Le indagini sugli attentati di Bruxelles

Due attentatori sono stati identificati - uno di loro era stato arrestato in Turchia e trascurato dalle autorità belghe -, un altro è ancora ricercato

Poliziotti belgi a Bruxelles (Carl Court/Getty Images)

Oggi il procuratore federale belga Frédéric Van Leeuw ha spiegato cosa si sa degli attentatori di Bruxelles, di come sono avvenute le esplosioni e a che punto sono le indagini. Gli attentati di martedì sono stati compiuti da quattro persone: tre all’aeroporto di Zaventem (due sono morte e sono state identificate, la terza è ricercata) e una nella metropolitana di Maalbeek (morta e identificata). Della foto segnaletica diffusa ieri dalla polizia belga sono stati identificati Ibrahim el Bakraoui e Najim Laachraoui. L’attentato nella stazione della metropolitana di Maalbeek è invece stato compiuto da Khalid El Bakraoui, fratello di Ibrahim. Nei due attentati di Bruxelles sono morte 31 persone e ci sono 250 feriti.

I giornali italiani dicono da questa mattina che tra i morti ci sarebbe anche una donna italiana che risulta dispersa da martedì: la notizia non è ancora stata confermata dal governo. L’altra notizia importante di oggi è che sono emersi diversi elementi che collegano gli attentatori di Bruxelles a quelli di Parigi, compiuti lo scorso novembre (qui la versione lunga della storia). Oggi l’aeroporto di Zaventem è rimasto chiuso, e sarà così anche domani. A Bruxelles ha riaperto la metropolitana – anche se alcune stazioni sono rimaste chiuse – ed è ripresa la circolazione dei tram e di alcuni bus. Per le strade ci sono moltissimi soldati e poliziotti, e ci sono state lunghe code alle stazioni dovute alle perquisizioni.

Nel tardo pomeriggio il presidente turco ha annunciato che Ibrahim El Bakraoui era stato detenuto in Turchia, e successivamente le autorità turche hanno dato maggiori informazioni: Bakraoui era stato fermato nel giugno 2015 proveniente dal Belgio perché sospettato di voler raggiungere i combattenti dell’ISIS in Siria. La Turchia aveva informato le autorità belghe che non ne avevano richiesto l’estradizione, affermando però di averlo arrestato in precedenza senza però trovare prove di sue relazioni col terrorismo: e quindi era stato deportato dalla Turchia nei Paesi Bassi su sua richiesta. Da uomo libero, aveva potuto muoversi liberamente e raggiungere di nuovo il Belgio.

17:56 23 mar 2016
Il punto delle indagini

Il procuratore federale belga Frédéric Van Leeuw ha fatto il punto sulle indagini nel corso di una conferenza stampa.
• Almeno quattro persone hanno partecipato agli attacchi di ieri.
• Solo due sono state finora identificate: Khalid el Bakraoui, che si è fatto esplodere nella metro di Maalbeek, e suo fratello Ibrahim, che si è fatto esplodere all’aeroporto di Bruxelles.
• Un terzo attentatore suicida è comparso in un video di sorveglianza dell’aeroporto insieme a Ibrahim el Bakraoui.
• Un quarto individuo, comparso anche lui nel video dell’aeroporto con un cappello nero in testa, è in fuga e attualmente ricercato.
• Il procuratore ha smentito che Najim Laachraoui, che secondo i giornali sarebbe il quarto attentatore, quello con il cappello nero in testa, sia stato arrestato, come avevano scritto diversi media locali nelle ultime ore: non è quindi chiaro se sia ricercato in connessione agli attacchi di ieri.
• Ieri sera la polizia belga è riuscita a risalire all’appartamento degli attentatori, nel quartiere di Schaerbeek. Nell’edificio sono stati trovati 15 chilogrammi di esplosivo artigianale TATP, 150 litri di acetone, una sostanza chimica utilizzata nella fabbricazione di esplosivi, due detonatori, una bandiera dell’ISIS e il testamento di Khalid el Bakraoui.
• Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha detto che uno degli attentatori di Bruxelles era stato fermato in Turchia a giugno e rimandato in Belgio.

17:52 23 mar 2016

Qualche informazione in più sulla notizia data da AP. Erdoğan ha detto oggi che il 14 giugno 2015 il governo turco aveva informato le autorità belghe che uno degli uomini che ieri ha partecipato agli attentati di Bruxelles era un “foreign fighter”, cioè che era andato a combattere in Siria e che aveva legami con il terrorismo. L’uomo era stato fermato in Turchia e rimandato in Belgio, non si sa ancora in quali circostanze. Ma secondo Erdoğan le autorità belghe lo avevano poi rilasciato.

17:42 23 mar 2016

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha detto che uno degli attentatori di Bruxelles era stato fermato in Turchia a giugno e rimandato in Belgio.

17:39 23 mar 2016

Uno dei più importanti esperti di jihad in Belgio, Pieter Van Ostaeyen, ha detto al Wall Street Journal: «Un’ampia rete dello Stato Islamico sta operando in Europa. Anche se le estremità della rete non si conoscono, quelli che ne fanno parte sono tutti collegati in un modo o nell’altro». Van Ostaeyen ha parlato anche delle accuse di inefficienza rivolte in queste ore al governo e all’intelligence belgi: «Il governo belga sta guardando dall’altra parte. Non vuole affrontare questo problema e poi sarà troppo tardi». 

Tra gli uomini che fanno parte della cosiddetta “rete di Bruxelles” c’è anche Najim Laachraoui, considerato l’artificiere degli attentati di Parigi e tuttora ricercato (non si è capito ancora il suo grado di coinvolgimento negli attentati di Bruxelles). La “rete di Bruxelles” era già attiva da diversi anni prima che le autorità cominciassero a smantellarla; e quando hanno iniziato era troppo tardi. Secondo il Wall Street Journal, questa è la dimostrazione di «come i funzionari della sicurezza europei abbiano sottostimato i rischi derivanti da decine di cittadini belgi che in precedenza erano andati in Siria per combattere».

17:21 23 mar 2016

Per domani è stata convocata una riunione straordinaria dei ministri degli Interni e della Giustizia dei paesi dell’Unione Europea.

17:20 23 mar 2016

Il quotidiano israeliano Haaretz ha scritto di avere saputo che i servizi di intelligence belgi, così come quelli di altri paesi occidentali, erano a conoscenza “con un alto grado di certezza” che erano stati pianificati degli attacchi imminenti che avrebbero potuto colpire l’aeroporto di Bruxelles e la rete metropolitana cittadina. Nonostante l’allerta i servizi di intelligence belgi non si sono riusciti a prevenire gli attentati.

17:13 23 mar 2016

Oggi a Bruxelles ci sono state lunghe code per superare i controlli alle stazioni della metropolitana e quelle ferroviarie. I servizi di treni ad alta velocità e gli aeroporti hanno consigliato di presentarsi molto in anticipo rispetto all’orario di partenza. La metropolitana è funzionante, ma alcune stazioni sono rimaste chiuse, e sono stati attivati dei bus per collegare la stazione Schumann alla stazione Centrale, tra le quali si trova la fermata di Maalbeek. I tram sono regolari, mentre stanno circolando solo alcuni bus.

16:45 23 mar 2016

Tra i messaggi di solidarietà e condoglianze ricevuti dal governo e dalla famiglia reale belgi ce n’è stato anche uno della Corea del Nord.

16:37 23 mar 2016

Sta circolando molto la storia di Mason Wells, un ragazzo americano di 19 anni dello Utah che ieri è rimasto ferito all’aeroporto di Zaventem: la cosa notevole è che i genitori di Wells hanno detto che il figlio si trovava a Boston quando nel 2013 ci fu l’attentato alla maratona. Ieri Wells, che è un missionario mormone, si trovava all’aeroporto di Bruxelles ad aspettare altri due missionari: nell’esplosione si è rotto il tendine d’Achille, è stato ferito da alcuni detriti e ha riportato delle bruciature. Il 15 aprile era a un isolato di distanza dal punto in cui esplosero le due bombe durante la maratona di Boston (Wells si trovava lì perché sua madre era tra i corridori). La famiglia di Wells ha anche detto che il figlio si trovava in Francia durante gli attentati di Parigi dello scorso novembre: non è chiaro se si trovasse proprio a Parigi, come scrive NBC, o semplicemente in Francia, come riporta ABC.

16:20 23 mar 2016

Il “testamento” di Ibrahim el Bakraoui citato dal procuratore Leeuw nella conferenza stampa è stato trovato in un computer abbandonato in un cestino della spazzatura vicino all’appartamento di Schaerbeek dal quale sono partiti i tre attentatori dell’aeroporto. Il procuratore ha citato un estratto del testamento, che era in formato audio: «Sempre in fuga, senza sapere più cosa fare, ricercato ovunque, non più sicuro e rischiando di finire vicino a lui in cella se si aspetta ancora». Secondo Le Soir, il “lui” potrebbe riferirsi a Salah Abdeslam.

16:04 23 mar 2016

Qui c'è un'analisi con un po' di pareri e aspetti sull'autenticità della radiografia diffusa ieri e pubblicata da molti siti, attribuita a un ferito negli attentati, in cui si vede una specie di bullone: e che rivelerebbe quindi che chiodi o simili sono stati usati con gli esplosivi.

15:56 23 mar 2016

Durante la conferenza stampa, il procuratore Leeuw ha detto che potrebbero esserci diversi sospettati connessi agli attacchi di ieri ancora in fuga, oltre a quello nella foto segnaletica dei tre attentatori dell’aeroporto di Zaventem diffusa dalla polizia. AFP ha messo insieme sei dei principali sospettati ricercati attualmente dalla polizia belga:

– l’attentatore a destra nella foto dell’aeroporto, che aveva con sé una bomba che non è esplosa e che è in fuga
– Najim Laachraoui, uno degli artificieri e dei coordinatori degli attentati di Parigi dello scorso novembre – di cui si conoscono i legami con Salah Abdeslam – e che inizialmente era stato erroneamente citato dai media come terzo attentatore dell’aeroporto (non è ancora chiaro se abbia partecipato agli attentati di ieri)
– Mohamed Abrini, sospettato di essere legato agli attentati di Parigi

AFP ha incluso anche i tre attentatori suicidi degli attentati di ieri: 

– Khalid el Bakraoui, l’attentatore della metropolitana di Maalbeek
– Suo fratello Ibrahim, l’uomo al centro della foto dell’aeroporto
– L’uomo sulla sinistra nella foto dell’aeroporto, non ancora identificato

15:41 23 mar 2016

Una mappa realizzata da AFP che spiega dove e quando sono avvenute le due esplosioni nell’aeroporto di Zaventem, a nove secondi di distanza l’una dall’altra e fuori dalla zona dove si può accedere solo dopo i controlli.

15:29 23 mar 2016

Oggi il re del Belgio Filippo e la regina Matilde sono stati all’aeroporto di Zaventem e all’ospedale Erasme di Bruxelles, dove sono ricoverati molti dei feriti negli attentati. Oggi pomeriggio andranno anche alla stazione di Maalbeek.

14:59 23 mar 2016

Scrive l’edizione europea di Politico che tre funzionari della Commissione europea sono rimasti feriti negli attentati di ieri. La sede della Commissione europea, insieme a quella del Consiglio dell’Unione Europea, si trova a poche centinaia di metri dalla stazione di Maalbeek.

14:54 23 mar 2016

Alcune foto della manifestazione che si è svolta a mezzogiorno in Place de la Bourse, a Bruxelles.

14:40 23 mar 2016

Ieri sera le campane della Katholieke Universiteit di Lovanio, in Belgio, hanno suonato “Imagine” di John Lennon. L’università ha scritto in un tweet: “La speranza deve sopravvivere”.

14:26 23 mar 2016

Intanto a Bruxelles è arrivata Anne Hidalgo, sindaco di Parigi.

14:04 23 mar 2016

Il procuratore Leeuw ha anche detto che l’esplosione nella metropolitana è avvenuta quando una parte del treno era già all’altezza della stazione di Maalbeek. Durante le operazioni di polizia di ieri a Schaerbeek, una persona è stata arrestata e interrogata.

14:01 23 mar 2016

Ricapitolando: dei tre sospettati per l’attentato all’aeroporto di Zamentev nella foto diffusa dalla polizia, uno è stato identificato come Ibrahim el Bakraoui, che si è fatto esplodere. Due invece non sono stati identificati (inizialmente i giornali belgi avevano scritto che quello a destra era Najim Laachraoui): gli uomini al centro e a sinistra sono i due attentatori che si sono fatti esplodere, mentre quello a destra, con il cappello, è tuttora ricercato. Il procuratore ha confermato che i tre sono arrivati all’aeroporto in taxi, e ha detto che anche il terzo attentatore aveva con sé una bomba, che però non è esplosa ed è stata neutralizzata successivamente dalla polizia.

13:29 23 mar 2016
Il punto sulle indagini

Il procuratore federale belga Frédéric Van Leeuw ha fatto il punto sulle indagini nel corso di una conferenza stampa oggi alle 13.

• Almeno quattro persone hanno partecipato agli attacchi di ieri.

• Solo due sono state finora identificate: Khalid el Bakraoui, che si è fatto esplodere nella metro di Maalbeek, e suo fratello Ibrahim, che si è fatto esplodere all’aeroporto di Bruxelles.

• Un terzo attentatore suicida è comparso in un video di sorveglianza dell’aeroporto insieme a Ibrahim el Bakraoui.

• Un quarto individuo, comparso anche lui nel video dell’aeroporto con un cappello nero in testa, è in fuga e attualmente ricercato.

• Il procuratore ha smentito che Najim Laachraoui, che secondo i giornali sarebbe il quarto attentatore, quello con il cappello nero in testa, sia stato arrestato, come avevano scritto diversi media locali nelle ultime ore: non è quindi chiaro se sia ricercato in connessione agli attacchi di ieri.

• Ieri sera la polizia belga è riuscita a risalire all’appartamento degli attentatori, nel quartiere di Schaerbeek. Nell’edificio sono stati trovati 15 chilogrammi di esplosivo artigianale TATP, 150 litri di acetone, una sostanza chimica utilizzata nella fabbricazione di esplosivi, due detonatori, una bandiera dell’ISIS e il testamento di Khalid El Bakraoui.

13:16 23 mar 2016

Il procuratore federale del Belgio ha detto durante la conferenza stampa iniziata poco dopo le 13.00 che il terzo sospettato per gli attentati di ieri, Najim Laachraoui, non è stato arrestato e che è ancora ricercato. La persona arrestata questa mattina, e inizialmente scambiata da molti giornali per Laachraoui è stata rilasciata

13:06 23 mar 2016

Un video che mostra la redazione di Le Soir, il principale quotidiano belga, durante il minuto di silenzio in onore delle vittime, che si è tenuto questa mattina a mezzogiorno.

13:02 23 mar 2016

L’agenzia AFP ha parlato con alcuni funzionari del ministero della Sanità, secondo cui il bilancio delle vittime, 31 morti e circa 260 feriti, è ancora provvisorio ed è probabilmente destinato a salire. È difficile, in particolare, stimare il numero preciso dei feriti e risalire alla loro identità. Secondo le prime ricostruzioni, i feriti apparterrebbero ad almeno 40 nazionalità diverse.

12:57 23 mar 2016

L’aeroporto di Zaventem rimarrà chiuso anche domani, giovedì, per i voli che trasportano passeggeri. Sul sito viene spiegato che le indagini forensi sono ancora in corso, e l’accesso all’aeroporto è vietato. Il comunicato dice anche che non sarà possibile stabilire una data per la riapertura finché non verrà valutata l’entità dei danni. I passeggeri che dovevano partire o arrivare all’aeroporto devono contattare la propria compagnia aerea: Ryanair ad esempio ha detto che i suoi voli saranno dirottati all’aeroporto di Charleroi. Lufthansa ha invece cancellato i voli in partenza o arrivo a Zaventem tra oggi e domani.

12:44 23 mar 2016

L’ultimo bilancio degli attacchi, diffuso dal portavoce del ministro della Sanità belga, è di 31 morti e 260 feriti.

12:29 23 mar 2016

Ora anche i media belgi che avevano inizialmente dato la notizia dell’arresto di Najim Laachraoui stanno dicendo che l’uomo arrestato in realtà è un altro. Le fonti belghe più affidabili avevano scritto di non essere riuscite a confermare la notizia, che però è stata ripresa da molti media internazionali, anche italiani.

12:23 23 mar 2016

La federazione calcistica belga ha comunicato che l’amichevole fra Belgio e Portogallo, prevista per il 29 marzo a Bruxelles, è stata annullata per motivi di sicurezza.

12:20 23 mar 2016
Cosa sappiamo del terzo sospettato

• Questa mattina diversi media locali hanno parlato di un’operazione di polizia nel quartiere di Anderlecht, a sud di Bruxelles.

• Dopo pochi minuti il quotidiano DH ha detto che nel corso dell’operazione era stato arresto Najim Laachraoui, il terzo sospettato per gli attacchi di ieri (qui potete trovare qualche informazione in più sulla sua storia), che secondo la polizia è sopravvissuto ed è attualmente in fuga.

• La notizia non è stata confermata ufficialmente. Secondo alcuni media, l’arresto è stato confermato da fonti giudiziarie in via ufficiosa, mentre altre testate sono più prudenti.

• Una risposta definitiva arriverà probabilmente alle 12:30 di oggi, quando ci sarà una conferenza stampa per fare il punto sulle indagini.

12:13 23 mar 2016

Da ieri, le bandiere davanti al palazzo della Commissione Europea, che si trova a poche centinaia di metri dalla stazione della metropolitana colpita nel corso del secondo attacco, sono tenute a mezz’asta in segno di lutto. Anche nel palazzo è stato osservato un minuto di silenzio.

12:09 23 mar 2016

L’aeroporto di Bruxelles resterà chiuso anche giovedì 24 marzo.

12:07 23 mar 2016

Il video del minuto di silenzio in Place de la Bourse, nel centro di Bruxelles, dove centinaia di persone si sono riunite questa mattina per onorare le vittime degli attacchi di ieri. Il minuto di silenzio è stato osservato in tutto il paese.

12:04 23 mar 2016

Intanto, accanto alle nuove conferme, ci sono anche molti dubbi sull’arresto del terzo attentatore, avvenuto questa mattina, secondo diversi media belgi e francesi. Una conferenza stampa degli investigatori è prevista per le 13 e sembra difficile che ci saranno conferme o smentite ufficiali prima di allora.

11:54 23 mar 2016

Il video disegnato da Makkox andato in onda nella puntata di ieri sera di Gazebo, su Rai Tre.

11:52 23 mar 2016

Un paio di cose su quello succederà oggi:

• Alle 12 sarà osservato un minuto di silenzio in tutto il Belgio in onore delle vittime degli attacchi di ieri.

• Alle tredici dovrebbe esserci una conferenza stampa degli investigatori in cui sarà fatto il punto su quello che è stato scoperto nelle ultime ore e sugli arresti di cui parlano da questa mattia numerosi giornali belgi.

• Alle 14 il primo ministro francese Manuel Valls si incontrerà con il primo ministro belga Charles Michel.

11:50 23 mar 2016

Questa mattina all’aeroporto di Fiumicino, a Roma, gli artificieri hanno fatto brillare un bagaglio sospetto, che poi si è scoperto contenere soltanto vestiti. La stessa cosa era successa ieri pomeriggio (la valigia in quel caso non era però stata fatta brillare).

11:46 23 mar 2016

A proposito del “possibile” morto italiano di cui, secondo diversi giornali, ha parlato il ministero degli Esteri: non ci sono ancora conferme, ma il capogruppo di Area Popolare alla Camera, l’ex ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, dice che secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi si tratta di una donna che era data per dispersa. 

11:39 23 mar 2016

Qui trovate un grafico dell’Economist che mostra tutti gli attacchi avvenuti in Europa occidentale dall’11 settembre 2001 ad oggi e il numero di morti che hanno causato.

11:36 23 mar 2016

Tra i feriti nell’attentato all’aeroporto Zaventem di ieri c’è anche Sebastien Bellin, un ex giocatore di basket belga-brasiliano, che ha giocato anche negli anni Novanta nelle squadre di college americane dei Marist Red Foxes e degli Oakland Golden Grizzlies, e nella nazionale belga. Bellin, che è alto 2,06 metri e giocava come centro, è rimasto ferito alla gamba, ed è stato operato, ma dovrà subire altri interventi per rimuovere completamente i frammenti. Una sua foto, disteso a terra e con la gamba sinistra sanguinante, era circolata molto ieri dopo l’attentato.

11:30 23 mar 2016

Altri media belgi e francesi riportano l’arresto del terzo attentatore, Najim Laachraoui. Secondo Michael Sephiha, giornalista del quotidiano economico De Tijd, Laachraoui sarebbe stato fermato in una pizzeria.

11:26 23 mar 2016

Oggi a mezzogiorno sarà osservato in tutto il Belgio un minuto di silenzio per onorare le 31 persone morte negli attacchi di ieri.

11:19 23 mar 2016

Diversi media belgi hanno riportato che il terzo sospettato degli attacchi di Bruxelles, Najim Laachraoui, sarebbe stato arrestato nel comune di Anderlecht: a dare la notizia è stato il giornale La Dernière Heure, una sorta di tabloid che ieri aveva diffuso per primo anche la foto dei sospettati agli aeroporti. La televisione RTL e il giornale l’Echo scrivono che l’informazione è stata confermata da alcune loro fonti nella polizia, mentre Le Soir e RTBF, solitamente più prudenti e affidabili, hanno scritto che non sono ancora riusciti a confermare la notizia.

11:11 23 mar 2016
Le notizie di oggi

• Tre sospetti autori degli attacchi sono stati identificati. Si tratta dei fratelli Khalid e Brahim El Bakraoui e di Najim Laachraoui. I primi due erano noti alla polizia per precedenti di criminalità comune, mentre il terzo è un ricercato internazionale.

• Non è chiaro se altri attentatori abbiano partecipato all’attacco né che cosa abbiano fatto esattamente i tre sospettati nel corso della mattina di ieri. Secondo le ricostruzioni, ancora piuttosto confuse, che circolano sulla stampa belga, Brahim si sarebbe fatto esplodere all’aeroporto, mentre suo fratello Khalid avrebbe colpito la stazione di Maalbek. Non è ancora chiaro quale sia stato il ruolo di Laachraoui.

• L’altra notizia importante di oggi è che sono emersi diversi elementi che collegano gli attentatori di Bruxelles a quelli di Parigi lo scorso novembre. Ad esempio, uno dei fratelli El Bakraoui aveva preso in affitto l’appartamento alla periferia di Bruxelles dove una settimana fa sono state trovate importanti tracce che hanno condotto all’arresto di Salha Abdeslam, l’unico superstite dei dieci attentatori di Parigi.

10:55 23 mar 2016

Secondo alcuni media belgi, il terzo sospettato degli attacchi di Bruxelles, Najim Laachraoui, sarebbe stato arrestato.

10:54 23 mar 2016

La televisione pubblica belga in lingua francese RTBF riporta ora che una “fonte di polizia” ha detto che Khalid el-Bakraoui, che insieme al fratello Brahim e a Najim Laachraoui è uno dei sospettati per gli attentati finora identificati, forse è il responsabile dell’attentato nella stazione della metropolitana di Maalbeek, e non di quello all’aeroporto come precedentemente riportato dai giornali belgi. Se questo fosse vero, non sarebbe quindi chiara l’identità del terzo uomo nella foto dei tre attentatori all’aeroporto diffusa dalla polizia, insieme a Laachraoui e a Brahim el-Bakraoui. Scrive il Guardian che è anche possibile che Khalid el-Bakraoui abbia partecipato all’attentato all’aeroporto, avvenuto intorno alle otto di mattina, e che si sia spostato a Maalbeek, dove l’esplosione è avvenuta poco più di un’ora dopo.

10:30 23 mar 2016

Time ha raccontato la storia dietro quella che probabilmente è la foto delle esplosioni all’aeroporto di Zaventem che è circolata di più, finita anche sulla prima pagina del New York Times: l’ha scattata Ketevan Kardava, una corrispondente della televisione pubblica georgiana che stava andando a Ginevra per seguire i colloqui tra Russia e Georgia. Kardava ha raccontato a Time: «Le porte e le finestre volavano, tutto era polvere e fumo. Intorno a me c’erano decine di persone senza gambe, per terra e coperte di sangue. Non potevo credere che avevo ancora le gambe. Ero in stato di shock». Dopo la seconda esplosione ha raccontato che tutti sono scappati, ma che lei ha sentito il dovere di fare delle foto, in quanto probabilmente unica giornalista nell’aeroporto. La donna con la giacca gialla nella foto, ha spiegato Kardava, non stava piangendo né gridando, si stava solo guardando intorno spaventata. Il Sun, un tablod inglese, ha scritto di essere riuscito a identificare la donna nella foto, e che è una hostess della compagnia aerea indiana Jet Airways.

10:28 23 mar 2016

Secondo la televisione pubblica belga in lingua francese RTBF, i tre attentatori sono arrivati all’aeroporto di Bruxelles in taxi. L’autista si è insospettito quando i passeggeri gli hanno impedito di aiutarli a prendere le valigie sistemate nel portabagagli. Così, dopo l’attentato, ha immediatamente chiamato la polizia. Secondo RTBF, l’uomo ha indicato alla polizia il luogo dove aveva prelevato i tre uomini. Non è ancora chiaro se quest’informazione abbia portato a dei risultati investigativi.

10:22 23 mar 2016

Il sito Euobserver ha registrato le varie reazioni dei partiti europei di destra radicale agli attacchi. Quasi tutti ne hanno subito approfittato per “mettere a segno punti a loro favore”, scrive il sito. Alcuni membri dello UKIP britannico, ad esempio, hanno chiesto la sospensione di Schengen, mentre la leader del Front National francese, Marine Le Pen, ha detto che il fondamentalismo islamico non è trattato in Europa con abbastanza serietà. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che si trovava a Bruxelles, ha pubblicato su Facebook una serie di slogan molto aggressivi e di fotografie che lo ritraggono in posa in varie parti della città, pochi minuti dopo gli attacchi.

10:13 23 mar 2016

Il primo ministro francese Manuel Valls ha detto oggi alla radio Europe 1 che più di 30 persone sono state collegate agli attacchi di Parigi dello scorso novembre: 11 sono morte, 12 sono in prigione e gli altri sono ricercati. A quanto pare, tre degli autori degli attacchi di ieri erano collegati proprio con gli attentatori di Parigi.

10:07 23 mar 2016

Anche i trasporti ferroviari hanno ripreso a circolare più o meno normalmente, ma è meglio arrivare in stazione con un po’ di anticipo. La polizia ha aumentato le misure di sicurezza e per aver accesso ai binari è necessario sottoporsi a una serie di controlli.

10:03 23 mar 2016

Cominciano ad emergere alcuni dettagli sul terzo sospettato, Najim Laachraoui, ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto poco prima degli attacchi. Laachraoui ha 24 anni ed è cresciuto a Schaerbeek, un quartiere di Bruxelles. Secondo la polizia è stato in Siria nel 2013. Dal 2014 era stato emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti. Secondo la televisione belga sarebbe uno degli artificieri che hanno preparato le bombe usate lo scorso novembre a Parigi.

09:52 23 mar 2016
E in Italia?

Dopo gli attentati di Bruxelles, il ministro degli Interni Angelino Alfano ha detto che l’Italia mantiene il livello 2 di allerta, che precede solo quello dell’attacco in corso. Alfano ha detto che sono stati potenziati i controlli sugli “obiettivi sensibili” e che stanno per essere firmati altri decreti di espulsione (una misura a cui le autorità italiane ricorrono piuttosto frequentemente nel caso di persone sospettate di reati collegati al terrorismo).

Alcuni giornali italiani parlano oggi di “cellule dell’ISIS” presenti in Italia. La Stampa dice: «Rapporti di intelligence accennano alla possibilità che cellule terroristiche legate all’Isis siano presenti in Italia». Il Corriere parla invece di una relazione riservata di tre pagine che Giampiero Massolo, il direttore del Dis (il Dipartimento di coordinamento dei servizi segreti), ha inviato la scorsa settimana al Copasir (l’organo parlamentare che controlla l’operato dei servizi segreti). La relazione sostiene che esistano in Italia delle «cellule terroristiche strutturate», ma il Corriere non specifica se si faccia direttamente riferimento allo Stato Islamico. Mercoledì mattina il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ridimensionato la minaccia e ha detto: «Abbiamo, come tutti i partner, messo in campo ogni misura di sicurezza necessaria, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia».

Se fosse verificata effettivamente la presenza di cellule dello Stato Islamico in Italia sarebbe una grossa notizia. A partire da metà degli anni Duemila e fino ad oggi il jihadismo in Italia si è sviluppato soprattutto con l’azione dei cosiddetti “lupi solitari”, cioè persone che si sono “radicalizzate” in Internet senza frequentare moschee o centri islamici e che non fanno parte di cellule strutturate ed estese sul territorio. Di recente sono stati fatti anche alcuni arresti che hanno mostrato l’esistenza di piccole reti legate al terrorismo (per esempio la cosiddetta “rete balcanica” e una serie di arresti in Sardegna), ma è presto per dire che sia cambiato il tipo di minaccia. Inoltre, almeno finora, il lavoro dell’antiterrorismo in Italia è stato considerato molto buono e l’Italia è rimasto uno dei pochi grandi paesi al mondo a non avere subìto grossi attentati di ispirazione islamica negli ultimi vent’anni.

09:50 23 mar 2016

AFP ha twittato una mappa che mostra i principali attacchi islamisti nel mondo dall’1 gennaio del 2015. Il più grave è stato quello compiuto dallo Stato Islamico in Sinai (Egitto) lo scorso novembre, quando un aereo di una compagnia russa precipitò a causa di una bomba portata a bordo da un terrorista. La mappa mostra anche i diversi attacchi dei primi mesi del 2016, per esempio quelli nell’Africa occidentale compiuti da al Qaida nel Maghreb Islamico.

09:38 23 mar 2016

Sky TG 24 dice che secondo il ministero degli Esteri è probabile che ci sia un italiano tra i morti negli attacchi. Il ministero è in contatto con i familiari per accertarsi della sua identità.

09:32 23 mar 2016

La prima pagina de Le Soir, il più importante quotidiano belga: “Tenere duro” (qui trovate le altre prime pagine dei principali quotidiani internazionali).

09:24 23 mar 2016

Najim Laachraoui, che è sospettato di essere il terzo attentatore dell’aeroporto di Bruxelles, era ricercato dalla polizia belga, che lunedì aveva pubblicato su Twitter una sua fotografia.

09:17 23 mar 2016

Il video della cantante britannica Adele che ieri sera all’O2 Arena di Londra ha dedicato a Bruxelles la canzone “Make You Feel My Love” chiedendo al pubblico di cantare con lei.

09:11 23 mar 2016

Qui avevamo cercato di spiegare come mai in Belgio sembra esserci un numero così elevato di individui radicalizzati, che partono per andare a combattere in Siria e Iraq, oppure che decidono di compiere attacchi terroristici.

Non c’è una causa unica, ma probabilmente un insieme di cause: una consistente e poco integrata comunità musulmana, un alto livello di disoccupazione giovanile in quella stessa comunità, la facilità a procurarsi armi, la disponibilità di un sistema di comunicazioni e trasporti molto fitto e affidabile, le autorità anti-terrorismo inefficaci e mal equipaggiate, una grande instabilità politica.

09:06 23 mar 2016

Il terzo uomo nell’immagine ripresa dalle telecamere dell’aeroporto è Najim Laachraoui, già ricercato dalla polizia perché sospettato di avere collegamenti con gli attentatori che lo scorso novembre hanno attaccato Parigi. Secondo l’agenzia Reuters, la polizia ritiene che l’uomo sia sopravvissuto all’attacco e che sia al momento in fuga.

08:54 23 mar 2016

Secondo la polizia, c’è un potenziale collegamento tra i due fratelli ritenuti responsabili dell’attacco all’aeroporto di Bruxelles e Salah Abdeslam, l’attentatore di Parigi arrestato venerdì scorso.

Uno dei due, Khalid Brahim, aveva affittato con un falso nome un appartamento nel sobborgo di Forest, poco fuori Bruxelles. Nello stesso appartamento, la polizia belga ha fatto irruzione la settimana scorsa, causando uno scontro con i tre occupanti. 

Uno è stato poi ucciso, mentre altri due sono riusciti a fuggire. Nell’appartamento sono state trovate tracce di DNA e impronte digitali di Abdeslam che hanno aiutato nella sua cattura. Non è ancora chiaro se gli uomini fuggiti la settimana scorsa dall’appartamento fossero gli stessi fratelli Brahim.

08:53 23 mar 2016

Su Repubblica c’è un breve testo di Federica Mogherini che spiega le sue emozioni di ieri, quando ha pianto davanti alle telecamere parlando degli attentati di Bruxelles da Amman in Giordania.

Non è mia abitudine usare o mostrare emozioni in politica. Ma in una giornata come questa tutti hanno provato un dolore enorme, ed è semplicemente umano che questo dolore si possa manifestare. Nei comunicati scriviamo che i nostri pensieri vanno alle vittime e ai parenti, a volte può succedere che questo si esprima in modo meno ufficiale.

08:40 23 mar 2016

Intanto, l’aeroporto di Bruxelles resterà chiuso anche oggi. Più tardi, quando i tecnici dell’aeroporto avranno accesso al terminal danneggiato dalle esplosioni, sarà comunicata una possibile data di riapertura.

Il trasporto pubblico locale, invece, ha ricominciato a funzionare, anche se gradualmente e con una serie di misure di sicurezza aggiuntive.

08:37 23 mar 2016

Cominciano a essere noti i nomi delle persone uccise ieri, rivelati in alcuni casi dalle stesse famiglie e in altri dai governi nazionali: ma molti risultano ancora dispersi, con notizie non certe. Il Guardian racconta di Adelma Tapia Ruiz, 36 anni, che era all’aeroporto per salutare dei parenti di suo marito belga, che è rimasto ferito. Si era allontanato per seguire le bambine che si erano allontanate giocando, e dopo l’esplosione non ha più trovato sua moglie.

08:36 23 mar 2016

Qui potete leggere che cosa è successo ieri a Bruxelles e dove siamo arrivati oggi, in ordine e con qualche dettaglio in più.

08:31 23 mar 2016

Le prime pagine dei giornali italiani oggi sono tutte dedicate agli attacchi di Bruxelles. L’immagine dell’attacco all’Europa è quella più utilizzata nei titoli, mentre altri giornali, come è già accaduto in occasioni simili in passato, hanno fatto scelte più sopra le righe.

08:14 23 mar 2016

La televisione pubblica del Belgio in lingua francese RTBF ha detto che secondo fonti di polizia due dei tre uomini che hanno partecipato all’attentato di ieri all’aeroporto di Zaventem sono i fratelli Khalid e Brahim El Bakraoui. Khalid, ha spiegato RTBF, era già noto alla polizia per attività legate alla criminalità organizzata, ma non per legami con il terrorismo. Ieri la polizia aveva diffuso questa foto dei tre sospettati per l’attentato all’aeroporto, quello più a destra dei tre è la persona ancora ricercata dalla polizia.

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