La “Cartella Amica” di Equitalia

Arriverà per posta a chi ha tasse arretrate da pagare: contiene alcune proposte per rateizzare i pagamenti

(ANSA)
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Chi ha dei debiti con il fisco e non ha già concordato con Equitalia un piano di pagamento, riceverà nelle prossime settimane una cartella esattoriale con alcune proposte di rateizzazione formulate direttamente dalla società di riscossione. Il contribuente che vorrà aderire a una delle proposte dovrà soltanto firmare il modulo e poi consegnarlo agli sportelli, oppure spedirlo con raccomandata o per poste elettronica certificata (pec).

L’iniziativa, che è stata chiamata “cartella amica”, permetterà di scegliere tra vari piani di rateizzazione che non saranno inferiori alle 12 rate mensili, e vale solo per debiti che vanno da un minimo di 600 euro a un massimo di 50 mila euro. Per gli importi maggiori ci sarà la possibilità di arrivare fino a un massimo di 72 mesi.

Si chiama «cartella amica»: è il modulo con cui – in modo semplice e in italiano non burocratese – è possibile scegliere come pagare e in quante rate il proprio debito con il Fisco. Quindi, se vi dovesse arrivare a casa una delle 330 mila lettere spedite da Equitalia in questi giorni, di cui poco meno di 90 mila nelle aree metropolitane di Roma, Milano e Napoli, non fatevi prendere dal panico: il documento vale esclusivamente per i debiti compresi tra 600 e 50 mila euro ed è destinato ai contribuenti che non hanno mai attivato un piano di rateizzazione con Equitalia. Il modello è stato sottoposto a un test a febbraio a Varese, Firenze e Lecce: il risultato è stato giudicato dai tecnici molto positivo. Per questo l’esperimento è stato ora esteso a tutta Italia, Sicilia esclusa.
Meno burocrazia

Il progetto, voluto dall’ad, Ernesto Maria Ruffini, rientra nel più ampio piano di semplificazione per cambiare volto e «regole di ingaggio» ai servizi della società partecipata da Agenzia delle entrate e Inps. Quando arriva una busta col logo Equitalia, inutile negarlo, non scattano mai sorrisi. Anzi: «A volte l’impatto può essere profondamente negativo e la non conoscenza di alcuni strumenti che vengono incontro al contribuente può provocare angoscia e confusione» spiega Ruffini.

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