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  • lunedì 18 luglio 2016

L’attacco sul treno in Baviera

Un afghano di 17 anni ha ferito 4 passeggeri con un'ascia vicino a Würzburg: è stato ucciso dalla polizia, nella sua casa è stata trovata una bandiera dell'ISIS, che ha rivendicato l'attacco

Würzburg, Baviera - Germania (Karl-Josef Hildenbrand/dpa via AP)

Nelle prime ore della notte di lunedì 19 luglio, un ragazzo di 17 anni ha ferito con un’ascia e un coltello quattro persone che stavano viaggiando su un treno nel sud della Germania, vicino alla città bavarese di Würzburg. L’autore dell’attacco, un migrante di 17 anni proveniente dall’Afghanistan, è stato ucciso dalla polizia mentre stava cercando di scappare. Poco dopo sono intervenuti i soccorritori sul treno, dove hanno trovato tre persone seriamente ferite e una ferita lievemente; altre 14 persone sono state soccorse perché in stato di choc.

Amaq Agency, una sorta di agenzia di notizie non ufficiale dello Stato Islamico (o ISIS), ha annunciato che l’attacco è stato condotto da “un combattente” del gruppo, ma senza specificare se avesse avuto contatti diretti con qualcuno dell’ISIS; nella sua abitazione è stata trovata una bandiera dello Stato Islamico. Secondo Amaq l’assalitore si chiamava Muhammad Riayad e, prima dell’attacco, aveva registrato un messaggio in cui diceva di essere “un soldato del Califfato” e di essere pronto a morire per la causa in un’operazione suicida, rispondendo all’appello dell’ISIS di combattere i paesi che partecipano alla coalizione internazionale che conduce bombardamenti contro il gruppo in Siria e in Iraq.

Le persone ferite sono originarie di Hong Kong, almeno stando alle informazioni raccolte nelle ultime ore dal South China Morning Post: un nucleo familiare composto da un uomo di 62 anni, con la moglie di 58 anni, una figlia di 27 anni e il suo ragazzo di 31. Insieme a loro c’era anche un altro ragazo di 17 anni, che non è stato ferito. Secondo la ricostruzione del giornale, l’uomo di 62 anni e il ragazzo di 31 hanno provato a proteggere il resto della famiglia dall’attacco.

Il ministro dell’Interno della Baveria, Joachim Herrmann, ha detto che l’autore dell’attacco era un rifugiato afghano che viveva da qualche tempo nella città di Ochsenfurt, a pochi chilometri di distanza da dove ha eseguito il suo assalto. Hermann ha inoltre detto che è stata perquisita la casa in cui viveva il ragazzo e che, nella sua stanza, è stata trovata una bandiera dell’ISIS dipinta artigianalmente. C’era anche un breve messaggio scritto in lingua pashtu che secondo Hermann indica che “potrebbe essersi radicalizzato da solo”. È stato descritto come una persona tranquilla dai suoi vicini, frequentava la moschea solo in alcune occasioni, ma non erano mai stati segnalati strani comportamenti.

Il ragazzo aveva fatto richiesta d’asilo in Germania ed era stato affidato a una famiglia, dopo avere lasciato il campo per rifugiati nella città. Secondo alcuni testimoni avrebbe gridato “Allahu akbar” (“Allah è grande”) prima di condurre l’attacco, ma sono in corso indagini e verifiche per confermare la circostanza. La polizia ha confermato di avere sparato contro il ragazzo quando questo ha provato a scappare dal treno.

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