• Scienza
  • lunedì 28 settembre 2015

Quindi c’è acqua su Marte, e probabilmente è salata

Ed è allo stato liquido, probabilmente salata: secondo la NASA ci sono prove inequivocabili su un'ipotesi che circolava da tempo

(NASA.gov)

La NASA ha annunciato in una conferenza stampa che su Marte c’è acqua allo stato liquido, probabilmente salata, almeno stagionalmente nei periodi più caldi dell’anno marziano. I ricercatori sapevano da tempo dell’esistenza di acqua ghiacciata, ma non era invece mai stato confermato che potesse essercene allo stato liquido. Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, tre scienziati autori di una ricerca secondo cui le striature scure che appaiono ogni tanto nelle immagini che vediamo di Marte derivano dal passaggio o comunque della presenza periodica di acqua salata sul quarto pianeta del sistema solare. È una notizia molto importante,  che naturalmente porta all’ipotesi che quest’acqua ospiti o abbia ospitato forme di vita, per come le conosciamo.

Le foto di Marte a colori:

Di quest’ipotesi comunque si parlava da tempo: nel febbraio del 2014 le strumentazioni montate sul Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) – la sonda della NASA in orbita intorno al pianeta da circa 8 anni – avevano fotografato alcuni pendii sui quali stagionalmente compaiono alcune strisce nere, una sorta di canali, quando le temperature superficiali di Marte aumentano. Sugli stessi pendii erano state rilevate, indirettamente, variazioni di minerali ferrosi, forse dovute al passaggio di una soluzione acquosa che comprende gli stessi minerali che hanno la proprietà di ridurre il suo punto di congelamento. Le prime rilevazioni a distanza non avevano trovato indizi sulla effettiva presenza di acqua o sali minerali, in compenso avevano confermato la presenza di minerali ferrosi lungo le linee: e questi erano sensibilmente presenti sui pendii dove si pensava che potesse fluire l’acqua, mentre erano assenti sui versanti dove non erano mai state osservate le linee.

acqua-marte

La nuova ricerca
Per il loro nuovo studio, i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da MRO, studiando le caratteristiche chimiche delle linee scure stagionali. Grazie a uno spettrometro – uno strumento che può determinare il tipo di minerali osservando particolari lunghezze d’onda della luce – si è capito che le linee scure erano composte da sali con acqua all’interno dei loro cristalli. Secondo i ricercatori l’acqua ha quindi un ruolo chiave nel formare le striature osservabili periodicamente su alcuni pendii del pianeta.

Non è ancora chiaro da dove arrivi l’acqua, ma ci sono almeno tre differenti ipotesi. Una è che si formi nei sali perclorati in seguito all’aumento dell’umidità nell’atmosfera marziana in certi periodi dell’anno. L’acqua però potrebbe anche formarsi da uno strato ghiacciato che diventa liquido quanto entra in contatto con i sali. C’è infine l’ipotesi che possa trattarsi di una falda sotterranea, dalla quale a certe condizioni fuoriesce l’acqua. Secondo i ricercatori, comunque, si tratta di “prove inequivocabili” circa la presenza di acqua su Marte allo stato liquido.

Le foto di Marte in HD

I precedenti
Da anni i ricercatori NASA hanno trovato indizi di vario tipo sulla presenza, miliardi di anni fa, di acqua su Marte. Questi dati suggeriscono che il pianeta potesse essere rigoglioso e non desertico come è oggi, e fanno anche ipotizzare che da qualche parte si possano essere create falde sotterranee, ancora esistenti. Lo scorso marzo i ricercatori hanno calcolato che Marte potesse avere acqua a sufficienza da coprire circa il 20 per cento della sua superficie 4,5 miliardi di anni fa: e sulla base di questi calcoli già all’epoca non si escludeva che un po’ di acqua fosse rimasta, da qualche parte, in riserve sotterranee.

Nel 2013 il robot automatico (rover) della NASA Curiosity, aveva trovato le tracce di un antico lago nel quale ci sarebbero state le condizioni ideali per ospitare forme di vita, per come le conosciamo. Secondo i ricercatori il lago si originò circa 3,7 miliardi di anni fa e, sulla base delle rilevazioni di Curiosity, era lungo circa 50 chilometri e largo circa 5 chilometri nel suo punto di maggiore ampiezza. Un’altra volta, nel 2012, Curiosity aveva fotografato su Marte quello che con ogni probabilità un tempo era un corso d’acqua.

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