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  • lunedì 30 maggio 2016

La ragazza uccisa e bruciata a Roma

La storia di cronaca che da domenica occupa le pagine dei giornali: è stato fermato l'ex fidanzato, che ha confessato

L'auto bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Sara, in via della Magliana, 29 maggio 2016 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Sabato 28 maggio intorno alle 4.30 del mattino in via della Magliana a Roma, a pochi metri da un’auto incendiata e distrutta, è stato trovato il corpo semi-carbonizzato di Sara Di Pietrantonio, una studentessa di Economia di 22 anni. Dopo una notte di indagini e interrogatori la polizia ha fermato Vincenzo Paduano, 27 anni, guardia giurata, ex fidanzato della ragazza e sospettato di omicidio; il capo della squadra mobile di Roma ha detto che ha confessato.

Nella notte tra sabato e domenica scorsa i vigili del fuoco sono intervenuti in via della Magliana avvisati da alcuni abitanti della zona e automobilisti di passaggio, che avevano segnalato la presenza di un’auto in fiamme. Arrivati sul posto hanno trovato anche un secondo focolaio poco lontano, tra i cespugli del parcheggio di un ristorante: era il corpo di una donna. Sono arrivati la polizia, la scientifica e il magistrato di turno con il medico legale; la madre della ragazza, Concetta Raccuia, e lo zio. Raccuia stava cercando la figlia: alle 3.20 le era arrivato un messaggio sul cellulare con cui Sara Di Pietrantonio diceva di stare tranquilla e che sarebbe subito rientrata in casa. Dopo un’ora, non vedendola di ritorno, Raccuia ha avvisato la polizia e ha chiamato il fratello per andare a cercare la figlia: erano fuori da pochi minuti quando non lontano da casa hanno visto l’auto in fiamme circondata dai pompieri. L’auto era una Toyota Aygo che quella sera la madre aveva prestato alla figlia.

Secondo la ricostruzione dei principali giornali nazionali, nel pomeriggio di sabato Sara Di Pietrantonio era andata a un evento di danza con le amiche della scuola di ballo; poi con una di loro, Flaminia, era uscita per trascorrere la serata. Dopo il ritrovamento della macchina e del cadavere della ragazza, polizia e magistrati hanno trascorso l’intera giornata e la notte successiva interrogando gli amici di Sara. In questura è stato convocato anche l’ex fidanzato di Sara, Vincenzo Paduano, che è stato fermato: i due avevano avuto una relazione di circa un anno e mezzo, lei da qualche giorno lo aveva lasciato. Secondo Repubblica e altri giornali Paduano sarebbe la persona che compare in un video analizzato dagli investigatori e mostra una parte di quello che è successo quella notte. Dai fotogrammi del video, girato dalle telecamere di sicurezza di un’azienda di calcestruzzo che si trova sulla stessa strada dove era ferma l’auto di Sara Di Pietrantonio, si vedrebbe una persona che scende da una macchina affiancata a quella della ragazza, che sale su quella macchina, che poi risale sulla sua e parte. Dopo pochi secondi scoppia l’incendio.

Gli investigatori starebbero anche cercando di acquisire i video dei distributori di benzina della zona per capire se la persona del primo video si era fermata a comprare delle taniche di carburante. L’ipotesi è che prima della scena registrata nel video Sara Di Pietrantonio sia scappata dalla sua auto, forse perché inseguita, e che dopo aver percorso circa 300 metri a piedi sia stata raggiunta nel parcheggio del ristorante sul lato opposto della strada, forse picchiata o strangolata, come dimostrerebbero dei segni sul collo. Poi l’assassino sarebbe tornato indietro per bruciare la Toyota (come si vede nel filmato) e avrebbe dato fuoco alla ragazza ancora a terra, accanto a un muretto, con la camicetta sbottonata. Secondo il medico legale che ha svolto un primo esame, i due incendi – dell’auto e del corpo – non sarebbero collegati ma sarebbero episodi distinti.

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