• Cultura
  • martedì 27 settembre 2016

Architetture circolari

12 scelte tra le quasi 200 raccolte su Instagram da circularspaces: piantine di case, prigioni e templi, attuali e antiche, costruite o rimaste su carta

Alcune immagini dell'account di Instagram circularspaces

Gli edifici e i complessi dalla pianta o dalla struttura circolare esistono dai tempi antichi: venivano utilizzati per case e templi, e poi più avanti nel tempo sono stati impiegati per carceri, biblioteche, cimiteri e complessi architettonici di ogni tipo. Oltre a essere più o meno funzionali, le piantine circolari sono decisamente belle da vedere per l’equilibrio, l’eleganza e il senso di misura delle proporzioni: l’account Instagram circularspaces ne raccoglie quasi duecento, tra edifici antichi (come il Tempio di Vesta a Roma o Stonehenge), opere di architettura contemporanea (come il padiglione estivo del 2012 della Serpentine Gallery di Londra) e progetti mai realizzati (tipo il Panopticon, un “carcere perfetto” progettato nel Settecento). L’account esiste da un anno ed è costantemente aggiornato.

Il Panopticon di Jeremy Bentham

Il filosofo inglese Jeremy Bentham (1748-1832) fu tra i principali esponenti dell’utilitarismo e aveva idee molto progressiste per il suo tempo; il suo corpo, che chiese di mummificare è tuttora esposto in una sala pubblica dello University College di Londra. Bentham era a favore di una maggiore libertà personale, della parità di diritti tra uomini e donne, del divorzio, dell’abolizione della schiavitù e delle punizioni fisiche, e fu uno dei primi a parlare di diritti degli animali. Una delle cose per cui è più ricordato è il Panopticon, un progetto di carcere ideale che permetteva ai carcerieri di controllare facilmente tutti i prigionieri (la parola “Panopticon” significa, in greco, “osservare tutti”): all’interno prevede una torre di guardia centrale circondata da una costruzione circolare dove si trovano le celle dei prigionieri, illuminate dall’esterno e separate da muri spessi. Anche se una prigione del genere non fu mai realizzata mentre Bentham era in vita, le sue idee influenzarono la costruzione di moltissimi carceri successivi.

L’immagine pubblicata da circularspaces è un progetto dell’architetto Willey Reveley, basato sulle idee di Bentham, risalente al 1791.

Plan of #JeremyBentham’s #Panopticon penitentiary, drawn by Willey Reveley, 1791. *Mirrored, #circularspaces

Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

Un villaggio Musgum in Camerun

Circularspaces raccoglie le piantine circolari di alcuni villaggi africani, tra cui uno dei Musgum del Camerun. Le loro costruzioni sono fatte di fango ed erba e hanno spesso una forma conica o che ricorda le celle degli alveari, con in cima un piccolo foro per fare uscire il fumo. Oggi poche persone dell’etnia Musgum continuano a costruire case in questo modo.

Plan of Musgum mud huts, Cameroon. #circularspaces Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

Torre del Chicago Tribune

Questo progetto per la Torre del Chicago Tribune non fu mai realizzato: è di Adolf Loos (1870-1933), un architetto austriaco considerato tra i pionieri dell’architettura moderna, che rifiutava qualsiasi tipo di ornamento. Il progetto, che Loos presentò a un concorso del 1922, prevedeva la costruzione di un grattacielo a forma di colonna dorica in marmo nero. Il concorso fu vinto dagli architetti di New York John Mead Howells e Raymond Hood, che proposero un grattacielo in stile neo-gotico, quello che poi fu costruito.

Plan for the Chicago Tribune Tower competition by Adolf Loos. #unbuilt #circularspaces

Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

Il padiglione estivo della Serpentine Gallery del 2012

Ogni anno dal 2000 la Serpentine Gallery, una galleria d’arte moderna e contemporanea nei Kensington Gardens di Londra, commissiona a un architetto diverso un padiglione estivo, che viene poi smontato e venduto all’asta a fine stagione. Nel 2012 il progetto fu affidato allo studio svizzero Herzog & De Meuron che lo realizzò insieme all’artista e architetto cinese Ai Weiwei. Nell’immagine pubblicata da circularspaces si vedono, in colori diversi, le tracce delle fondamenta di sette precedenti padiglioni. Il padiglione del 2012 era scavato nel terreno a una profondità di cinque metri: si sollevava da terra di un metro e quaranta e tra i materiali principali degli interni c’era il sughero. Lo spazio era coperto da una piattaforma sostenuta da dodici colonne, quante le edizioni della manifestazione e conteneva dell’acqua che si poteva rimuovere secondo le esigenze.

Il tempio di Vesta a Tivoli

Vesta era la dea romana del focolare domestico; sorella di Giove e Giunone, veniva venerata in particolare dalle donne. A Roma si vedono ancora i resti del tempio a lei dedicato nella parte orientale del Foro Romano; circularspaces riporta la piantina di quello di Tivoli, in provincia di Roma, che fu costruito nell’80 a.C. e che nel Medioevo fu trasformato nella chiesa di Santa Maria Rotunda. Nel disegno si vedono 18 colonne, che sono di ordine corinzio, ma ne restano solo 10; quando fu costruito aveva un tetto conico. Il tempio di Vesta fu riscoperto e studiato da famosi artisti del Rinascimento, tra cui l’architetto Andrea Palladio, nel 1740 fu riprodotto nelle incisioni di Giovanni Battista Piranesi e nell’Ottocento veniva rappresentato spesso nei quadri degli artisti romantici.

Una torre del silenzio

Le torri del silenzio sono strutture tipiche dello Zoroastrismo, una religione nata nell’impero persiano (più o meno l’odierno Iran) tra il settimo e il sesto secolo a.C. Le torri servivano – e in alcuni casi servono tuttora ai seguaci del culto – per esporre i corpi dei morti e farli mangiare dagli uccelli necrofagi, come gli avvoltoi, perché secondo lo zoroastrismo i cadaveri non possono contaminare la terra e il fuoco. Le ossa dei cadaveri venivano poi riposte in un ossario al centro della torre. La cima delle torri era una piattaforma quasi piatta, con il bordo leggermente rialzato rispetto al centro: i corpi degli uomini erano disposti sul bordo esterno, quelli delle donne subito dopo, e quelli dei bambini al centro.

Plan of a typical “Tower of Silence” (Persian: دخمه), the raised circular building is used by Zoroastrians to place the bodies of the dead, exposing the corpse to the sun and birds of prey. The doctrinal rationale for exposure is to avoid contact with earth or fire, both of which are considered sacred. The roof is almost flat, with the perimeter being slightly higher than the center. The space is divided into three concentric rings: The bodies of men are arranged around the outer ring, women in the second circle, and children in the innermost ring. Once the bones have been bleached by the sun and wind, which can take as long as a year, they are collected in an ossuary pit at the center of the tower, where – assisted by lime – they gradually disintegrate, and the remaining material – with run-off rainwater – runs through multiple coal and sand filters before being eventually washed out to sea. #circularspaces

Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

Stonehenge

Stonehenge è il misterioso e celebre complesso preistorico di pietre situato nel sud dell’Inghilterra, costruito circa 5000 anni fa. Non conosciamo esattamente il motivo per cui fu costruito e come fu utilizzato nei secoli, nonostante decenni di scavi archeologici e ricerche. Secondo alcuni studiosi era un complesso funerario, mentre secondo altri era ritenuto dai credenti un luogo magico, destinato alle cerimonie per i vivi e non per i morti. Oggi il circolo di Stonehenge è composto da 93 pietre e da molti secoli probabilmente si trova più o meno nelle stesse condizioni: fu abbandonato nel 1600 a.C., più di 3500 anni fa. Il primo circolo di pietre invece fu posato probabilmente nel 3000 a.C. Le pietre verticali che formano il monumento vero e proprio – e che sono alte fino a 4 metri e mezzo – furono innalzate nel 2500 a.C. Da quel momento fino al 1600 sono state attestate varie fasi di costruzione.

  The archaeological plan of Stonehenge, by #BureauA, #circularspaces   Una foto pubblicata da @circularspaces in data:


Steelhenge

Per la Biennale degli spazi d’arte indipendenti di Ginevra del 2015, lo studio di architettura svizzero BureauA ricreò la forma di Stonehenge usando 50 container blu e chiamò lo spazio Steelhenge – “steel” in inglese significa “acciaio”. I container furono scelti perché la Biennale durava solo per pochi giorni, il budget era ridotto e servivano quindi materiali poco costosi e riutilizzabili. La forma di Stonehenge invece fu scelta per ricordare i luoghi della cultura alternativa della città di Ginevra, che come la civiltà che costruì Stonehenge, è stata dimenticata.

Piazza d’Italia

A New Orleans, in Louisiana, c’è una piazza che si chiama Piazza d’Italia: fu progettata dall’architetto postmoderno Charles Moore e costruita tra il 1975 e il 1978. Nella piazza c’è una grande fontana con la forma dell’Italia per ricordare i numerosi immigrati italiani che si stabilirono a New Orleans tra fine Ottocento e inizio Novecento. Gli altri elementi architettonici della piazza sono un semicerchio di colonne, una torre dell’orologio, un campanile e un tempio romano stilizzati. La piazza si rovinò in fretta perché i lavori nell’area circostante non furono mai finiti: per questo viene considerata la prima “rovina postmoderna”, anche se nel 2004 è stata restaurata.

  Plan for Piazza d’Italia, New Orleans, by #CharlesMoore, #built in 1975, #circularspaces   Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

Progetto del Cenotafio egizio di Étienne-Louis Boullée

Étienne-Louis Boullée (1728-1799) è ricordato più per i progetti che non furono realizzati che per quelli che lo furono. Fu un cosiddetto “architetto utopista”, che non disegnava edifici per costruirli: erano progetti simbolici che ebbero una grande influenza nella storia dell’architettura. Il più famoso è il Cenotafio di Newton: una gigantesca tomba per lo scienziato inglese, un’enorme costruzione di forma sferica. Invece il progetto del Cenotafio egizio prevedeva la costruzione di un cono; il progetto risale al 1782.

Plan for a cenotaph pyramid rotunda, by #ÉtienneLouisBoullée, 1782, #unbuilt, #circularspaces   Una foto pubblicata da @circularspaces in data:


 

Pantheon

Il Pantheon è uno degli edifici più famosi di Roma. Anticamente era un tempio dedicato a tutti gli dei romani ma nel 609 fu consacrato come chiesa cristiana. La struttura originale fu costruita nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, come si legge ancora sulla facciata, ma la struttura attuale fu commissionata dall’imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C., dopo che era stato danneggiato da alcuni incendi. Oggi è ancora una chiesa e ospita le tombe di personaggi storici: quelle dei primi due re d’Italia, Vittorio Emanuele II e Umberto I, quella del pittore Raffaello Sanzio e dell’architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Il fatto di essere stato trasformato in una chiesa ha fatto sì che il Pantheon venisse conservato e non cadesse in rovina o fosse distrutto come la maggior parte dei templi di Roma.

Plan for the #Pantheon, Rome. Current building was #built between 118-128 AD. #circularspaces Una foto pubblicata da @circularspaces in data:


Burning Man

Ogni anno dal 1991 nel deserto del Nevada, negli Stati Uniti, viene organizzato Burning Man, uno dei festival più strani e famosi del mondo. Migliaia di persone si radunano nel deserto per costruire Black Rock City, “una metropoli temporanea dedicata all’arte e alla comunità”, una città che non esiste prima del festival e non esiste dopo, che viene creata durante il festival e smantellata completamente pochi giorni dopo. La città ha una struttura semicircolare: al centro viene eretta una statua di legno che viene bruciata durante l’evento più importante del festival. Black Rock City è pianificata in maniera molto attenta e rigorosa, con strade con nomi e spazi ben distinti. Anche le regole di convivenza sono molto precise: ognuno deve essere autosufficiente, portandosi quindi cibo, acqua e tutto quello che serve per passare una settimana nel deserto del Nevada, d’estate.

L’immagine pubblicata da circularspaces mostra il progetto di Black Rock City del 1999.

The 1999 plan for #BurningMan at Black Rock City, Nevada. #circularspaces (via @chieuanh)   Una foto pubblicata da @circularspaces in data:

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