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  • domenica 18 dicembre 2016

Quanti ne ha fatti Spielberg

Compie oggi settant'anni un regista come nessun altro, che negli ultimi quarant'anni ha diretto cose diversissime e molto, molto popolari

(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Steven Spielberg è Steven Spielberg: non c’è un altro regista che abbia avuto una carriera come la sua: così lunga, eterogenea e costante insieme. I film di Spielberg – che oggi, 18 dicembre, compie settant’anni – sono nei cinema dagli anni Settanta: ne ha diretti una trentina e almeno dieci sono film di cui praticamente tutti sanno qualcosa, anche senza averli visti. Spielberg ha fatto film tra loro diversissimi ed è un regista da blockbuster ma anche uno da Oscar (quattro, per ora), oltre che un produttore che molto spesso ci ha visto giusto. Ha diretto thriller, film storici, di avventura, cose di fantascienza con alieni buonissimi e cose di fantascienza con alieni cattivissimi, storie impegnate ambientate secoli fa, film in bianco e nero sperimentali e film ambientati nel futuro, film di guerra, film per ragazzi, film “d’autore” e film pieni di effetti speciali. Il suo primo film per il cinema è Sugarland Express, del 1974; ma un suo film era già andato al cinema: era Duel, del 1971, pensato per la tv ma poi trasmesso anche nei cinema. L’ultimo suo film, per ora, è il Il GGG – Il grande gigante gentile, che in Italia uscirà a gennaio.

Tutti i film di Spielberg, per cominciare

Uno dopo l’altro, così, per capire quali avete visto, quali vale la pena rivedere e quali vi siete persi. È una lista lunghissima e a un certo punto è garantito che vi ritroverete a pensare “ah, è suo?”.

Duel, Sugarland Express, Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, 1941 – Allarme a Hollywood, I predatori dell’arca perduta, E.T. l’extra-terrestre, Ai confini della realtà- episodio Il gioco del bussolotto, Indiana Jones e il tempio maledetto, Il colore viola, L’impero del sole, Indiana Jones e l’ultima crociata, Always – Per sempre, Hook – Capitan Uncino, Jurassic Park, Schindler’s List, Il mondo perduto – Jurassic Park, Amistad, Salvate il soldato Ryan, A.I. – Intelligenza artificiale, Minority Report, Prova a prendermi, The Terminal, La guerra dei mondi, Munich, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, War Horse, Lincoln, Il ponte delle spie, Il GGG – Il grande gigante gentile.

Spielberg prima del cinema

Steven Allan Spielberg è nato a Cincinnati, in Ohio, il 18 dicembre 1946 da due genitori ebrei. Il padre era un ingegnere elettronico, la madre una pianista; Spielberg iniziò subito a guardare, scrivere, pensare e girare film: i primi con le telecamere Super 8. Uno dei suoi primi cortometraggi lo girò a 12 anni: si intitolava The Last Gun ed era un western di circa 10 minuti, in cui lui era anche l’attore principale. Spielberg non ha mai fatto una scuola di cinema: iniziò a lavorare nel cinema perché dopo essere andato a studiare in California iniziò a frequentare gli Universal Studios. Il suo primo cortometraggio “professionale” si intitola Amblin’ (da cui prese poi il nome la sua prima casa di produzione): parla di un viaggio nel sud della California fatto da due adolescenti piuttosto hippie. Qualche anno prima Spielberg aveva però già diretto un lungometraggio, a 17 anni: si intitolava Firelight ed era un film su un’invasione aliena.

Qualche cameo da attore

Raramente, ma Spielberg ha anche recitato, spesso facendo piccoli cameo “alla Hitchcock” nei film che dirigeva o produceva. Spielberg è quello sulla sedia a rotelle elettrica nei Gremlins, è il turista all’aeroporto di Indiana Jones e il tempio maledetto, è un impiegato in The Blues Brothers, la voce che parla alla radio in Lo squalo, Steven Spielberg in Austin Powers in Goldmember, uno che mangia i popcorn in Il mondo perduto – Jurassic Park. È anche nel video Liberian Girl, di Michael Jackson.

Quattro Oscar e un Razzie

Spielberg ha vinto il suo primo Oscar nel 1987: ma era un premio particolare, il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, che veniva assegnato per meriti generali e non per un film specifico. Poi ne ha vinti altri due nel 1994 (Miglior film e Miglior regia per Schindler’s List) e uno nel 1999, per la regia di Salvate il soldato Ryan. Spielberg ha però vinto anche un Razzie Award, i premi dati ai peggiori film dell’anno (gli Oscar al contrario, dicono): nel 2008 Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo vinse il premio come peggior prequel, sequel o remake dell’anno (e in effetti era davvero brutto).

La scommessa con Lucas

A metà degli anni Settanta un giovane George Lucas provò a vendere una sceneggiatura intitolata Guerre Stellari e dopo qualche fatica ci riuscì. Le riprese di Guerre Stellari furono lente e costarono molto più del previsto: per questo motivo, a un certo punto, Lucas andò a visitare un suo amico che stava girando un altro film di fantascienza: era Steven Spielberg e il film che stava girando era Incontri ravvicinati del terzo tipo. Secondo quanto raccontò Spielberg in un’intervista, Lucas arrivò da lui lamentandosi dei molti problemi riguardo al suo progetto, a cui teneva moltissimo. Lucas passò qualche giorno sul set di Incontri ravvicinati, per riposarsi e ricaricare le batterie. Dopo qualche giorno Lucas si convinse che Incontri ravvicinati del terzo tipo avrebbe avuto molto, molto più successo di Guerre Stellari. Decise allora di proporre una scommessa a Spielberg: «Oddio, il tuo film farà molto più successo di Guerre Stellari! Sarà il miglior film di tutti i tempi. Il set è magnifico, stai facendo delle cose pazzesche. Senti: facciamo uno scambio. Io ti do il 2,5 per cento dei guadagni di Guerre Stellari e tu mi dai il 2,5 per cento di quelli di Incontri ravvicinati». Spielberg accettò: il suo film divenne un bel film, che andò bene. Guerre Stellari  – che più tardi fu rititolato Star Wars: Una nuova speranza – divenne quello che sapete. Non che Lucas se la passi male, eh: secondo Forbes è lo statunitense più ricco, tra quelli considerati “celebrità“. Il secondo in questa lista è Spielberg.

Steven Spielberg e Drew Barrymore

Nel 1982, sul set di E.T. l’extra-terrestre, di cui forse dovreste già aver sentito parlare.

La faccia Spielberg

C’è un tratto comune a tutti i film di Spielberg, e sorprendentemente non è la vita extraterrestre o preistorica. E neanche i nazisti. Si tratta della “faccia Spielberg”: occhi sbarrati, bocca aperta o socchiusa, lo sguardo di chi è sopraffatto dall’incredulità. Il video qui sotto è stato ispirato dal saggio fotografico di Matt Patches: “The Spielberg Face: A Legacy”.

Quelli che non ha fatto

Non si può mai dire con certezza quanto certi attori o registi siano stati vicini a certi film: nel caso di Spielberg si è spesso parlato di molti film che avrebbe potuto fare e invece, per vari motivi, non fece. Pare che negli anni Settanta lui si propose per dirigere un film su James Bond, ma non lo vollero. Sembra anche che Spielberg si rifiutò di dirigere uno dei film su Harry Potter, ritenendo la cosa troppo poco intrigante. Si dice anche che fu vicino a dirigere Un mondo perfetto (uscito nel 1993) e poi Rain Man – L’uomo della pioggia, del 1988.

È il proprietario di QUELLA slitta

Negli anni Novanta Spielberg pagò 66mila dollari per comprare la slitta utilizzata da Orson Welles durante le riprese di Quarto potere, e un milione di dollari per gli Oscar vinti da Clark Gable per Accadde una notte e da Bette Davis per Paura d’amare e La figlia del vento.

Potreste aver giocato a un “suo” videogioco

Se dal 1999 in poi avete giocato a Medal of Honor, un gioco di guerra per PlayStation: Spielberg ne ha scritto la storia e l’ha prodotto.

Obama, di Spielberg

Qualche anno fa Spielberg interpretò se stesso in un breve video divertente trasmesso durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, un evento annuale nel quale il presidente degli Stati Uniti incontra i giornalisti che seguono la Casa Bianca e molti altri ospiti e celebrità. Disse – scherzando – di aver deciso di fare un film su Obama, con protagonista Daniel Day-Lewis, ovviamente.

Non ne farà mai uno con i supereroi

In un’intervista con Associated Press su Il ponte delle spie disse:

«Abbiamo visto finire il cinema western, e arriverà un tempo in cui vedremo il cinema di supereroi fare la stessa fine. Poi non vuol dire che un giorno non possa tornare il cinema western o quello dei supereroi»

Durante l’intervista Spielberg spiegò che i generi cinematografici sono ciclici, seguono i gusti della cultura popolare. “Verrà un giorno in cui le storie mitologiche saranno sostituite da qualche altro genere a cui magari sta pensando proprio ora qualche giovane regista”.

Non c’è mai all’ultima ripresa

L’ultimo giorno di riprese di Lo squalo Spielberg temeva che attori e troupe lo volessero buttare in acqua, per festeggiare la fine del film. Decise quindi di non andare sul set e affidare ad altri le ultime riprese (che di solito sono poco importanti, perché il grosso è già stato fatto). Sembra che da allora Spielberg abbia mantenuto questa tradizione per ogni suo film.

Spielberg in 30 scene

Le ha raccolte in un video Jacob T. Swinney, che ha scritto: «Prima ancora di sapere che cosa fosse un regista, sapevo chi era Steven Spielberg. Credo sia perché Spielberg ha creato alcune delle più iconiche scene della storia del cinema. Molti registi hanno una scena che li consegnerà alla storia. Spielberg ne ha decine. Questo video mostra il lavoro di Spielberg in 30 scene memorabili, una per ciascuno dei suoi lungometraggi. Dalla silhouette di una bicicletta che si staglia sulla luna alle piccole increspature in un bicchiere d’acqua, questo è Steven Spielberg.»

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