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  • giovedì 22 dicembre 2016

È morta Franca Sozzani

Era la persona più importante nella moda italiana e una delle più importanti al mondo, aveva 66 anni

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Franca Sozzani, la persona più importante nella moda italiana e una delle più importanti al mondo, è morta a Milano a 66 anni. Sozzani era malata da tempo di cancro e avrebbe compiuto 67 anni il 20 gennaio. Era direttrice dell’edizione italiana di Vogue dal 1988, che aveva reso una delle riviste di moda più influenti al mondo subito dopo la versione americana diretta da Anna Wintour. Negli anni Sozzani era diventata responsabile di tutte le riviste che ruotano attorno a Vogue, finendo per influenzare profondamente il mondo della moda: ha reso famosi fotografi come Bruce Weber, Peter Lindbergh, Ellen von Unwerth e Paolo Roversi, valorizzato molti nomi importanti della moda italiana, da Gianni Versace a Giorgio Armani, di cui era stata anche molto amica, e lanciato modelle e stilisti emergenti.

Sozzani è apparsa per l’ultima volta in pubblico alla cerimonia di consegna dei premi del British Fashion Council a Londra, il 5 dicembre scorso, dove ha ricevuto lo “Swarovski Award for Positive Change” per il suo impegno nel rendere la moda un luogo più vario e inclusivo.

Sozzani veniva da una famiglia dell’alta borghesia mantovana e, come disse lei stessa, si preparava a una vita agiata da nullafacente. Poi rispose a un annuncio di lavoro del gruppo editoriale Condé Nast, a 22 anni si sposò, divorziò dopo tre mesi mentre era incinta e iniziò a lavorare come segretaria. Aveva idee e talento, che le permisero di fare una rapida carriera: divenne redattrice di Vogue Bambini e nel 1980, a trent’anni, passò a dirigere Lei, un femminile dedicato alle ragazze; tre anni dopo assunse la direzione anche della versione maschile, Lui.

Leggi anche: L’articolo di Anna Wintour in ricordo di Franca Sozzani

Sozzani è ricordata soprattutto per le posizioni spesso controcorrente nel settore e per la capacità di stupire con copertine e servizi fotografici d’impatto. Nel 2008, per esempio, pubblicò sull’intero numero di luglio soltanto servizi con modelle nere, accompagnandoli con editoriali e articoli che denunciavano il razzismo nel mondo della moda. Lo stesso fece nel giugno 2011, con il servizio principale intitolato “Belle vere” e dedicato alle modelle cosiddette “curvy”, cioè con una taglia dalla 48 in su. Spesso Sozzani e Vogue hanno trattato temi delicati e dibattuti come la chirurgia plastica, la violenza domestica e il rispetto dell’ambiente. Ha anche rischiato di venire licenziata più volte da Condé Nast, dato che alcuni temevano che le sue scelte potessero allontanare gli inserzionisti o essere viste con preoccupazione dai pubblicitari.

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L’homepage di Vogue Italia in ricordo di Franca Sozzani.

Nel documentario Franca, la famosa critica di moda Suzy Menkes spiega che Sozzani ha reso «Vogue Italia leader di stile. Tutte le edizioni di Vogue sono di impatto, ma quella italiana ha sempre scelto immagini al limite: e questo è il vero senso della moda». Sozzani invece diceva di lei, più semplicemente: «Sì che sono una vincente! Non perché sia presuntuosa, ma perché tutte le mie idee hanno avuto successo».

Franca Sozzani non è l’unica persona della sua famiglia diventata importante nel mondo della moda: anche la sorella Carla lavorò a Vogue negli anni Settanta, e nel 1987 lanciò Elle in Italia e lo diresse per qualche anno. Nel 1990 aprì a Milano la Galleria Carla Sozzani in corso Como 10, e l’anno successivo vi aggiunse il primo concept store al mondo. “10 Corso Como” esiste ancora, ha una delle librerie considerate più belle in Italia ed è tra i negozi più famosi e visitati del paese.

A settembre è stato presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia il documentario Franca. Chaos and Creation, che racconta la sua storia ed è girato dal suo unico figlio Francesco Carrozzini, fotografo di moda e di personaggi famosi.

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