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L’inchiesta su Expo e tangenti, in 7 punti

Le cose fondamentali da sapere per orientarsi sulla notizia che apre tutti i giornali di oggi

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Giovedì 8 maggio la procura di Milano ha disposto l’arresto di sette persone, accusate di corruzione nell’ambito di diverse attività legate a Expo 2015 – l’Esposizione universale che si tiene ogni cinque anni in una diversa città del mondo – e alla realizzazione di altre infrastrutture. Molte delle persone coinvolte ebbero già problemi giudiziari negli anni Novanta, all’epoca dell’inchiesta cosiddetta “Mani Pulite”. Tra gli arrestati ci sono anche Primo Greganti (quel Primo Greganti, soprannominato il “compagno G.”), e Angelo Paris, uno dei dirigenti più importanti del gruppo organizzatore dell’Esposizione universale.

Chi sono le persone arrestate

Gianstefano Frigerio: ha 74 anni ed è stato segretario della Democrazia Cristiana in Lombardia. Fu coinvolto nel caso giudiziario di Mani Pulite negli anni Novanta, ma ha mantenuto una qualche vicinanza e influenza con molti e diversi personaggi politici (compreso Silvio Berlusconi, scrivono i giornali). Eletto alla Camera nel 2001, è successivamente diventato collaboratore dell’ufficio politico del Partito Popolare Europeo.

Primo Greganti: ha 70 anni, è stato funzionario del Partito Comunista e del Partito Democratico della Sinistra. Conosciuto come il “compagno G.”, divenne famoso ai tempi di Mani Pulite per avere rappresentato il coinvolgimento del PCI nelle inchieste dei magistrati sui fenomeni di corruzione, seppure rifiutandosi di implicare il partito nei reati di cui era accusato (guadagnandosi per questo ammirazione e critiche). Qui la sua storia.

Angelo Paris: ha 48 anni e ha lavorato per Expo 2015 come Direttore di divisione responsabile dell’ufficio contratti. Descritto sui giornali come un grande lavoratore, è stato tra i principali artefici del successo della candidatura di Milano per l’Esposizione dell’anno prossimo. Tra il 2007 e il 2008 lavorò alla pianificazione del progetto, partecipando all’ideazione del tema legato all’alimentazione.

Luigi Grillo: ha 71 anni, è stato parlamentare di Forza Italia e tra il 1992 e il 1994 ha mantenuto la carica di sottosegretario al ministero dell’Economia. Fu coinvolto nelle inchieste sulla scalata della Banca Popolare Italiana ad Antonveneta – la storia cosiddetta “Bancopoli”, che riguardò anche l’allora governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio – ma dopo una condanna in primo grado è stato assolto in appello.

Antonio Rognoni: ha 53 anni ed era a capo di Infrastrutture Lombarde, società operativa di Regione Lombardia. Era stato già arrestato a marzo di quest’anno con l’accusa di turbativa d’asta e truffa.

Enrico Maltauro: ha 58 anni ed è titolare di un’impresa di costruzioni.

Sergio Cattozzo: ha 67 anni, è stato segretario generale dell’UdC in Liguria ed è ritenuto legato a Luigi Grillo.

Quali sono le accuse
Secondo la procura di Milano, le sette persone coinvolte avrebbero creato un sistema di favori e clientele per spartirsi i ricavi derivanti dagli appalti per la realizzazione di diverse opere, non solo legate a Expo 2015. Gli accusati, scrivono i pm, avrebbero lavorato come una sorta di “interfaccia” per creare legami e contatti tra alcuni personaggi politici ed imprenditori. Il sistema era costruito in modo tale da offrire ai funzionari pubblici che venivano coinvolti la possibilità di ottenere promozioni, avanzamenti di carriera e denaro in cambio di favori per le aziende interessate a ottenere gli appalti, a danno dei concorrenti.

Alla conferenza stampa organizzata dalla procura, il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha chiarito che al momento “non c’è nessun politico nazionale indagato”. Le indagini, per quanto se ne sa, non hanno infatti portato a identificare passaggi di denaro verso i partiti di riferimento delle persone arrestate.

Da dove viene l’inchiesta
L’inchiesta che ha portato ai sette arresti è nata dalla più ampia operazione “Infinito”, avviata un paio di anni fa per indagare sulle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia. Durante le indagini sono stati raccolti alcuni indizi sulla possibile presenza di tangenti e sono state avviate verifiche, che in parte si sono sovrapposte a un’altra inchiesta avviata da tempo su Infrastrutture Lombarde da Alfredo Robledo, il responsabile del dipartimento dei reati contro la pubblica amministrazione. La cosa ha portato a qualche malumore nella procura, con Robledo che ha contestato a Bruti Liberati la sua gestione con un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, presentato a metà aprile.

Robledo non ha apposto il suo visto sugli atti dell’inchiesta, dicendo di non avere ricevuto elementi sufficienti dal procuratore per fare ulteriori controlli sulla posizione di un indagato. Ha spiegato la sua decisione al CSM in questo modo: “Quando è stata fatta una richiesta di integrazione, proprio su quella posizione, su quella persona, il procuratore mi ha mandato invece il provvedimento e quindi io non sono stato messo (in violazione della normativa, ritengo) in condizioni di fare una valutazione necessaria. Ho scritto al procuratore dicendo che il visto non è stato posto su nessun’altra” richiesta di misura cautelare.

Cosa c’entra Tommaso Moro
Luigi Ferrarella spiega sul Corriere della Sera che il gruppo di persone ora agli arresti era solito riunirsi al “Circolo Culturale Tommaso Moro di Milano”, che secondo la procura era “lo schermo di un centro di affari illeciti non solo nel settore sanitario, ma anche nei settori di interesse di grandi società a partecipazione pubblica, quali la Sogin SpA, l’Expo 2015 Spa e la Infrastrutture Lombarde Spa”. Al circolo, secondo la procura, Frigerio gestiva i suoi rapporti con gli altri componenti della squadra, occupandosi soprattutto dell’imprenditore Maltauro e avendo come stretto collaboratore Cattozzo.

Stando ai verbali giudiziari, i tre esprimevano soddisfazione per essere riusciti a coinvolgere Greganti, così da avere qualche copertura a sinistra nelle loro attività. Scrivono i procuratori Antonio D’Alessio e Claudio Gittardi: “Greganti si prodiga per inserire” alcune cooperative “tra gli imprenditori di riferimento del sodalizio”, riceve in cambio denaro per le sue consulenze e “riferisce le sue autorevoli frequentazioni politiche” e i “numerosi personaggi di rilievo sui quali precisa di poter contare, specie relativamente a commesse pubbliche di massima rilevanza nazionale”.

Secondo la procura, Paris è entrato in contatto con il gruppo negli ultimi mesi del 2013. In una conversazione intercettata, Frigerio racconta di essere entusiasta per la “straordinaria intesa”. Attraverso il giro di conoscenze che comprende Rognoni, Greganti e Maltauro, a Paris sarebbe stato chiesto inizialmente di essere neutrale e solo in seguito di assumere un ruolo più attivo. Secondo la procura “Paris contribuisce durante le riunioni con i sodali a suggerire confidenzialmente soluzioni condivise in grado di assecondare i propri illeciti”.

Di quali appalti parliamo
La procura sospetta che il sistema gestito dal circolo abbia permesso di ottenere accordi da diverse centinaia di migliaia di euro. Uno riguarderebbe una gara d’appalto della Sogin da 98 milioni di euro per la gestione del sito di rifiuti nucleari di Saluggia, in Piemonte, che avrebbe fruttato circa 600mila euro. Un’altra gara avrebbe permesso di raccogliere una cifra simile nella gestione di alcuni contratti per Expo 2015 assegnati a una coop e a Maltauro. Ferrarella sul Corriere parla di “imputazioni che illuminano anche sospetti di irregolarità sul ‘Progetto delle vie d’Acqua’, sulla gara per il servizio sosta di Expo, su altre due da 28 e 18 milioni per la ‘Città della Salute’ dove a Sesto San Giovanni dovrebbero fondersi Istituto Nazionale dei Tumori e Fondazione Besta”.

I video agli atti
Nei quasi due anni di indagini, le persone per le quali sono stati disposti gli arresti sono state pedinate, intercettate e filmate mentre svolgevano le loro attività ritenute illecite. La documentazione mostra la consegna di buste contenenti decine di migliaia di euro, in qualche caso 50mila, e i discorsi sulla necessità di aprire una cassetta di sicurezza in Svizzera dove conservare il contante.

Cosa succede ora all’Expo 2015?
In seguito alle notizie degli arresti, nel tardo pomeriggio di giovedì 8 maggio il commissario di Expo, Giuseppe Sala, ha convocato a Milano un consiglio di amministrazione straordinario, per affrontare il problema che interessa direttamente l’organizzazione a causa del coinvolgimento di Paris. Il dirigente aveva un ruolo operativo importante e, mancando meno di un anno all’apertura dell’Eposizione, ci sono da firmare documenti e accordi praticamente ogni giorno. Al momento non è possibile prevedere se l’inchiesta causerà rallentamenti o ritardi nei cantieri, per via delle presunte irregolarità negli appalti, ma Sala ha detto chiaramente che in vista dell’incontro di martedì prossimo con il presidente del Consiglio Renzi saranno “esaminate quali siano le migliori condizioni di lavoro della società, nell’esclusivo interesse dell’Expo, del Paese e dell’assoluto rispetto della legalità”.

L’Expo di Milano inizierà il prossimo 1 maggio 2015 e durerà 184 giorni. Fino a ora al progetto, considerato molto importante per promuovere l’immagine dell’Italia all’estero, hanno aderito 147 paesi, che parteciperanno con loro padiglioni e installazioni all’iniziativa. L’area espositiva è in fase di allestimento nella zona di Rho Fiera, alle porte di Milano, e la sua realizzazione ha già subito ritardi e contrattempi dovuti più che altro a lentezze politiche e burocratiche, e fondi sbloccati in ritardo. Gli organizzatori confidano di fare arrivare almeno 20 milioni di visitatori nei sei mesi dell’Expo.

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