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Charles Perrault, le fiabe e i “Moderni”

Storia del famoso intellettuale francese, che nacque il 12 gennaio di 388 anni fa e che raccolse in un libro "La bella addormentata", "Pollicino" e "Il gatto con gli stivali"

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Un ritratto a olio di Charles Perrault

Oggi è il 388esimo compleanno di Charles Perrault che nacque a Parigi, in Francia, il 12 gennaio del 1628. Perrault è stato uno dei più grandi scrittori del suo tempo, famoso soprattutto per le sue raccolte di fiabe – genere letterario alla formalizzazione del quale ha dato un enorme contributo – e per la scrittura di testi religiosi: un soggetto di spicco nell’ambiente letterario francese del diciassettesimo secolo, fu membro della Academie Française e fu uno dei protagonisti della polemica “Moderni-Antichi” all’interno della stessa Academie.

Charles Perrault proveniva da una famiglia dell’alta borghesia francese: il padre era un avvocato che divenne parlamentare, uno dei fratelli – Claude Perrault – era un importante architetto che disegnò la facciata dell’ala est del Louvre di Parigi, fra gli altri ci furono un generale dell’esercito francese e un medico che divenne membro dell’Accademia delle Scienze. Perrault nacque a Parigi, studiò al College de Beauvais con ottimi risultati, lo abbandonò però in anticipo a causa di una discussione avuta con uno dei suoi professori sulla filosofia: in seguito alla discussione Perrault e un altro suo compagno decisero di mettersi a studiare filosofia per conto proprio. Si laureò in Giurisprudenza e diventò avvocato ma non esercitò la professione.

La polemica dell’Academie Française

Charles Perrault fu molto vicino a Jean-Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, e si occupò delle politiche artistiche e letterarie. Entrò a far parte dell’Academie Française nel 1671 e fu il capo dei “Moderni” nella polemica con gli “Antichi”: questi ultimi sostenevano che il livello massimo di produzione artistica fosse stato raggiunto dagli scrittori e poeti antichi greci e romani, pertanto le nuove opere potevano essere solo delle imitazioni di quelle classiche; i “Moderni” al contrario ritenevano che gli autori classici non fossero affatto insuperabili e che anzi bisognava cercare nuove forme artistiche. Una polemica del genere si era già tenuta in Italia durante il Rinascimento.

Le fiabe di Charles Perrault

Charles Perrault raccolse molte fiabe della tradizione popolare: nel 1697 pubblicò I racconti di Mamma Oca, con alcune delle fiabe più famose come La bella addormentata, Pollicino e Il gatto con gli stivali. Alcune di queste fiabe erano già state raccolte da Giambattista Basile in Lo cunto de li cunti (da cui ha tratto ispirazione il film “Il Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone), Perrault non si limitò però a raccogliere le fiabe così com’erano ma le arricchì con riferimenti alla vita francese del suo tempo e spesso sottolineandone l’aspetto morale. La paternità dei Racconti di Mamma Oca venne ufficialmente attribuita al figlio di Charles Perrault, Pierre: secondo l’intellettuale francese Marc Soriano il motivo è che Pierre Perrault era sotto processo per l’omicidio di un giovane in duello, con l’attribuzione della paternità dell’opera gli sarebbe stato permesso di ricevere la protezione della Corte Reale.

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