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  • mercoledì 21 dicembre 2016

Roma deve rifare il suo bilancio

Quello presentato dalla giunta Raggi aveva tutti i conti sballati, ha detto l'organismo indipendente che esamina i conti degli enti locali: non era mai successo prima

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Per la prima volta nella storia moderna di Roma, martedì il bilancio di previsione del comune – il documento che delinea entrate e spese per i prossimi tre anni – è stato bocciato dall’Organo di Revisione Economico-Finanziario (OREF), l’ufficio indipendente che ha l’incarico di esaminare i conti degli enti locali. Secondo l’OREF, nel documento del comune le spese future sono state sottovalutate, mentre sono state sopravvalutate una serie di entrate. Adesso la giunta dovrà elaborare un nuovo bilancio che, a questo punto, sarà approvato nei primi mesi del prossimo anno. Un mese fa la sindaca di Roma, Virginia Raggi, aveva celebrato come un successo il fatto che il bilancio fosse stato approvato prima della fine dell’anno.

Nel suo documento, l’OREF ha scritto che il comune di Roma ha sopravvalutato le entrate “non strutturali”, cioè quelle non regolari, come multe e recupero dell’evasione fiscale, e ha abbandonato il piano – iniziato dal precedente sindaco Ignazio Marino e proseguito dal commissario Francesco Paolo Tronca – che prevedeva la razionalizzazione e la vendita delle partecipazioni del comune in una serie di società che non c’entrano molto con l’amministrazione cittadina (come la società assicurativa Assicurazioni di Roma). A questo proposito, i revisori scrivono che non sono state rispettate «le raccomandazioni del ministero dell’Economia e le previsioni del piano di rientro in riferimento alla razionalizzazione e/o all’alienazione delle società partecipate», in particolare quelle che: «non svolgono attività per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’Ente».

L’OREF è composto da tre membri che vengono eletti dal consiglio comunale e restano in carica per tre anni. All’epoca dell’ultimo rinnovo, Roma era governata dal commissario Francesco Paolo Tronca e non aveva un consiglio comunale in carica, così i membri dell’organo sono stati sorteggiati dalla lista dei revisori contabili. Il documento che hanno prodotto è lungo 46 pagine e contiene lunghi elenchi di problemi che i revisori hanno riscontrato nel bilancio della città:

«Non corretta previsione degli ingenti e imminenti oneri derivanti dai debiti fuori bilancio, dalla gestione del contenzioso in essere, dalle passività derivanti dalla gestione delle partecipate, dalle passività potenziali relative alle garanzie rilasciate da Roma Capitale sui Punti verde qualità, dalla realizzazione della linea C della metro e dell’ammodernamento di quelle esistenti; dalle passività potenziali generate dal dipartimento politiche sociali; dal contenzioso e dalle criticità riscontrate con la gestione commissariale»

In sostanza, secondo l’OREF, la giunta Raggi ha sbagliato i conti. Martedì l’assessore al bilancio Andrea Mazzillo ha spiegato i problemi dicendo che si tratta di «criticità ereditate dalle passate gestioni» e aggiungendo che in passato rilievi simili a quelli fatti ieri dall’OREF non avevano mai prodotto una bocciatura del documento.

Per la giunta di Roma sarà più un problema politico che uno concreto: i bilancio comunali si devono approvare entro la fine di febbraio e l’ANCI, l’associazione che raggruppa i comuni italiani, ha già chiesto – come fa quasi ogni anno – una proroga di un altro mese. La proroga sarà probabilmente inserita in un decreto del governo e permetterà al comune di Roma di approvare il bilancio entro la fine di marzo senza subire particolari conseguenze. Accade quasi sempre che i comuni siano in ritardo con la preparazione del bilancio, ma è la prima volta che quello di una città grande come Roma venga bocciato dai revisori contabili, ha detto al Corriere della Sera Federica Tiezzi, presidente dell’OREF.

L’elaborazione del bilancio è stata resa particolarmente complicata dalle dimissioni, lo scorso primo settembre, di Marcello Minenna, l’assessore al Bilancio che nei mesi precedenti aveva collaborato con il commissario Tronca. La città è rimasta senza assessore per tutto settembre, fino alla nomina di Andrea Mazzillo, uno dei dirigenti che si sono occupati dell’aspetto finanziario della campagna elettorale del sindaco Raggi. Roma ha un bilancio particolarmente complicato, causato da anni di sprechi e cattiva gestione delle risorse della città. Per non fallire Roma ha bisogno dell’aiuto del governo centrale, che gestisce separatamente gran parte del debito accumulato negli anni dalla città e versa soldi al comune prelevandoli dalla fiscalità generale (cioè dalle tasse pagate da tutti gli italiani).

La bocciatura del bilancio è l’ultimo di una lunga serie di incidenti di percorso, errori politici e guai giudiziari capitati alla giunta Raggi da quando, sei mesi fa, è stata eletta sindaca di Roma con il risultato migliore da quando esiste l’elezione diretta dei sindaci. La scorsa settimana Raffaele Marra, uno dei suoi più stretti collaboratori, è stato arrestato con l’accusa di corruzione, mentre l’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, è stata costretta a dimettersi per un avviso di garanzia.

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