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  • sabato 19 settembre 2015

Cosa succede con il Colosseo

Ieri a Roma diversi siti archeologici sono rimasti chiusi per assemblee sindacali, il governo ha risposto approvando un decreto legge che trasforma i musei in "servizi essenziali"

(ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Venerdì mattina alcuni siti archeologici a Roma come il Colosseo, le Terme di Diocleziano, i Fori e gli scavi di Ostia antica hanno ritardato l’apertura fino alle 11 e 30 a causa di un’assemblea sindacale regolarmente comunicata e autorizzata. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha criticato duramente i sindacati per la decisione di chiudere i siti archeologici e di tenere fuori i turisti. Dell’assemblea, delle sue conseguenze e delle successive critiche si sta parlando da ieri su tutti i principali quotidiani nazionali.

Alle critiche di Matteo Renzi si è aggiunto anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha definito l’assemblea «uno sfregio al nostro paese». In risposta all’apertura ritardata del Colosseo, venerdì sera il Consiglio dei ministri ha annunciato l’emanazione di un decreto legge che trasforma i musei in “servizi essenziali”, come trasporti, produzione di energia elettrica, sanità e polizia. D’ora in avanti le assemblee e gli scioperi dei dipendenti dei musei dovranno essere autorizzati dal garante degli scioperi e il Soprintendente ai beni artistici e culturali avrà il diritto di precettare i lavoratori in caso di mancato accordo.

Mezz’ora dopo la fine delle assemblee, intorno alle 11 e 30, i siti archeologici romani hanno riaperto regolarmente. Altre assemblee si sono svolte in moltissimi musei italiani: a Firenze ad esempio hanno aperto in ritardo Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli e altri quattro musei. I dipendenti del ministero dei Beni Culturali si sono riuniti per discutere del mancato pagamento degli straordinari negli ultimi 11 mesi e la discussione del rinnovo del contratto, bloccato oramai da diversi anni. Altre questioni locali sono state discusse dalle varie assemblee.

Diversi commentatori hanno fatto notare come nel 2013 lo stesso Renzi, allora sindaco di Firenze, autorizzò la chiusura di Ponte Vecchio per un evento privato. Il blogger Leonardo Tondelli ha raccolto alcuni casi, come il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra, in cui importanti musei sono stati chiusi per ragioni sindacali.

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