Hillary Clinton

Clinton ha vinto anche in South Carolina

E con un grande distacco su Bernie Sanders, per la prima volta in queste primarie: tra due giorni c'è il Super Tuesday

Hillary Clinton
(AP Photo/Gerald Herbert)

Hillary Clinton ha vinto le primarie dei Democratici in South Carolina, il quarto stato in cui si è votato per scegliere il candidato presidente degli Stati Uniti in vista delle elezioni del 2016. Clinton ha ottenuto il 73,5 per cento dei voti, superando Bernie Sanders di quasi 50 punti (Sanders ha ottenuto il 26 per cento dei voti). Il New York Times l’ha definita «la prima vittoria convincente di Clinton», che aveva vinto di poco in Iowa e Nevada e perso sonoramente in New Hampshire. Quelle del South Carolina sono state le ultime primarie prima del Super Tuesday in programma l’1 marzo, cioè una giornata in cui votano contemporaneamente una dozzina di stati diversi, sia alle primarie Democratiche che a quelle Repubblicane. Il risultato di ieri ha aumentato le possibilità di una vittoria schiacciante di Clinton al Super Tuesday e ha reso più improbabile per Sanders ottenere la nomination.

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Secondo gli esperti di politica americana, la vittoria di Clinton in South Carolina è stata importante per due motivi: perché ha confermato la debolezza di Sanders fra le minoranze etniche – il 28 per cento degli abitanti del South Carolina è di origine afroamericana, il 5 per cento ispanica – e perché ha evidenziato un netto vantaggio di Clinton nello stesso elettorato, cosa che qualche settimana fa era stata messa in dubbio da diversi commentatori. Sanders aveva anche assunto una persona incaricata di elaborare una strategia per attrarre i voti degli afroamericani e aveva investito in South Carolina 2 milioni di dollari in spot televisivi e pagato 200 persone per la propria campagna elettorale: i risultati di ieri sono però stati disastrosi: secondo gli exit poll, Clinton ha ottenuto il voto dell’86 per cento degli afroamericani che hanno votato.

Sanders ha anche un altro problema, già sottolineato più volte dai suoi critici: nonostante gli sforzi, non sta riuscendo a far passare messaggi diversi da quello della diseguaglianza economica, correndo il rischio di essere percepito come un single-issue candidate, un candidato che ha a cuore un unico tema. Secondo il Washington Post, parte della sua sconfitta in South Carolina è dovuta al fatto che solamente il 21 per cento degli elettori locali considera la diseguaglianza economica come il problema più importante. Circa il doppio ritiene che il tema più importante in questo momento riguardi il sistema economico e la creazione di lavoro, mentre il 22 per cento ha citato la sanità. Il New York Times ha sottolineato come Sanders venga considerato ancora molto lontano da un’immagine presidenziale: «a volte sembra più un appassionato portavoce di una serie di cause di sinistra, piuttosto che un candidato deciso a sconfiggere Clinton al prossimo giro».

Al Super Tuesday, Sanders potrebbe anche vincere qualche stato – lo staff di Clinton ha fatto i nomi di Colorado, Minnesota, Massachusetts, Oklahoma e Vermont: stati molto bianchi e molto di sinistra, come il New Hampshire – ma in queste settimane non è riuscito a lavorare a sufficienza sui suoi difetti: e se anche vincesse i cinque stati nominati qui sopra, otterrebbe solamente una piccola parte dei delegati necessari per rimanere in corsa, dato che gli stati più popolosi – e che quindi assegnano più delegati – sono anche quelli più variegati dal punti di vista etnico.

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