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  • domenica 28 agosto 2016

Cosa serve nei comuni terremotati, e cosa no

Già da alcuni giorni le principali organizzazioni sul posto dicono che non c'è bisogno di donazioni di cibo e beni materiali, ma di soldi

Un container di beni di prima necessità a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il 26 agosto 2016 (Carl Court/Getty Images)

Subito dopo il terremoto che ha interessato il Centro Italia lo scorso 24 agosto, moltissime persone hanno fatto delle donazioni alle organizzazioni che stanno dando assistenza alle persone rimaste senza casa. Grazie al numero 45500 attivato dalla Protezione Civile sono già stati raccolti più di 9,6 milioni di euro, destinati alle regioni colpite dal terremoto. Si può continuare a donare, con un SMS o una telefonata da rete fissa. C’è stata però un po’ di confusione iniziale su cosa sia davvero utile in questi giorni per le organizzazioni di soccorso e assistenza che stanno lavorando in Lazio, Umbria e Marche. Roberto Oreficini, dirigente del Dipartimento della Protezione Civile, ha spiegato a Repubblica: «In questo momento dal punto di vista assistenziale siamo autosufficienti». Oreficini ha anche specificato che attualmente è utile solo raccogliere donazioni in denaro, «perché quando più avanti verificheremo di cosa hanno davvero bisogno queste persone potremo fare acquisti». Anche la disponibilità a offrire posti letto vicino alle zone colpite però è utile: lo si può fare anche attraverso il servizio per affitti a breve termine Airbnb.

Il numero di sfollati – meno di 3.000 persone – è molto inferiore a quello degli sfollati dopo il terremoto dell’Aquila nel 2009 – furono circa 60mila persone – e per questo sono già stati raccolti viveri in abbondanza. Anche di capi di abbigliamento, oltre che di cibo, non c’è al momento bisogno: Oreficini ha spiegato a Repubblica che i vestiti non vengono distribuiti se non ne è nota l’origine, e che sono comunque necessarie procedure di igienizzazione. C’è insomma il rischio che se vengono donati troppi beni di cui non c’è bisogno il lavoro dei soccorritori sia reso più difficile. Già il 25 agosto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, i sindaci del territorio e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio avevano chiesto ufficialmente di non prendere iniziative di invio di materiali, medicinali compresi. In questo momento l’invio di oggetti può solo complicare il lavoro dei soccorritori.

Alcune associazioni di tutta Italia stanno raccogliendo vestiti e coperte (come può capitare di vedere sui social network), ma la Protezione Civile ha detto che non ce n’è bisogno per ora. La stessa Caritas, l’organizzazione della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa di beneficienza e ha stanziato 100mila euro per le regioni colpite dal sisma, non sta raccogliendo vestiti o materiali di alcun tipo per il momento.

La Croce Rossa Italiana, dopo aver organizzato una raccolta di acqua, posate di plastica, alimenti a lunga conservazione e prodotti di igiene personale, ha detto di non contribuire più portando cibo, ma solo facendo donazioni in denaro sul conto corrente gestito da Poste Italiane.

Le donazioni in denaro, oltre che con il 45500, possono essere fatte anche direttamente alle regioni colpite dal terremoto. Ai link corrispondenti a ogni regione si trovano le istruzioni per farlo:

Per quanto riguarda le donazioni di sangue, non c’è nessuna emergenza al momento, come ha specificato l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS). Già il 25 agosto la carenza di sangue per i feriti causata dai danni alle AVIS delle zone colpite dal terremoto è finita. Dal centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità avevano subito fatto sapere che la situazione era sotto controllo: c’erano delle scorte per i feriti, che comunque non sono state usate. L’AVIS ha anche ricordato che le donazioni di sangue sono importanti non solo nelle situazioni di emergenza, ma sempre; inoltre dato che prima di donare il sangue è necessario fare degli esami e dei controlli, per i nuovi donatori non è immediato riuscire a donare nei casi di emergenza. Si possono comunque fare donazioni in denaro anche all’AVIS, come è spiegato qui.

Anche l’organizzazione Save the Children, che si sta occupando di sostenere psicologicamente i bambini che vivono nelle zone del sisma e ha allestito una tenda ad Amatrice, ha organizzato una raccolta fondi a cui finora sono stati donati 3.880 euro.

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