglie di Juan Perón che subì un colpo di stato nel 1955: per chi non lo sapesse, il titolo del musical è Evita. Quando ancora era al potere, e dopo la morte della moglie nel 1952, Perón convertì il campo da polo della villa in una pista di atletica di allenamento per un gruppo sportivo di ragazzine, a cui il presidente accedeva grazie a un tunnel sotterraneo. Che Guevara passò per la Quinta de Olivos per trattare con l’allora presidente Arturo Frondizi, che stava cercando di fare da mediatore tra Cuba e gli Stati Uniti.

Il primo nucleo di questo palazzo fu costruito nell’anno 1000. Per molto tempo fu una fattoria, poi una residenza del re di Norvegia. Nel 1627 resistette a un attacco da parte di mercanti di schiavi turchi. Poi fu una scuola, e più volte nel corso del tempo fu la casa di diversi poeti. È una residenza ufficiale, prima di reggenti poi di presidenti, dal 1941.

palazzo presidenziale islanda(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È Bessastaðir, la residenza ufficiale del presidente dell’Islanda. Si trova ad Álftanes, un paese vicino alla capitale del paese, Reykjavík. Il primo poeta che ci abitò fu Snorri Sturluson, che era anche uno storico e visse tra il 1179 e il 1241, quando fu ucciso da un inviato del re norvegese che poi si impossessò della sua casa. Bessastaðir ospitò la più importante scuola islandese nel Diciottesimo secolo, per alcuni anni; poi tornò a essere una fattoria. Nel 1867 fu acquistato dal poeta e uomo politico – in Islanda capita molto spesso che i politici siano poeti e viceversa – Grímur Thomsen, che ci abitò per due decenni. Ci abitò anche la poetessa Theodóra Thoroddsen, moglie del parlamentare ed editore Skúli Thoroddsen. Fu donato allo stato nel 1941, come residenza del reggente – all’epoca l’Islanda era controllata dalla Danimarca – e poi divenne quella del presidente. L’attuale presidente è Guðni Thorlacius Jóhannesson.

Costruito alla fine dell’Ottocento dopo la distruzione di una fortezza che faceva da sede del potere, questo palazzo è stato la residenza di molti re e presidenti. È simile a un castello, con tanto di fossato pieno d’acqua tutto intorno. Un presidente che era cugino di un ex re vi fu assassinato insieme alla sua famiglia alla fine degli anni Settanta. La fotografia è del 1992.

Kabul 1992(AP Photo)

Soluzione:

È l’Arg, il palazzo presidenziale dell’Afghanistan, a Kabul. È una specie di fortezza costruita nel 1880 dopo che le truppe anglo-indiane distrussero la fortezza di Bala Hissar nella Seconda guerra anglo-afghana (1878-1880). A ordinarne l’edificazione fu l’emiro Abdur Rahman Khan, che lo chiamò Arg e Shahi, che significa “Cittadella del Re”. Il presidente che vi fu ucciso insieme alla famiglia è Mohammed Daoud Khan, in carica dal 1973 al 1978: fu assassinato nel 1978 durante la cosiddetta Rivoluzione di Saur dai membri del Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan (PDPA), cioè il partito comunista afghano. Mohammed Daoud Khan, prima di essere presidente, depose l’ultimo re dell’Afghanistan Mohammed Zahir Shah, che era suo cugino. Attualmente l’Arg è la residenza del presidente afghano Ashraf Ghani.


Fu progettato da un architetto italiano, Michele De Lucchi (che disegnò anche alcuni oggetti molto famosi come la lampada Tolomeo di Artemide), a partire da un preesistente edificio in stile neoclassico, che in passato era la sede della polizia. Il nuovo palazzo è stato inaugurato nel 2009. Se siete esperti di bandiere dalla fotografia potete capire facilmente il paese in cui si trova.

palazzo presidenziale tbilisi(AP Photo/ Irakli Gedenidze)

Soluzione:

È il palazzo presidenziale Avlabari, a Tbilisi, in Georgia. La costruzione iniziò nel 2004 ma venne rallentata dalla difficile realizzazione della cupola in vetro curvato, progettata dall’architetto italiano Franco Zagari e dal georgiano Vakhtang Zesashvili. Davanti all’ingresso principale c’è invece una monumento rotante di tre colori diversi che simboleggia i tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. L’attuale inquilino del palazzo è Giorgi Margvelashviliche è il quarto presidente georgiano, in carica dal 2013.


Il palazzo si trova in una zona in cui dal 1279 viene esercitata l’attività di governo: in particolare da una famiglia che nei vari secoli fu a capo di tre diversi imperi. Fa parte di un complesso in cui ci sono anche un paio di musei, una biblioteca e un centro congressi. È famoso anche per i balli e i concerti che ospitò nel passato e talvolta ospita tuttora. Poco più di duecento anni fa fu sede di un importante e decisivo incontro tra i più importanti regnanti e capi di stato dell’epoca.

palazzo_austria(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È il Palazzo di Hofburg, a Vienna, la residenza ufficiale del presidente austriaco. E prima ancora della moglie dell’imperatore Francesco Giuseppe, cioè Elisabetta di Baviera, Sissi. È anche il palazzo in cui si fece il Congresso di Vienna, la riunione delle grandi potenze e dei piccoli stati europei che voleva riportare l’ordine in Europa dopo 25 anni di guerre, causate prima dalla rivoluzione francese e poi da Napoleone Bonaparte. Anche se all’epoca il Congresso veniva già chiamato così, fu molto diverso da quello che intendiamo oggi con quel termine: per esempio non ci fu nessuna assemblea plenaria con i delegati riuniti in una grande sala a votare per alzata di mano. Si trattò soprattutto di riunioni informali e ristrette tra i rappresentanti delle grandi potenze, oppure di piccoli comitati organizzati per risolvere specifiche questioni territoriali.

Questo l’avete sentito spesso usare come metonimia, anche se il nome si riferisce esattamente a un gruppo di edifici di cui il palazzo in questione fa parte. Il nome significa “fortezza” o “cittadella fortificata ” e si riferisce agli edifici centrali, più protetti e più importanti delle città medievali. Nelle principali città del paese ci sono molti luoghi chiamati così, ma questo è il più famoso, e si trova ovviamente nella capitale. Il complesso di cui fa parte il palazzo è aperto ai visitatori dagli anni Cinquanta ed è patrimonio dell’Unesco dal 1990.

palazzo_presidenziale_mosca(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È il Gran Palazzo del Cremlino di Mosca, ora residenza ufficiale del presidente russo Vladimir Putin, che ci ha vissuto dal 1999 al 2008 e ci è tornato nel 2012. La parte principale fu realizzata tra il 1839 e il 1849 e ci abitarono gli Zar fino alla Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Poi il governo fu spostato da San Pietroburgo a Mosca e il Gran Palazzo finì per ospitare gli organi amministrativi.

È un complesso di edifici inaccessibili al pubblico e in gran parte impossibile da fotografare: nel paese ci tengono molto alle formalità, alla catena di comando e alla riservatezza di certe istituzioni. Il nome del complesso significa “acque centrali e meridionali”, perché ne fanno parte due diversi laghi artificiali. Si trova vicino a un’altra (ex) sede di potere – un tempo totalmente inaccessibile e oggi aperta al pubblico – decisamente molto grande e nota. La foto è da lontano e l’edificio non compare: l’abbiamo detto che non si può fotografare, e poi dallo stile architettonico indovinarlo sarebbe troppo facile.

Snow Fall Begins In Beijing
(Feng Li/Getty Images)

Soluzione:

È lo Zhongnanhai, che si trova vicino alla Città Proibita: è la sede del Partito comunista cinese, del governo della Repubblica popolare cinese e del suo presidente Xi Jinping. Fu aperto al pubblico per qualche anno dopo la Rivoluzione culturale, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta; poi divenne decisamente “proibito”, dopo le proteste di piazza Tiananmen. All’ingresso principale del complesso ci sono due scritte: “lunga vita al grande Partito comunista cinese” e “lunga vita all’invincibile pensiero di Mao Zedong.” Un po’ di foto del complesso dello Zhongnanhai le trovate qui.

Lo stesso nome indica sia la residenza presidenziale – composta da 340 stanze – sia l’intero complesso, con i giardini e gli altri edifici: contando anche questi, è una delle residenze presidenziali più grandi al mondo, insieme al Palazzo del Quirinale italiano e al Complesso Presidenziale di Ankara, ed è 17 volte più grande dell’intero complesso della Casa Bianca. La città in cui si trova esiste dal 1911 ed è capitale dal 1931.

Picture of The Mughal Garden at Rashtrap(MANAN VATSYAYANA/AFP/Getty Images)

Soluzione:

È il Rashtrapati Bhavan, che significa palazzo presidenziale di Nuova Delhi, la capitale dell’India, la più popolosa democrazia al mondo. Lo stile architettonico è classico, fu progettato dall’architetto inglese Edwin Landseer Lutyens, e negli anni vi furono aggiunti stili ed elementi indiani. Il complesso è famoso soprattutto per i suoi giardini, i Giardini moghul, aperti al pubblico ogni febbraio.

È un castello che si trova su una delle nove colline della città. Ha una superficie di 70mila metri quadrati e fu costruito più di mille anni fa: prima in legno, poi in pietra. Nel corso della storia ha subito molti restauri, con modifiche e aggiunte. È sempre stato una sede di potere, ma sono cambiati i tipi di potere che ha ospitato: da regnanti a presidenti, e qualche decennio fa ha anche cambiato lo stato di cui fa parte, perché quello che c’era prima si è diviso in due.

(Sean Gallup/Getty Images)
(Sean Gallup/Getty Images)

Soluzione:

È il Castello di Praga, residenza del presidente della Repubblica Ceca: del complesso in cui si trova fanno parte anche la cattedrale di San Vito, il convento di San Giorgio, la basilica di San Giorgio, e il Palazzo Reale.

Fino a qualche decennio fa ospitò i regnanti e poi, dai primi anni del Novecento, i presidenti. Si trova su una piccola collina della città e nel 1755 resistette a un fortissimo terremoto.

(Wikimedia Commons)
(Wikimedia Commons)

Soluzione:

È il palazzo Belém, sede della presidenza portoghese, a Lisbona; dal 2016 il suo attuale inquilino è Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa. Nel 1755 il palazzo fu molto importante perché, resistendo al terremoto, permise alla famiglia reale di Giuseppe I (che ci abitava) di salvarsi. È la residenza presidenziale dal 1912, l’anno della nascita della Repubblica portoghese.

È piccolo, in un piccolo stato ed è un castello, ma molto più piccolo di quello di Praga. Si trova sulla sponda di un fiume – non particolarmente grande nemmeno quello – ed è stato fondato nel 1330. Potreste anche ricordarvelo perché se ne parlò qualche anno fa, quando fu in parte distrutto da un incendio.

Towers of the cathedral and of the St. Peter's church, Riga, Latvia, The Baltic States
(Gierth/picture-alliance/dpa/AP Images)

Soluzione

È il castello di Riga, in Lettonia. Nel 2013 prese fuoco di notte, mentre erano in corso dei lavori di restauro. Ora è stato messo a posto, e il presidente lettone continua a viverci.

Mostra commenti ( )