Le ricerche degli attentatori di Charlie Hebdo

Si sono concentrate nel nordest della Francia, finora senza risultati: i due sospetti sono ancora in fuga, le manifestazioni di solidarietà continuano in tutto il mondo

Mercoledì 7 gennaio due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi intorno alle 11:30 per compiere una strage: hanno sparato con i loro kalashnikov uccidendo 12 persone e ferendone diverse altre, quattro delle quali restano in gravi condizioni. Per tutta la giornata di oggi sono andate avanti le ricerche dei sospetti, che la polizia dice essere due. Le cose che sappiamo finora non sono molte e le notizie continuano ad arrivare in maniera piuttosto confusa. La situazione attuale, comunque, si può sintetizzare in quattro punti.

– I due uomini sospettati di essere responsabili dell’attacco di mercoledì contro Charlie Hebdo – Said e Chérif Kouachi, due fratelli sulla trentina – sono ancora ricercati dalla polizia. Le ricerche sembra siano concentrate nella regione della Piccardia, nel nord-est della Francia, ma finora non hanno portato a niente. AFP ha scritto che i due uomini hanno abbandonato la Renault Clio grigia su cui viaggiavano e si stanno muovendo a piedi. La polizia non ha confermato questa notizia.

– Le Figaro ha scritto che sulla Citroën C3 abbandonata mercoledì dai due sospetti sono state ritrovate alcune bandiere con frasi che inneggiano al jihad e alcune bombe molotov. La notizia non è stata confermata dalla polizia. Diversi media statunitensi hanno scritto in serata che almeno uno dei due fratelli ha ricevuto addestramento militare in Yemen nel 2011, da un gruppo legato ad al Qaida. Diversi media statunitensi hanno anche scritto – citando fonti varie del governo – che i due erano inclusi da anni nella “no fly list”, una lista particolare che indica le persone che non possono entrare o uscire dagli Stati Uniti su un aereo di linea.

– La polizia sta ancora cercando l’uomo che questa mattina ha sparato a Montrouge, nel sud di Parigi: nella sparatoria una poliziotta è stata uccisa. Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha detto in una conferenza stampa che non sono stati stabiliti collegamenti tra l’attacco a Charlie Hebdo e la sparatoria a Montrouge.

– Stanno continuando le manifestazioni a sostegno di Charlie Hebdo in tutto il mondo. Alle 20 l’illuminazione della Torre Eiffel è stata spenta in segno di lutto.

23:42 8 gen 2015

Diversi media statunitensi, tra cui il New York Times, dicono che Saïd Kouachi, uno dei due fratelli sospettati dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo, ha viaggiato in Yemen nel 2011 e ha ricevuto addestramento militare da un gruppo legato ad al Qaida. Le notizie a riguardo per la verità sono piuttosto confuse: CNN cita anche la Siria come destinazione di un viaggio di uno dei due fratelli sospettati.

23:39 8 gen 2015

Il ministro della Cultura francese ha annunciato che per tre giorni i morti dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo verranno ricordati alla biblioteca nazionale François Miterrand.

23:31 8 gen 2015

LifeNews, una grossa televisione russa, ha trasmesso giovedì un dibattito in cui alcuni “analisti ed esperti politici” hanno sostenuto che l’attentato a Charlie Hebdo sia stato organizzato dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti. Un ospite della trasmissione, Alexei Martynov, ha detto che l’intelligence statunitense ha attaccato Charlie Hebdo per indebolire gli sforzi globali contro il terrorismo islamico, che secondo Martynov sono guidati dalla Russia. Martynov ha anche detto che l’attacco ha avuto l’obiettivo di fare pressione sul presidente francese Francois Hollande per mantenere le sanzioni economiche contro la Russia (qui il video, in russo, dal sito di LifeNews).

LifeNews non è una televisione di stato, ma è comunque molto favorevole al presidente Vladimir Putin ed è seguitissima in Russia.

23:24 8 gen 2015

La trasmissione satirica francese “Les Guignols” ha diffuso su Twitter un’immagine inventata della “prossima copertina di Charlie Hebdo”: è un falso, satirico, ma sta venendo preso per vero da molti siti di news, e anche alcuni programmi televisivi italiani.

22:57 8 gen 2015

Alan Rusbridger, direttore del Guardian, ha scritto che il Guardian Media Group donerà 100mila sterline (127mila euro circa) al settimanale Charlie Hebdo.

22:46 8 gen 2015

Yahoo News ha scritto che i due fratelli ricercati dalla polizia francese per l’attacco terroristico alla sede di Charlie Hebdo erano controllati da tempo dalle autorità statunitensi ed erano inseriti nella lista di coloro che non possono entrare o uscire dagli Stati Uniti con un volo commerciale. Yahoo News cita fonti dell’antiterrorismo statunitense. La stessa notizia è stata data da NBC News, che cita un funzionario della Homeland Security, e da CNN, che cita un generico funzionario. Le persone incluse in questa lista sono considerate una “minaccia all’aviazione civile e alla sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. I due fratelli ne sono inclusi “da anni”.

22:31 8 gen 2015

Nuova manifestazione a Place de la Republique, a Parigi, in solidarietà per le persone uccise nell’attentato a Charlie Hebdo.

22:22 8 gen 2015

AFP dice che lo scrittore francese Michel Houellebecq ha sospeso la promozione del suo ultimo libro, nel quale si immagina un governo islamico in Francia.

22:04 8 gen 2015

Le Figaro dice che la polizia non è riuscita a trovare i due sospettati dell’attentato a Charlie Hebdo nelle sue ricerche a Longpont, comune della regione della Piccardia, nel nord-est della Francia. Nel tardo pomeriggio le ricerche si sono concentrate in alcuni comuni della zona (le notizie arrivano comunque in maniera piuttosto confusa).

21:48 8 gen 2015

Su Twitter ha cominciato a circolare molto anche un altro hashtag, oltre a quello ormai molto noto #JeSuisCharlie: si tratta di #JeSuisAhmed e si riferisce al poliziotto francese Ahmed Merabet, ucciso da uno dei due attentatori di Charlie Hebdo (la sua uccisione è stata ripresa da un video molto impressionante che mostra l’attentatore sparare a Merabet mentre quest’ultimo è già a terra, ferito). Diversi siti hanno scritto che Merabet era musulmano: negli ultimi due giorni, scrive il New York Times, è diventato una specie di simbolo nel dibattito sulla libertà di parola e la tolleranza religiosa.

Merabet era stato assegnato al distretto di polizia dell’11esimo arrondissement. La sua famiglia, ha raccontato il suo collega Rocco Contento, proviene dal Nord Africa ma vive da molti anni in un quartiere a nord di Parigi. Merabet aveva 40 anni, non era sposato e non aveva figli. Contento non è stato in grado di confermare alla stampa l’orientamento religioso di Merabet.

21:33 8 gen 2015

Le televisioni francesi hanno intervistato oggi la compagna del direttore di Charlie Hebdo, Charb: si chiama Jeannette Bougrab, e si è molto commossa parlando di lui (su Repubblica di giovedì mattina Anais Ginori aveva raccontato il suo disperato arrivo alla sede del giornale ieri). Bougrab ha 41 anni ed è un politico del partito UMP: è stata ministro della Gioventù durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.
(in molti pensavano che Charb non avesse una compagna, per via della sua frase del 2012 molto circolata ieri)

21:18 8 gen 2015

Anche il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha osservato un minuto di silenzio per l’attentato a Charlie Hedbo.

21:16 8 gen 2015

I giornalisti dello Spiegel tengono in mano dei poster con scritto: “Je suis Charlie” (“Io sono Charlie”), nella sede del giornale a Berlino, in Germania. (AP Photo/Markus Schreiber)

21:02 8 gen 2015

Il ministro della Cultura francese, Fleur Pellerin, ha detto che il governo donerà 1 milione di euro per assicurare che Charlie Hebdo non chiuda. Oggi Libération aveva offerto ai giornalisti del settimanale la sua sede per poter continuare a lavorare (l’offerta è stata poi accettata).

20:58 8 gen 2015

Un furgoncino è esploso a Villejuif (sud di Parigi), dice Le Monde. Non è chiaro se l’episodio sia collegato in qualche modo all’attentato a Charlie Hebdo o alla sparatoria di questa mattina a Montrouge, nel sud della capitale.

20:37 8 gen 2015

AFP ha fatto un’infografica che mostra gli attacchi che sono stati compiuti in Francia contro la stampa dall’inizio degli anni Ottanta a oggi. Il primo attacco risale al 1982 e fu compiuto contro Minute, un settimanale satirico molto di destra. Minute fu fondato nel 1962 da Jean-François Devay. Prima di quello contro Charlie Hebdo, gli attacchi più recenti risalivano al 2013 contro Libération e BFM.

20:21 8 gen 2015

Alcune foto delle manifestazioni a sostegno di Charlie Hebdo oggi in Italia, a Roma e a Torino.

20:15 8 gen 2015

L’illuminazione della Torre Eiffel, che si spegne.

20:05 8 gen 2015

L’illuminazione della Torre Eiffel è stata spenta in segno di lutto alle 20.

19:49 8 gen 2015

Cosa è successo finora, in cinque punti.

– I due uomini sospettati di essere responsabili dell’attacco di ieri contro Charlie Hebdo – Said e Chérif Kouachi, due fratelli sulla trentina – sono ancora ricercati dalla polizia. Al momento sono ricercati in almeno tre comuni della regione della Piccardia, nel nord-est della Francia: Villers-Cotterêts, Corcy e Longpont. Le forze speciali stanno facendo perquisizioni casa per casa, raccontano i giornalisti sul posto. AFP ha scritto che i due uomini hanno abbandonato la Renault Clio grigia su cui viaggiavano e si stanno muovendo a piedi. La polizia non ha confermato questa notizia.

– Le Figaro ha scritto che sulla Citroën C3 abbandonata mercoledì dai due sospetti sono state ritrovate alcune bandiere con frasi che inneggiano al jihad e alcune bombe molotov. La notizia non è stata confermata dalla polizia.

– La polizia sta ancora cercando l’uomo che questa mattina ha sparato a Montrouge, nel sud di Parigi: nella sparatoria una poliziotta è stata uccisa. Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha detto in una conferenza stampa che non sono stati stabiliti collegamenti tra l’attacco a Charlie Hebdo e la sparatoria a Montrouge.

– Cazeneuve ha detto che la polizia ha ricevuto diverse centinaia di telefonate di segnalazioni e che circa novanta testimoni sono stati interrogati. Ha aggiunto che Saïd Kouachi, uno dei due fratelli ricercati, è stato «formalmente riconosciuto» dalle foto come uno degli aggressori: è residente a Reims, è disoccupato, non è mai stato condannato ma in passato è stato legato agli affari di Chérif, suo fratello minore, che Cazeneuve ha detto essere un jihadista conosciuto dai servizi antiterrorismo.

– Stanno continuando le manifestazioni a sostegno di Charlie Hebdo in tutto il mondo. Alle 20 l’illuminazione della Torre Eiffel sarà spenta in segno di lutto.

19:37 8 gen 2015

Un cartello elettronico lungo l’autostrada A1 tra Lille e Parigi dice: “Nous Sommes Tous Charlie” (“Siamo tutti Charlie”). (AP Photo/Peter Dejong)

19:22 8 gen 2015

Il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve ha parlato nella conferenza stampa di Saïd Kouachi, uno dei due fratelli ricercati in quanto ritenuti responsabili dell’attacco a Charlie Hebdo: ha detto che è stato «formalmente riconosciuto» dalle foto come uno degli aggressori, che è residente a Reims ed è disoccupato. «Non è mai stato perseguito o condannato ma è apparso ai margini degli affari di suo fratello», ha poi detto riferendosi a Chérif, suo fratello minore, che Cazeneuve ha detto essere un jihadista conosciuto dai servizi antiterrorismo.

19:14 8 gen 2015

Una manifestazione a sostegno di Charlie Hebdo a Torino, in Piazza Castello (LaPresse/Marco Alpozzi).

19:06 8 gen 2015

Sempre Cazeneuve ha detto che domani si riunirà l’assemblea dei prefetti per fare il punto della situazione sulle misure di sicurezza prese in seguito all’attacco. Cazeneuve ha poi detto che sono state ricevute diverse centinaia di telefonate e che circa novanta testimoni sono stati interrogati: Saïd Kouachi secondo Cazeneuve è stato «formalmente riconosciuto» dalle foto come «aggressore». Il ministro ha detto che nove persone sono state arrestate.

18:59 8 gen 2015

Un’infografica di Le Monde sugli agenti impiegati nella ricerca dei sospetti ritenuti responsabili dell’attacco a Charlie Hebdo e per le operazioni di sicurezza contro attacchi terroristici.

18:57 8 gen 2015

Bernard Cazeneuve, ministro dell’Interno francese, ha detto nella conferenza stampa che per ora le indagini non hanno stabilito collegamenti tra l’attacco a Charlie Hebdo e la sparatoria a Montrouge, nel sud di Parigi, e che il bilancio delle vittime non è cambiato.

18:42 8 gen 2015

Parla Bernard Cazeneuve, ministro dell’Interno francese, sugli aggiornamenti sull’attacco a Charlie Hebdo.

18:30 8 gen 2015

Édouard de Mareschal, giornalista francese di Le Figaro, dice che nelle città oggetto della ricerca delle forze speciali sono presenti molti agenti armati, e che stanno effettuando perquisizioni di casa in casa.

18:23 8 gen 2015

Secondo quanto scrivono Le Monde e Le Figaro, le operazioni delle forze speciali sono ancora in corso nelle città di Villers-Cotterêts, Corcy e Longpont, nella regione della Piccardia: Le Monde scrive che non si sa se i due sospetti ricercati dalla polizia siano ancora in auto o se l’abbiano abbandonata.

18:16 8 gen 2015

Un ragazzo, commosso, con un biglietto con scritto “Sono un disegnatore”, durante una manifestazione ieri a Londra (REUTERS/Stefan Wermuth). (Qui le foto delle manifestazioni per Charlie Hebdo in tutto il mondo).

17:48 8 gen 2015

Alle 18:15 il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, terrà una conferenza stampa di aggiornamento sull’assalto di ieri a Charlie Hebdo.

17:37 8 gen 2015

La redazione di Charlie Hebdo ha accettato la proposta dei giornalisti di Libération di farsi ospitare nella loro redazione per continuare a lavorare al giornale.

La rédaction de Charlie Hebdo a accepté notre invitation à poursuivre leur travail dans les locaux de Libération. Pour Libération, cette invitation était une évidence. Nous les avions déjà accueillis quelques semaines après l’attaque de leurs locaux en 2011. Nous mettons à leur disposition tout ce qui leur sera nécessaire pour produire leur journal.
La rédaction de Libération.

17:29 8 gen 2015

A Corcy, dice Le Point, gli agenti di polizia stanno passando praticamente casa per casa, chiedendo agli abitanti se abbiano notato qualcosa di strano o sospetto nelle ultime ore. Sembra quindi che le ricerche possano proseguire ancora a lungo.

17:07 8 gen 2015

Ci sono segnalazioni di altre squadre speciali avvistate a Corcy, sempre in Piccardia. Nelle ultime ore sembra che le ricerche dei due sospetti si siano concentrate soprattutto nell’area a nord-est di Parigi, ma per ora non ci sono molte conferme da parte delle autorità francesi, che preferiscono non divulgare informazioni per evitare di danneggiare le indagini.

16:58 8 gen 2015

Mathieu Charrier, giornalista di Europe 1 segnala la pubblicazione di un disegno di Albert Uderzo con Asterix, Obelix e Idefix per rendere omaggio alle persone uccise nell’attacco di ieri. Il disegno era stato realizzato, ma non utilizzato, per la morte di René Goscinny, con il quale aveva ideato la famosa serie a fumetti (e poi in cartone animato) dei Galli all’epoca dell’Impero romano.

16:49 8 gen 2015

L’attrice francese Michele Laroque ha pubblicato su Twitter un tweet in cui ha inserito i nomi di tutte le persone uccise componendo il nome di Charlie Hebdo.

16:36 8 gen 2015

Diverse versioni di Google, compresa quella italiana, hanno inserito nella loro homepage un fiocco nero, in segno di lutto per quanto accaduto ieri a Parigi.

16:34 8 gen 2015

Il livello massimo di allerta, stabilito da ieri a Parigi, è stato esteso a parte della Piccardia, a nord-est della città, dove secondo i media si stanno concentrando le attività di polizia nelle ultime ore.

16:27 8 gen 2015

Sempre su Le Monde, il direttore Gilles Van Kote ha scritto un editoriale a commento dell’attacco di ieri a Charlie Hebdo.

Liberi, in piedi, insieme
Emozione, incredulità, ma anche ribellione e determinazione: le parole fanno fatica a esprimere l’ondata di shock che attraversa la Francia il giorno dopo l’attacco terroristico contro Charlie Hebdo. Uno shock che ci riporta, fatte le dovute proporzioni, a quello provato l’11 settembre 2001 dall’intero pianeta.

In pieno giorno, in piena Parigi, a sangue freddo, dei fanatici hanno vigliaccamente assassinato dei giornalisti, dei disegnatori, degli impiegati e anche dei poliziotti incaricati di proteggerli. Dodici morti, uccisi con fucili d’assalto, per la maggior parte nella redazione di questo giornale libero e indipendente.

In questo massacro, vittime di questa infamia, ci sono dei colleghi, degli amici: Cabu, Charb, Honoré, Tignous, Wolinski, e poi l’economista Bernard Maris. Da anni, da decenni, resistevano usando la caricatura, l’umorismo e l’irriverenza di fronte a tutti i fanatismi, attaccavano gli integralismi, denunciavano le imbecillità, prendevano in giro le istituzioni.

Da dieci anni erano minacciati e lo sapevano: degli invasati islamisti perseguitavano con il loro odio questi “blasfemi” che osavano prendere in giro il loro profeta. La redazione di Charlie Hebdo ha proseguito, senza cedere, senza battere ciglio. Ogni settimana, armata solo delle sue matite, ha continuato la sua battaglia per la libertà di pensiero e di espressione.

Continua a leggere la traduzione sul sito di Internazionale

16:24 8 gen 2015

La prima pagina di Le Monde di oggi, il giornale esce nel primo pomeriggio con la data del giorno successivo. Il titolo definisce l’attacco di ieri “L’11 settembre francese”.

Qui tutte le prime pagine dei giornali francesi di oggi.

16:07 8 gen 2015

Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha detto che questa sera alle 20 l’illuminazione della Torre Eiffel sarà spenta in segno di lutto, alle 18 è inoltre prevista una nuova manifestazione in Place de la Republique.

16:04 8 gen 2015

Le foto delle manifestazioni per Charlie Hebdo in tutto il mondo, questa è New York, Stati Uniti. Qui tutte le altre.

15:53 8 gen 2015

Charlie Hebdo è un settimanale noto per le sue copertine, vignette e articoli solitamente molto provocatori.
Charlie Hebdo costa 3 euro ed esce in tutta la Francia. Da anni è considerato vicino alla sinistra radicale e libertaria: le vignette pubblicate sulla rivista prendono spesso di mira la religione (anche cattolica: una volta pubblicarono una vignetta raffigurante il Papa con in mano un preservativo), la polizia e la destra francese. Il New York Times, in un articolo pubblicato nel 2011, lo aveva definito «adorato da molti, insultato da alcuni, ritenuto offensivo praticamente da tutti». BBC ha spiegato che Charlie Hebdo è l’ultima delle riviste di una tradizione «che unisce la militanza di estrema sinistra a una scurrilità provocatoria che spesso sconfina nell’oscenità», nata nel Settecento in opposizione alla famiglia reale francese. [Continua…]

15:45 8 gen 2015

La RAID è una sezione speciale delle forze di polizia francesi – composta da 168 agenti – che è la principale unità anti-terrorismo del paese e si occupa di sequestri, attentati, ammutinamenti e arresti di criminali molto pericolosi. L’acronimo RAID significa Recherche, Assistance, Intervention, Dissuasion.

15:43 8 gen 2015

Le Figaro ha ottenuto qualche informazione aggiuntiva sulle attività di polizia in corso. Le forze speciali del Recherche Assistance Intervention Dissuasion (RAID) e gli agenti del Groupe d’intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN) stanno eseguendo operazioni distinte intorno a Crépy-en-Valois, ma non ci sono conferme sul fatto che i sospetti siano stati identificati in una specifica abitazione, come era stato annunciato in precedenza da France 3 e altri media francesi.

15:33 8 gen 2015
15:27 8 gen 2015

La mappa di AFP mostra i luoghi in Francia in cui ci sono stati attacchi, per lo più atti vandalici, nei pressi di moschee nelle ultime ore.

15:15 8 gen 2015

Continuano intanto a circolare notizie su una grande operazione di polizia a Crépy-en-Valois che si trova a circa 60 km a nord-est di Parigi.

15:13 8 gen 2015

Per la prossima edizione di Charlie Hebdo, l’editore vorrebbe pubblicare un milione di copie. Per raggiungere l’obiettivo dovrebbe ricevere diversi contributi e si parla della possibilità che Google Francia metta a disposizione circa 300mila euro per farlo.

15:05 8 gen 2015

Al momento non c’è comunque nulla che dimostri un nesso diretto tra l’assalto di ieri a Charlie Hebdo e la sparatoria di questa mattina, sempre a Parigi.

14:58 8 gen 2015

AFP segnala che anche la sparatoria di questa mattina, dove è morta una poliziotta, è trattata dagli investigatori come un “atto di terrorismo”.

14:52 8 gen 2015

Sigolène Vinson, comica, avvocatessa e scrittrice che si trovava nella redazione del giornale, ha raccontato che uno dei terroristi le ha puntato una pistola alla tempia e le ha detto:

«Non ti uccidiamo perché non uccidiamo le donne, ma tu leggerai il Corano»

In realtà una delle persone uccise dai terroristi è una donna: Elsa Cayat

14:47 8 gen 2015

La sede di Axel Springer, una delle più grandi case editrici europee – che pubblica tra gli altri la Bild, il giornale più letto in Germania – ha scritto sul tetto la frase “Je suis Charlie”, come omaggio alle 12 persone morte nell’attentato a Charlie Hebdo. (STEPHANIE PILICK/AFP/Getty Images)

14:45 8 gen 2015

L’operazione di polizia segnalata, piuttosto genericamente, dai media francesi si sta svolgendo a Crépy-en-Valois che si trova a circa 60 km a nord-est di Parigi.

14:36 8 gen 2015

Le Figaro segnala che sulla Citroën C3 abbandonata dai due sospetti mercoledì sarebbero state ritrovate alcune bandiere con frasi che inneggiano al jihad e alcune bombe molotov, ma la fonte non è ufficiale.

14:33 8 gen 2015

Rispondendo a una domanda dei lettori all’interno del suo liveblog, Le Monde ha spiegato che per ora non pubblicherà dettagli sulle operazioni di polizia in corso per trovare i sospetti. Lo stesso governo ha chiesto ai media francesi di non diffondere informazioni. Una richiesta analoga era stata effettuata nella giornata di ieri dopo l’assalto.

14:26 8 gen 2015

La versione francese di Google ha inserito nella sua homepage un piccolo riquadro con la scritta “Je suis Charlie”, la frase usata da milioni di persone sui social network e nelle piazze dove si è manifestato in segno di solidarietà.

14:21 8 gen 2015

Sta circolando molto online un video del 2005 in cui si parla di Chérif Kouachi, uno dei due uomini ricercati per l’attentato a Charlie Hebdo. Nel video si racconta come e attraverso quali persone Kouachi si sarebbe avvicinato al fondamentalismo islamico. Le Point, riprendendo quel video, dice di aver avuto accesso a dei documenti riservati da cui risulta che Kouachi fosse legato a diverse persone incarcerate o accusate di terrorismo in Francia negli scorsi anni. Tra loro ci sarebbe anche Djamel Beghal, condannato nel 2005 a dieci anni per aver progettato un attacco contro l’ambasciata americana in Francia. Il nome di Djamel Beghal è a sua volta legato a quello di Aït Ali Belkacem, uno dei principali responsabili dell’attentato alla RER B a Saint-Michel del 1995. Entrambi, intorno al 2010 sono stati indagati per dei tentativi di evasione e perché sospettati di aver pianificato insieme un nuovo attacco terroristico.

Il nome di Chérif Kouachi è venuto fuori dalle indagini fatte sul legame tra Beghal e Belkacem. Kouachi era già conosciuto dalla polizia per alcuni reati commessi durante l’adolescenza e per essere stato condannato nel maggio 2008 con l’accusa di terrorismo. Dopo essere uscito di prigione, Kouachi fu messo sotto sorveglianza: successivamente si scoprì che, oltre a Djamel Beghal, Kouachi frequentava anche altri due uomini già condannati per atti di terrorismo, Ahmed Laidouni e Farid Melouk. La casa di Kouachi fu perquisita (siamo nel 2010): furono trovati un po’ di soldi in contanti, qualche testo in arabo piuttosto radicale, immagini e video su al Qaida. Dal suo computer risultò che aveva visitato diversi siti legati al jihad. «Tutto insomma faceva pensare che fosse vicino alla causa terrorista», scrive Le Point. Tuttavia all’accusa mancavano delle prove. Kouachi fu interrogato in quanto “testimone assistito” e non come indagato. Le Point riporta anche una parte del documento in cui si dice che nonostante i suoi legami con l’islam radicale e il suo interesse per le tesi che difendono la legittimità del jihad armato, non c’era alcuna prova a sostegno del suo coinvolgimento diretto nei progetti degli altri incriminati.

14:15 8 gen 2015

Il sito di Le Monde ha pubblicato una foto scattata all’interno della redazione di Charlie Hebdo dopo l’assalto, è piuttosto esplicita e si vede del sangue, avvisati.

14:10 8 gen 2015

Anche a Disneyland Paris è stato osservato un minuto di silenzio, a mezzogiorno come nel resto della Francia, per i 12 morti dell’attacco a Charlie Hebdo.

14:07 8 gen 2015

AFP segnala che le forze speciali starebbero intervenendo nel luogo dove sarebbero stati identificati i sospetti dell’attacco a Charlie Hebdo. Altri media francesi segnalano che la zona dovrebbe essere quella di Crépy-en-Valois, nel dipartimento dell’Oise della regione della Piccardia, e che i sospetti sarebbero chiusi in un’abitazione.

13:51 8 gen 2015

Punto della situazione alle 13.50.

– I due uomini sospettati di avere compiuto l’attentato di ieri contro Charlie Hebdo – Said e Chérif Kouachi, due fratelli sulla trentina – sono ancora ricercati dalla polizia. Nell’attentato sono state uccise 12 persone e ci sono ancora quattro feriti gravi. Una terza persona inizialmente sospettata, un ragazzo di 18 anni, si è presentato volontariamente alla polizia dicendo di essere estraneo a tutto. Nella notte la polizia ha arrestato sette persone.

– Nel corso della mattinata di giovedì alcuni testimoni hanno detto di avere visto i due sospetti nei pressi di Aisne, nel dipartimento della Piccardia, nel nord della Francia. I due uomini sarebbero ancora armati, e starebbero viaggiando su una Renault Clio grigia. La polizia ha rafforzato i controlli alle entrate della città e sta sorvolando alcune zone a ovest di Parigi con gli elicotteri. Sulla posizione dei sospetti ci sono ancora notizie confuse e non c’è alcuna conferma ufficiale da parte della polizia.

– Questa mattina c’è stata una sparatoria a Montrouge, nel sud di Parigi: una poliziotta è stata uccisa. Non è chiaro se la sparatoria sia legata all’attentato a Charlie Hebdo. Il ministro degli Interni francese ha detto che l’uomo che ha sparato è scappato, la polizia lo sta ancora cercando.

– Oggi alle 12, in tutta la Francia, si è osservato un minuto di silenzio per i morti nell’attentato a Charlie Hebdo. Il giornale ha fatto sapere che il nuovo numero del settimanale satirico uscirà mercoledì prossimo, ne verranno stampate un milione di copie.

13:47 8 gen 2015

Le Figaro scrive che il prossimo numero di Charlie Hebdo, che uscirà il prossimo mercoledì, verrà stampato in un milione di copie (la stampa ne prevede di solito 600 mila). Avrà 8 pagine invece di 16. La redazione sarà ospitata nella sede di Libération.

Avrà 8 pagine invece di 16. La redazione sarà ospitata nella sede di Libération. Il fondo francese “Presse et pluralisme” e un fondo finanziato da Google hanno messo a disposizione 500 mila euro per il prossimo numero e il distributore ha dichiarato che non prenderà alcuna commissione.

13:43 8 gen 2015

C’è una fase della fuga degli attentatori subito dopo l’attacco di mercoledì mattina alla sede di Charlie Hebdo che finora non è stata spiegata dalle varie ricostruzioni, quella che precede l’uccisione dell’agente Ahmed Merabet per strada, ripresa da un video circolato molto. Ecco cosa sappiamo della successione degli eventi.
1. Gli attentatori escono dalla sede di Charlie Hebdo e salgono in macchina in Allée Verte (qui su Google Street View). Qui si trovano di fronte un’auto della polizia, ma riescono a superarla sparando contro il parabrezza della macchina.
2. Sbucati nel grande boulevard Richard Lenoir – due sensi di marcia divisi da un giardino pubblico centrale – evidentemente girano a destra nel senso di marcia, ma di questa parte del loro tragitto non ci sono testimonianze esatte.
3. Questo è il tratto su cui non ci sono che ipotesi. Con tutta probabilità proseguono verso sud fino alla Rue du Chemin Vert che è il primo passaggio per invertire la marcia e prendere il viale nella direzione opposta, malgrado debbano fare il breve tratto contromano.
4. Si affacciano sulla corsia opposta di boulevard Richard Lenoir e girano a sinistra percorrendolo ora verso nord.
5. Nelle immagini riappaiono duecento metri più a nord, nel punto in cui – senza una ragione chiara – fermano l’auto e scendono sparando verso l’agente Ahmed Merabet, arrivato con altri suoi colleghi di una pattuglia in bicicletta. I due si muovono per qualche secondo come se non sapessero bene dove dirigersi, e poi tornano indietro verso l’auto rimasta con le portiere aperte in mezzo alla strada. Uno dei due raccoglie una scarpa caduta dalla macchina, salgono e ripartono.

13:20 8 gen 2015

Si sta discutendo molto se sia giusto pubblicare le vignette di Charlie Hebdo. I grandi giornali si sono divisi: il New York Times e il Washington Post per esempio non le hanno pubblicate, perché offendono un gruppo religioso (la versione lunga della storia si legge qui).

13:13 8 gen 2015

I giornalisti di AFP durante il minuto di silenzio per i morti dell’attentato a Charlie Hebdo, nella redazione di Parigi dell’agenzia. (LOIC VENANCE/AFP/Getty Images)

13:03 8 gen 2015

“Je suis Charlie” (“Sono Charlie”) vicino a la Dèfense, un distretto di grattacieli di uffici, condomini e centri commerciali nell’ovest di Parigi. (ERIC PIERMONT/AFP/Getty Images)

12:57 8 gen 2015

Il Guardian scrive che la situazione a Parigi rimane molto tesa, anche se le vie di entrata e uscita dalla città sono aperte. Molti poliziotti armati sono però posizionati a ciascuna “porta” di Parigi e alcuni elicotteri stanno sorvolando la zona nord della città.

12:48 8 gen 2015

Il nome del direttore di Charlie Hebdo – Stéphan Charbonnier, ucciso nell’attentato di ieri – faceva parte di una lista di persone da uccidere diffusa da al Qaida, che comprende tra gli altri Salman Rushdie e Ayaan Hirsi Ali. La lista era stata pubblicata da “Inspire” e contiene le foto di 9 persone, mostrate sotto la scritta “Ricercati vivi o morti per crimini contro l’Islam”, più i nomi di due donne senza foto. La storia intera della lista è qui.

12:42 8 gen 2015

Il tweet dell’astronauta giapponese Soichi Noguchi, per i morti dell’attentato a Charlie Hebdo.

12:37 8 gen 2015

Altre cose sui due sospetti attentatori di Charlie Hebdo, che alcuni testimoni hanno visto muoversi nel nord della Francia. Le Point scrive che due uomini armati che sembrano corrispondere alla descrizione dei due attentatori hanno rapinato una stazione di servizio sulla strada statale RN2 vicino ad Aisne. Hanno rubato benzina e cibo, scrive Le Point, e poi sono ripartiti in direzione Seine-et-Marne (non è molto chiaro questo punto: da testimonianze precedenti sembrava che i due uomini andassero in direzione opposta a Parigi).

Il gestore di una stazione di servizio, scrive Le Point, ha «formalmente riconosciuto i due uomini». Una fonte vicina a AFP ha aggiunto che «entrambi gli uomini sono incappucciati, con kalashnikov e lanciarazzi in vista». Le Figaro ha confermato quanto scrive Le Point: ha aggiunto che la zona ora sorvolata da elicotteri.

12:28 8 gen 2015

Le Figaro scrive che è stato visto un uomo armato a la Dèfense, un distretto di grattacieli di uffici, condomini e centri commerciali nell’ovest di Parigi. I dipendenti delle aziende che hanno lì la loro sede hanno ricevuto una mail in cui si chiede loro di rimanere in ufficio e non uscire.

12:25 8 gen 2015

Un video di France 24 sul minuto di silenzio in Francia, con la Marsigliese alla fine.

12:25 8 gen 2015

La giornalista di Repubblica Anais Ginori ha twittato questo disegno attaccato davanti alla sede di Charlie Hebdo: «Nel 2022, Parigi sarà sempre Parigi».

12:17 8 gen 2015

Sui giornali francesi si discute molto dell’efficacia del protocollo di protezione delle forze di polizia alla sede di Charlie Hebdo. Si cerca di capire quindi se ci siano stati degli errori che abbiano contribuito alla strage di ieri.

Dopo la pubblicazione delle vignette su Mometto nel 2006 e dopo che la sede del settimanale era stata incendiata e distrutta con una molotov per la nomina simbolica di Maometto come direttore in una sua edizione, il settimanale e alcuni componenti della redazione si trovavano sotto la protezione della polizia. Charb, il direttore che è morto nell’attacco di ieri, aveva ad esempio due agenti come scorta permanente (uno di loro è a sua volta morto durante la sparatoria). Dal 2011, la sede del giornale era stata spostata prima nel ventesimo arrondissement di Parigi e poi, dallo scorso luglio, nell’undicesimo in via Appert, dove è avvenuto l’attacco.

Nel passaggio dal ventesimo all’undicesimo arrohdissement c’era stato però anche un cambio nella strategia di protezione. Si era cioè passati da una sorveglianza “statica” a una cosiddetta “sorveglianza dinamica”. Non c’era una protezione fissa e permanente all’entrata dell’edificio, ma diverse pattuglie che passavano ogni mezz’ora. Laurent Nunez, capo della questura di Parigi, ha spiegato che la polizia era in contatto regolare con Charb: «Quando c’era un’edizione molto delicata, Charb ci chiamava e passavamo per qualche tempo alla guardia statica». Questo è avvenuto ad esempio per tre giorni nell’ottobre del 2014.

Secondo diverse fonti citate da Le Monde, il cambio nella modalità di protezione era stato deciso sulla base di diversi criteri e d’accordo con la redazione di Charlie Hebdo. Lo studio di sicurezza condotto sulla nuova sede aveva rilevato che si trattava di un edificio «molto più aperto» rispetto al precedente. C’erano 4 o 5 possibili entrate. Inoltre, ha spigato Laurent Nunez, «la minaccia sembrava apparentemente caduta». Le parole di Nunez, scrive Le Monde, sono effettivamente in linea con una serie di dichiarazioni fatte dai membri della redazione che avevano assicurato di non sentirsi particolarmente in pericolo. Dal ministero degli Interni hanno difeso il cambio di strategia, hanno spiegato che le guardie statiche funzionano come dei “bersagli” e hanno citato l’attacco avvenuto lo scorso dicembre a Joué-lès-Tours quando un uomo è entrato in un commissariato di polizia e ha ferito diversi agenti (uno di loro è morto più tardi a causa delle ferite riportate). Anche gli agenti anti-terrorismo sono intervenuti in questo dibattito e hanno fatto sapere che avere avuto degli uomini fissi fuori dalla sede «non avrebbe avuto importanza. Se ci fossero state due guardie, ci sarebbero due morti in più».

12:13 8 gen 2015

Minuto di silenzio anche nella metropolitana di Parigi e alla redazione di AFP a Parigi.

12:11 8 gen 2015

Alcuni testimoni hanno detto di avere visto i due sospetti dell’attentato a Charlie Hebdo fermarsi in una stazione di benzina nel nord della Francia. La polizia è arrivata sul posto e ha bloccato gli accessi, scrive François Becker di AFP.

12:05 8 gen 2015

Circolano voci che l’uomo che ha sparato questa mattina a Montrouge, nel sud di Parigi, sia stato rintracciato, scrive Alex Sulzer, giornalista de L’Express.

12:03 8 gen 2015

Il minuto di silenzio in Francia.

12:00 8 gen 2015

Da ieri sta circolando tantissimo in tutto il mondo una frase detta da Charb – il direttore di Charlie Hebdo ucciso nell’attentato – in un’intervista a Le Monde del 2012.

«Forse potrà suonare un po’ pomposo, ma preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio»

Oltre che un po’ pomposa come notava Charb, la frase ha anche una formulazione piuttosto semplice (ancor più che la nostra “meglio un giorno da leoni…”), e in rete se ne trovano citazioni e attribuzioni precedenti anche se poco verificate, soprattutto a Emiliano Zapata, Che Guevara o Dolores Ibárruri, o a un presidente messicano del XIX secolo. E in francese era usata invece in testa a un “giornale” personale autoprodotto in tempi di guerra a Bruxelles, nel 1941.

12:00 8 gen 2015

Un minuto di silenzio in tutta la Francia, da ora.

11:56 8 gen 2015

Il settimanale Charlie Hebdo uscirà regolarmente la prossima settimana, nonostante l’attacco terroristico.

11:54 8 gen 2015

Riguardo l’avvistamento dei due sospetti nel nord di Parigi, il Guardian scrive:

«I due uomini sono stati visti su una Renault Clio grigia con la targa coperta, e indossavano un passamontagna. Potrebbero essere state viste delle armi sul retro della macchina, che si stava dirigendo nella direzione opposta a Parigi sull’autostrada RN2, vicino Villers-Cotteret.»

11:46 8 gen 2015

Stando alle informazioni di AFP, i due sospetti dell’attentato a Charlie Hebdo sono stati localizzati ad Aisne, dipartimento francese della regione della Piccardia, nel nord della Francia. Per ora non sono stati diffusi altri dettagli e la notizia non è ancora stata confermata dalla polizia.

11:42 8 gen 2015

Minuto di silenzio anche al Parlamento europeo a Strasburgo.

11:33 8 gen 2015

AFP dice che i due sospettati dell’attentato contro Charlie Hebdo sono stati localizzati ad Aisne, in Piccardia, nel nord della Francia. Non ci sono ancora conferme ufficiali.

11:27 8 gen 2015

Punto della situazione, per chi arriva ora:

– I due uomini sospettati di avere compiuto l’attentato di ieri contro Charlie Hebdo – Said e Chérif Kouachi, due fratelli sulla trentina – sono ancora ricercati dalla polizia.

– Questa mattina c’è stata una sparatoria nel sud di Parigi: una poliziotta è stata uccisa. Non è chiaro se la sparatoria sia legata all’attentato a Charlie Hebdo. Il ministro degli Interni francese ha detto che l’uomo che ha sparato è scappato, la polizia lo sta cercando.

– Nella notte sono state arrestate sette persone nel sud di Parigi, non lontano a dove c’è stata la sparatoria questa mattina.

11:23 8 gen 2015

Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha twittato la foto del minuto di silenzio che è stato osservato oggi nella sede del Consiglio, a Bruxelles, in Belgio.

11:20 8 gen 2015

Le prime pagine di tutto il mondo su Charlie Hebdo: si parla di “massacro” e di “attacco alla libertà”, e ci sono molte vignette.

11:08 8 gen 2015

AFP dice che dall’attentato di ieri contro Charlie Hebdo ci sono stati diversi attacchi contro le moschee in Francia.

10:59 8 gen 2015

AFP dice che la polizia ha confermato la morte della poliziotta che era rimasta gravemente ferita in una sparatoria avvenuta questa mattina nel sud di Parigi.

10:53 8 gen 2015

Le Figaro dice che la poliziotta ferita in una sparatoria questa mattina a Montrouge, nel sud di Parigi, è morta. Non ci sono ancora conferme ufficiali, e non è chiaro se l’uccisione dell’agente sia legata all’attentato contro Charlie Hebdo.

10:49 8 gen 2015

Una mappa chiara di dove è stato compiuto l’attentato, che mostra la posizione degli uffici di Charlie Hebdo e il punto dove è stato ucciso un agente di polizia.

10:44 8 gen 2015

Il giornalista George Packer ha pubblicato un bell’articolo sul New Yorker riguardo l’attentato contro la sede di Charlie Hebdo di ieri. Packer scrive che l’attacco non è il risultato dell’azione militare francese contro lo Stato Islamico, né dell’invasione americana dell’Iraq, né del fallimento della politica di assimilazione di due generazioni di immigrati musulmani in Francia, né una violenza legata alla crisi economica. L’unica colpa è di un’ideologia che da decenni produce terrore: la stessa che ha costretto lo scrittore Salman Rushdie a nascondersi per molti anni, che ha ucciso il regista Theo van Gogh e che ha portato a compiere stupri e uccisioni di massa in Siria e Iraq. Oggi, dice Packer, nel mondo islamico c’è una minoranza che usa la violenza come modo per imporre la sua volontà e il suo credo: per questa minoranza la violenza è lo strumento per raggiungere una specie di potere assoluto nel nome di Dio. Packer conclude il suo articolo scrivendo:

«I disegnatori sono morti per un’idea. Gli assassini sono soldati in una guerra contro la libertà di pensiero e parola, contro la tolleranza, il pluralismo e il diritto a offendere – contro tutto quello che c’è di dignitoso in una società democratica. Quindi noi tutti dobbiamo cercare di essere Charlie, non solo oggi ma tutti i giorni»

10:28 8 gen 2015

François Hollande e Nicolas Sarkozy all’Eliseo, la residenza del presidente della Repubblica francese.

10:18 8 gen 2015

Un portavoce di Banksy ha detto al giornale britannico Independent che il disegno che ieri è circolato moltissimo e che è stato attribuito a Banksy in realtà non è suo. Independent dice che il disegno sembra essere dell’illustratrice Lucille Clerc.

10:11 8 gen 2015

Il ministro degli Interni francese ha detto che l’uomo che ha sparato giovedì mattina a Montrouge, nel sud di Parigi, ferendo due persone, è scappato. La polizia lo sta cercando.

10:09 8 gen 2015

Il disegno pubblicato sulla pagina di Instagram che fa girare cose di Banksy. 

10:01 8 gen 2015

Uno dei due sospetti, Said Kouachi, ha vissuto in un appartamento a Reims per più di un anno, ha raccontato un suo vicino di casa a Le Figaro. L’uomo, tra 50 e 60 anni, ha detto: «Ci incrociavamo e ci salutavamo, non abbiamo mai avuto problemi con i nostri vicini». Kouchai a volte indossava la djellaba, una tradizionale tunica di alcune comunità islamiche. L’uomo ha aggiunto: «Praticava la religione, ma non l’ho mai visto cercare di convertire qualcuno. Sua moglie era velata, dalla testa ai piedi. Siamo scioccati per quello che è successo e aspettiamo di vedere come finirà. Lui è un sospettato ma non è ancora stato giudicato colpevole».

09:50 8 gen 2015

Ora anche AFP dice che i feriti della sparatoria di Montrouge, nel sud di Parigi, sono due. Montrouge si trova vicino a Malakoff, un quartiere a cinque chilometri a sud del centro di Parigi dove la polizia ha detto di avere fatto degli arresti questa notte legati all’attentato contro Charlie Hebdo. Oihana Gabriel, giornalista del giornale francese 20 minutes, ha twittato una scena su una strada tra Montrouge e Malakoff: si tratta di Avenue Pierre Brossolette a Porte de Chatillon, e ci sono polizia e ambulanze.

09:41 8 gen 2015

AFP dice che il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, è arrivato sul luogo della sparatoria a Montrouge, nel sud di Parigi. Non è ancora chiaro se la sparatoria di giovedì – durante la quale sono stati feriti uno o due agenti di polizia – sia legata all’attentato contro Charlie Hebdo, compiuto il giorno precedente.

09:38 8 gen 2015

François Hollande e Nicolas Sarkozy all’Eliseo, la residenza del presidente della Repubblica francese.

09:35 8 gen 2015

I due ricercati dalla polizia sono Said e Chérif Kouachi, due fratelli sulla trentina, indicati come “pericolosi e armati”.

09:33 8 gen 2015

Le prime pagine su Charlie Hebdo in Francia: i titoli principali dei giornali francesi sono “Je suis Charlie” e “Liberté assasinée”: il colore dominante è il nero.

09:27 8 gen 2015

Le Figaro dice che la sparatoria a Montrouge, nel sud di Parigi, c’è stata questa mattina attorno alle 8. Secondo Le Figaro i poliziotti feriti sono due.

09:18 8 gen 2015

Ci sono stati degli spari nel sud di Parigi, secondo France 24 una poliziotta è rimasta gravemente ferita. Non è chiaro se ci sia un legame con l’attentato di ieri.

09:14 8 gen 2015

Il primo ministro francese Manuel Valls ha detto che questa notte sono state arrestate sette persone in relazione all’attentato contro Charlie Hebdo. Alcuni arresti sono stati fatti a Malakoff, un quartiere a cinque chilometri a sud del centro di Parigi.

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