Il presidente delle Filippine ha chiamato Obama “figlio di puttana”

Rodrigo Duterte ha detto che non accetta domande sulle uccisioni sommarie promosse dal suo governo, Obama ha cancellato l'incontro con lui

(NOEL CELIS/AFP/Getty Images)

Lunedì 5 settembre Rodrigo Duterte, il controverso presidente delle Filippine in carica da poco più di due mesi, ha partecipato a una conferenza stampa poco prima di partire per un vertice internazionale nel Laos, e durante il quale avrebbe dovuto incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Un giornalista ha chiesto a Duterte cosa avrebbe fatto se Obama gli avesse chiesto conto delle oltre duemila uccisioni sommarie di spacciatori di droga compiute dalla polizia e da comuni cittadini nell’ambito dell’autoritario programma di Duterte per combattere il narcotraffico nelle Filippine. Duterte ha risposto:

«Sono il presidente di uno stato sovrano, ed è da molto tempo che non siamo più una colonia. Non ho nessun padrone al di fuori dei cittadini filippini, nessuno di nessuno. Devi avere rispetto. Non devi fare domande. Figlio di puttana, ti insulterò in quell’incontro».

L’espressione usata da Duterte è stata “putang ina”, l’equivalente di “figlio di puttana” in lingua tagalog, la più parlata nelle Filippine. Duterte, oltre che per i metodi autoritari, violenti e repressivi con cui ha governato le Filippine negli scorsi mesi, è conosciuto per esprimersi spesso in modo volgare: aveva già chiamato “figlio di puttana” Papa Francesco, anche se dicendo di averlo fatto in tono scherzoso.

In seguito all’insulto ricevuto, Obama ha deciso di cancellare il suo incontro con Duterte, mentre come era già stato previsto incontrerà il presidente della Corea del Sud. Duterte ha diffuso un comunicato dicendo di essere dispiaciuto che il suo commento sia stato interpretato come un attacco personale nei confronti di Obama. Non era comunque chiaro se Obama avesse intenzione di discutere con Duterte delle esecuzioni sommarie nelle Filippine. Tra le altre cose, durante la conferenza stampa Duterte si è lamentato del fatto che le Filippine non abbiano ancora ricevuto le scuse dagli Stati Uniti per i crimini commessi durante il periodo coloniale (per la prima metà del Novecento le Filippine furono una colonia statunitense).

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