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Elena Ferrante è tra i finalisti del Man Booker International Prize

È il più importante premio letterario britannico, che seleziona i migliori romanzi al mondo tradotti in inglese

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Sono stati annunciati i tredici romanzi finalisti del Man Booker International Prize 2016, il più importante premio letterario internazionale del Regno Unito. Tra i finalisti ci sono anche l’italiana Elena Ferrante con Storia della bambina perduta, l’ultimo capitolo della saga “L’amica geniale” pubblicato da E/O, i premi Nobel per la letteratura Orhan Pamuk e Kenzaburō Ōe, e autori emergenti come il congolese Fiston Mwanza Mujila e il finlandese Aki Ollikainen.

I libri, pubblicati da autori di 12 diversi paesi e tradotti in inglese, sono stati selezionati tra 155 libri da una giuria nominata dalla Man Booker Foundation: presieduta dal giornalista Boyd Tonkin del quotidiano Independent, comprende anche l’antropologa bengalese Tahmima Anam; David Bellos, direttore di un programma di traduzioni alla Princeton University; lo studioso Daniel Medin e la poetessa Ruth Padel.

Dal 2005 al 2015 il premio è stato assegnato ogni due anni all’opera omnia di un autore scritta in inglese o disponibile in inglese, ma da questa edizione si terrà ogni anno e verrà selezionata una singola opera, anche scritta in un’altra lingua e tradotta in inglese. Il concorso vuole infatti valorizzare e sostenere la letteratura straniera e dare importanza anche al lavoro dei traduttori. Per questo, il premio di 50mila sterline (quasi 65mila euro) sarà diviso equamente tra l’autore e il traduttore dell’opera vincitrice. Il 14 aprile la giuria annuncerà la lista definitiva dei sei libri finalisti, premiati ognuno con mille sterline (circa 1.300 euro) per l’autore e mille per il traduttore. Il vincitore sarà annunciato il 16 maggio.

Il Man Booker International Prize è il corrispettivo internazionale del Man Booker Prize, consegnato al miglior romanzo pubblicato in Regno Unito durante l’anno, che deve essere scritto originariamente in inglese e non tradotto. Nel 2015 è stato vinto dal Marlon James per il romanzo A Brief History of Seven Killings, che prende spunto dalla vita di Bob Marley per raccontare 30 anni di storia della Giamaica.

I 13 romanzi finalisti

– A General Theory of Oblivion di José Eduardo Agualusa (Angola), tradotto da Daniel Hahn e pubblicato Harvill Secker. Il titolo originale è Teoria Geral do Esquecimento.

– The Story of the Lost Child di Elena Ferrante (Italia), tradotto da Ann Goldstein e pubblicato da Europa Editions. Il titolo originale del libro è Storia della bambina perduta, pubblicato in Italia da E/O

The Vegetarian di Han Kang (Corea del Sud), tradotto da Deborah Smith e pubblicato da Portobello Books.

Mend the Living di Maylis de Kerangal (Francia), tradotto da Jessica Moore e pubblicato da Maclehose Press. È stato pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo Riparare i viventi, tradotto da Alessia Piovanello e Maria Baiocchi.

Man Tiger di Eka Kurniawan (Indonesia), tradotto da Labodalih Sembiring e pubblicato da Verso Books. È stato pubblicato in Italia da Metropoli d’Asia con il titolo L’uomo tigre, tradotto da Monica Martignoni.

The Four Books di Yan Lianke (Cina), tradotto da Carlos Rojas e pubblicato da Chatto & Windus.

Tram 83 di Fiston Mwanza Mujila (Repubblica democratica del Congo), tradotto da Roland Glasser e pubblicato da Jacaranda. In Italia è stato pubblicato da Nottetempo con lo stesso titolo, nella traduzione di Camilla Diez.

A Cup of Rage di Raduan Nassar (Brasile), tradotto da Stefan Tobler e pubblicato da Penguin Modern Classics. In Italia è stato pubblicato da Einaudi con il titolo Un bicchiere di rabbia, tradotto da Amina di Munno.

Ladivine di Marie NDiaye (Francia), tradotto da Jordan Stump e pubblicato da Maclehose Press.

Death by Water di Kenzaburō Ōe (Giappone), tradotto da Deborah Boliner Boem per Atlantic Books.

White Hunger di Aki Ollikainen (Finlandia), tradotto da Emily Jeremiah & Fleur Jeremiah e pubblicato da Peirene Press.

A Strangeness in My Mind di Orhan Pamuk (Turchia), tradotto da Ekin Oklap e pubblicato da Faber & Faber. Pubblicato in Italia da Einaudi col titolo La stranezza che ho nella testa, nella traduzione di Barbara La Rosa Salim.

– A Whole Life di Robert Seethaler (Austria), tradotto da Charlotte Collins e pubblicato da Picador. Pubblicato in Italia da Neri Pozza con il titolo Una vita intera, nella traduzione di Riccardo Cravero.

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